giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Italia illegale è questa…
Pubblicato il 06-07-2014


Ma sì, viene spontaneo dire: speriamo che Renzi ce la faccia. Anche se puntare sempre sull’uomo solo può essere azzardato. Però non sarebbe male fare un po’ di chiarezza su questo paese sgangherato e un po’ misterioso che per Metternich era solo un’espressione geografica e per la Bundesbank è oggi una nazione da mettere in riga. Non deve destare più alcuna sorpresa che dopo la guardia di Finanza e i magistrati anche le authority vengano coinvolte nel giro della corruzione. Personalmente ho sempre pensato che l’Italia nel suo complesso sia vissuta e viva tutt’ora nell’illegalità.

Dal commerciante che evade il fisco per guadagnare un po’ e lo ritiene perfettamente legittimo, ai dentisti, avvocati, ingegneri, architetti, notai che invece non si accontentano, dai piccoli imprenditori e artigiani che lo fanno magari per poter investire e restare vivi, ai dipendenti pubblici che invece hanno un doppio lavoro in nero per potersi premettere le ferie, dai taxisti che ti chiedono se vuoi la ricevuta e tu non te la senti di obbligarli a fartela per non essere scortese, dai giovani giornalisti che vengono sfruttati dai grandi giornali e poi non assunti, dagli extracomunitari sempre in prova, dai proprietari di case che le intestano una alla moglie, una al figlio maschio e uno alla femmina per pagare meno Tasi, e potrei naturalmente continuare, l’Italia è un paese che non ha mai avuto una cultura dell’appartenenza allo Stato.

Si dirà. L’Italia è uno Stato giovane. Ha appena cento cinquant’anni. Quanti ne serviranno? Perfino i fenomeni della mafia e della camorra sono stati vissuti come entità più vicine, protettive, e per questo hanno potuto proliferare. Perché stupirsi del fatto che anche questo Brienza, presidente dell’Autorità più delicata, quella sugli appalti, ne approfittasse un po’. Che cosa è una casa con terrazza, qualche figlia raccomandata e assunta? Normale. Normalissimo. Poco fa mi trovavo in un bar della mia città. Alcune persone commentavano lo scandalo del Mose. Siccome le conoscevo bene mi sono permesso di domandare: “Ma se a voi offrissero un milione di euro per fare una cosa illecita che fareste?”. Imbarazzo, silenzio. Poi uno in dialetto mi dice: “Non sono mica scemo, io lo prenderei subito”. E l’altro più giustificativo: “Guarda io lo prenderei per non farlo finire nelle tasche loro”. Così va il mondo.

D’accordo, non bisogna rassegnarsi ma più che sproloqui di moralità un tanto al chilo sarebbe ora di agire sugli spazi che si lasciano all’illegalità. Prendiamo le varie Autorità. Ma siamo impazziti? Ce ne sono decine, una in ogni settore. Appena si approva una nuova legge si istituisce una autorità: quelle portuali, quelle fluviali, quella per la garanzia delle comunicazioni, quella per la digitalizzazione, è in via di costituzione anche un’Autorità anti sprechi che ci costerà sei milioni l’anno. In tutto 2.675 dipendenti, con dirigenti da 600 milioni l’anno. Scusate, ma se poi la Bundesbank s’incazza non ha qualche ragione?

Quello che è emerso e che già si sapeva è che l’illegalità non riguarda solo o tanto la politica. Nè che é stata sconfitta con Tangentopoli. L’Italia durante Tangentopoli era la peggiore. Aveva ragione Craxi, era fatta di extraterrestri e di bugiardi. E non solo nella politica. Prendiamo l’eroe della rivoluzione giudiziaria Di Pietro. Dove è finito dopo la Gabanelli story? Mi sono convinto che il solo modo per evitare o raffreddare la corruzione in Italia sia quello di tagliare le occasioni corruttive, e non di inserire nuovi controllori. Magari sorteggiare il Csm e la Corte, ma anche le nomine, e anche le imprese che partecipano alle gare. Affidarsi alla sorte e sottrarre le decisioni agli uomini è l’unico modo, tutto italiano, per evitare spinte e tranelli. Come nei melodrammi anche nella vita il destino ha sempre ragione.

Ps: A meno che non vengano contraffatti anche i sorteggi. Una volta dissero che un presidente di un’ospedale riusciva in base al calore dei dadi a capire l’identità dei partecipanti a un concorso. Se è così alzo bandiera bianca…

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Commenti all'articolo
  1. Pezzo da incorniciare direttore. Ha ragione Livadiotti quando afferma che gli evasori votano e siccome sono tantissimi…. tantissimi voti e nessuno li vuole fermare seriamente. Quante facce toste durante tangentopoli che poi hanno fatto peggio. Ed ha ragione anche il “nostro” prof. Guidi quando dice che quella di allora era una tangentopolina rispetto ad oggi, ma ci fu l’ondata mediatica anche o soprattutto di destra (fatta apposta?) che fece travolgere la cosiddetta prima repubblica, comunisti a parte e che ci ha regalato questa, a tratti vergognosa, “seconda repubblichina”. Saluti socialisti!

  2. Conclusione, in Italia sono tutti corrotti e tutti corruttibili, io penso di no. Per me non è così e non mi rassegno perchè ritengo che una buona politica può portarci alla “NORMALITA”. La normalità in tutti i settori della nostra vita in comune e forse in questo senso molti al bar, ma non solo, prospettano l’avvento dell’uomo forte che bastoni tutti gli altri Purtroppo se poi tutti salgono sul carro di questo a chi resta di prendere le bastonate. La base del nostro vivere insieme quindi è solo la vera politica, con una democrazia avanzata che ci porti ad una redistribuzione della ricchezza e ad un equilibrato modo di governare e gestire la cosa pubblica. Certamente siamo in una situazione che molti ritengono irreversibile per i troppi squilibri in tutti i settori e forse sarebbe opportuno un colpo di cancelletto per azzerare tutto e ricominciare da zero. Non mi rassegno ed ho ancora fiducia in politici illuminati che abbiano il senso dello Stato, ma sono altresì convinto che troppi denari sono elargiti a quei politici, quei magistrati, quei girnalisti e a tutto quel mondo di dirigenti pubblici che non dovrebbero far altro che il loro dovere con un’adeguato compenso rapportato sempre all’ultimo più umile dipendente. La nostra spesa pubblica è in continuo aumento anche in tempo di crisi accentuata e questo non è normale, ma fin quando daremo degli stipendi così alti ai politici, questi per accreditarsi un certo numero di voti si sentono legittimati a spendere con premi a dipendenti inefficaci senza nessun tipo di risultato accertato, è come il cane che si morde la coda. Il guaio maggiore è che nessuno di loro spende di tasca propria.
    Chi vuole affermare il vero socialismo di queste cose dovrebbe parlare per non lasciare nessuno indietro a farne le speseperchè un uomo senza lavoro o una giusta retribuzione, come dice Papa Francensco, non ha dignita , ma non solo percè come diceva il grande Pertini quell’uomo non è libero.

  3. La questione è ,come dice Mauro,alla radice. Per esempio,i prezzi previsti per le opere pubbliche ,assunti come base d’asta. Se si eliminano i ribassi e i prezzi sono stretti-cioè realistici-si elimina il “grasso” per le tangenti. Complicato?? E poi la scuola. Se non si fa educazione civica (morale) anche perché i Docenti non sono più selezionati per concorso,cosa vuoi che ti al Bar o altrove?
    Magari,che devono togliere il vitalizio,inteso come privilegio! Ma quando i Parlamentari erano scelti con la Preferenza e godevano di stima e apprezzamento,nessuno metteva in dubbio che “conviene alla Comunità” rafforzarne l’autonomia. Nominati amanti e “circoli virtuosi” ,ignorati i Territori,la disistima ha promosso l’antipolitica. Insomma,ci sarebbe da fare sui vari fronti…per l’anti-illegalità!

  4. Nel 1970 diventai assessore alle finanze. A quel tempo i comuni gestivano ancora le imposte. Io lo feci, recuperando dieci anni di indolenza.
    In prossimità del Natale,cominciarono a riempire il mio ufficio di assessore regali da cittadini e associazioni. Chiesi al mio più stretto collaboratore il perché e lui mi rispose “l’hanno sempre fatto”.
    Il ragionamento non mi piacque: se ho stretto sulle imposte comunali, perché mandarmi regali?
    Risolsi la questione così: il regalo di A lo girai a B, quello di B lo mandai a C, e così via, in modo che a me niente rimase e tutti i cittadini generosi ebbero il loro pensiero da parte mia.
    La procedura si seppe. Da quel Natale, però, io divenni “inaffidabile”.

  5. Più trasparenza e oggettività, senza spazi discrezionali. Ormai è diffuso il sistema della media-mediata, composta dalla somma delle offerte, elimamdo la più bassa e la più alta. Bisogna invece stare attenta ai punteggi assegnati per tempi di intervento e utlizzazione multipla, sui quali per esperienza diretta riusciva quasi sempre a vincere la Olivetti, nonostante prezzi unitari più alti. Certamente ogni sede aggiudicataria è esposta a interventi e pressioni, per questo bisogna ridurle e affidarle a Commissioni da comporre volta per volta a sorteggio.

  6. Ai miei tempi le imprese cambiavano il responsabile dell’ufficio acquisti ogni tre anni. Non prchè questi fosse un disonesto, ma per evitare lo divenisse, o, in alternativa, che non divenisse troppo esoso.
    Chi pensa che affidandosi alla magistratura risolverà il problema delle ladrerie si ricordi che 3 anni fa sospesero il concorso per notai in seguito alla sollevazione dei partecipanti. i quali si erano accorti che parecchi concorrenti conoscevano, da tempo il tema.
    Aperta un inchiesta.si scoprì che 6 dei dodici componenti il collegio giudicante erano giudici. Interrogati risposero che la cosa era nota, ma loro non se ne intendevano, e si erano fidati del parere del presidente della commissione che era un notaio.
    Chiesi, con una mail al consiglio superiore della magistratura, di essere informato sulle sanzioni che sarebbero state prese.
    Silenzio assoluto.
    Ammiro chi ha ancora fiducia, ma la fede in Dio è una professione non fondata sulla conoscenza. Quella verso gli uomini dovrebbe fondarsi sul raziocinio.

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