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Opinioni e commenti
 

La Camera concede l’arresto per Galan. Psi contrario
Pubblicato il 22-07-2014


Galan-Mose-arrestoLa Camera ha votato a favore dell’arresto di Giancarlo Galan richiesto dalla magistratura nellambito dellinchiesta Mose. I voti a favore sono stati 395, i contrari 138. Due deputati si sono astenuti e la votazione è avvenuta a scrutinio segreto. Hanno votato a favore Lega, Sel, LeD, Pd, Pi, Scelta Civica e M5s. Contrari Fi, Ncd, Maie e Psi. La presidente di Montecitorio Laura Boldrini ha accolto la richiesta di Forza Italia di votare a scrutinio segreto. Gli avvocati di Galan, appena conclusa la votazione alla Camera, hanno avanzato la richiesta di arresti domiciliari.

In realtà la votazione sull’arresto di Galan, è stata preceduta da una prima votazione in cui si chiedeva di rinviare, per la terza volta, il voto. Richiesta che era stata respinta in mattinata. La richiesta di rinviare la decisione era stata avanzata Renato Brunetta, capogruppo di FI, per poter permettere al parlamentare, al momento ricoverato in ospedale, di essere presente alla discussione sulla autorizzazione sulla sua custodia in carcere. Contro il rinvio si erano espressi il Pd, Sel e il M5S. A favore hanno votato Socialisti, FI ed Ncd. I deputati di Scelta civica e di Fdi si sono astenuti.

L’ex ministro, che è coinvolto nelle indagini dell’inchiesta della procura di Venezia sul Mose, uscendo in carrozzina dallospedale di Este, dove è stato ricoverato per una decina di giorni ha detto “sono incaz… e sapete benissimo con chi”. E’ quindi salito su unambulanza che si è allontanata diretta verso casa a Cinto Euganeo. Al momento non risulta notificato alcun provvedimento. Galan è poi giunto a casa sua, dove ha chiamato lui stesso i carabinieri per capire cosa succede dopo il sì al suo arresto votato dalla Camera.

Il Capogruppo socialista alla Camera Marco Di Lello è intervenuto nel dibattito sul rinvio del voto. Rinvio poi respinto dall’Aula. “Con un crescendo preoccupante quest’Aula – ha detto – è chiamata a decidere sulla libertà di un deputato. Colpa nostra e della politica senza dubbio, ma anche, io credo, di una giustizia che ancora troppo spesso ricorre alla custodia cautelare come ad una forma di anticipazione della pena. E il crescendo di queste settimane – ha detto Di Lello nel suo intervento – impone anche una riflessione su di un istituto, quello dell’autorizzazione a procedere, che è un ibrido tra la politica e il diritto e in cui, come il triste caso Genovese insegna, è sempre più spesso il secondo, il diritto, a soccombere, innanzi alle esigenze del consenso dell’opinione pubblica sempre più desiderosa di scalpi da esibire.

In quest’Aula – ha continuato il capogruppo socialista – anche se rappresentiamo il popolo, noi non diamo  assoluzioni o condanne, noi che approviamo leggi abbiamo il dovere, come e più degli altri, di rispettare le leggi e la Costituzione innanzitutto. Non siamo un tribunale, ma non siamo neanche il Colosseo, dove si mandavano i prigionieri in pasto alle belve. E infatti non è né un regolamento né una legge ordinaria, ma è l’articolo 111 della Costituzione che impone che ogni processo e dunque ogni giudizio si svolga nel contraddittorio tra le parti. E credo che sia proprio in virtù di questo principio che la scorsa  settimana si è deciso per ben due volte il rinvio della discussione. Oggi, nonostante il quadro clinico dell’onorevole Galan sia lo stesso della scorsa settimana, c’è chi propone di andare avanti inaudita altera parte. Come dire, va bene la Costituzione, ma non oltre sette giorni, come una scatola di biscotti con una data di scadenza. Non esistono mezzi principi: o si ritengono le garanzie inderogabili – ha concluso Di Lello  – o esse non hanno valore. Noi socialisti da sempre non deroghiamo sui principi e per questo voteremo a favore del rinvio”.

Redazione Avanti!

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