giovedì, 16 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

No all’invasione israeliana
Pubblicato il 11-07-2014


È evidente perché Obama abbia chiesto ad Israele di bloccare l’invasione da terra di Gaza. Tutto il medioriente è una polveriera. Come afferma Sergio Romano non c’é più l’Egitto dei fratelli musulmani che poteva convertire alla prudenza Hamas. E che dire della Siria ancora in preda alla guerra civile, all’Iraq invasa dagli estremisti islamici che puntano al califfato, alla Libia ove il dopo Gheddafi è segnato dal caos e dalla violenza? Una guerra su larga scala tra Israele e Hamas isolerebbe sempre più Abu Mazen e le tendenze palestinesi moderate. É successo con la seconda intifada del 2000 e con la duplice offensiva del 2008, con razzi e bombe anche allora reciproci. Con troppe vittime palestinesi innocenti sul selciato.

A razzi si risponde anche oggi con bombe. Certo Israele ha molte ragioni. Il delitto dei tre ragazzi israeliani é stato orribile ed è alla base di tutto. Come orribile è stato il delitto del ragazzo palestinese ad opera di alcuni coloni fanatici e assassini. Ha fatto bene Netanyahu a condannare con durezza entrambi i crimini, cosa che Hamas non ha fatto. I razzi, che a centinaia continuano a piovere su Gerusalemme e su Tel Aviv, solo intercettati dalla tecnologia israeliana, puntavano soprattutto a colpire la centrale atomica. E si è trattato di un’intenzione di guerra senza precedenti.

Ma la reazioni di Israele che colpisce obiettivi militari, ma continua a mietere vittime civili, che produce morti innocenti di bambini, non è altrettanto crudele e, sia pur politicamente giustificata in quanto reazione ad un’azione di guerra, umanamente inaccettabile? Cos’é che spinge Hamas a ritenere ancora possibile la via della distruzione di Israele e la stessa Israele a ritenere risolutiva la via militare? Con i razzi e le bombe si peggiora la situazione così delicata e con l’invasione la si rende probabilmente irrecuperabile.

Israele è un paese ricco e democratico. È vero che, contrariamente ad Hamas, non usa il terrorismo, non mira a colpire i civili (e però quante sono le cosiddette perdite collaterali, orrenda qualificazione dei bambini uccisi per sbaglio?). È vero che possiede arsenali atomici e che se Hamas ne possedesse un quarto l’avrebbe già utilizzato contro di lei. Ma proprio per questo ad Israele è richiesta una prova di responsabilità. Più ad Israele. Soprattuto ad Israele. Tenga conto degli effetti delle sue mosse. Che, se sconfineranno in una guerra di invasione, produrranno una miccia in tutta la regione. Con gravissime ripercussioni nel mondo intero,

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. A cosa serve parlare di Europa se questa non ha una politica estera, non ha un’esercito non ha un GOVERNO DEMOCRATICAMENTE ELETTO, NON HA UNA COSTITUZIONE è solo una banca che toglie la sovranità ai popoli ed in modo egemonico la Germania e qualche altro di turno sfruttano le debolezze altrui per arricchirsi. Intanto il medio oriente è una polveriera, i morti civili sono tantissimi, la gente cerca disperatamente rifugio in tanti Paesi Europei passando per l’Italia creando problemi non indifferenti ed il nostro Governo come tanti altri hanno scelto la linea dell’indifferenza, questi sono i risultati di creare nuove entità territoriali senza prima aver stabilito democraticamente le regole di Governo di questa nuova realtà.

  2. Il “voleteve bene” con preghiere ecumeniche in Vaticano non poteva fermare gli estremismi. Le tante posizioni barcamenantesi dando una botta al cerchio ed uno alla botte producono un comodo, inane neutralismo che, ormai, non salva neanche le coscienze. Per una seria riflessione ed azione bisogna avere sempre presente qualche dato di fondo: Israele ha accettato e propugna l’esistenza dei due Stati, Hamas predica la distruzione di Israele; i lanci di Hamas mirano alle città, quelli di Israele puntano su obiettivi militari che Hamas cela con la cinica presenza di inermi civili quali scudi umani. Senza dubbio la soluzione deve essere politica e non militare, ma senza il reciproco riconoscimento del diritto ad esistere di entrambi prevarranno gli estremisti (dell’aggressione o della difesa cruenta) e continueranno sia gli inutili proclami di ipocrita neutralità che le azioni di guerra.
    E l’Europa che fa?

  3. Direttore, mi corregga se sbaglio, ma i razzi di Hamas (sbagliatissimi) vengono tutti o quasi intercettati, mentre i raid israeliani (per sbaglio o meno) mietono tante vittime civili. Ora da una parte ci sono certo anche fondamentalisti che non vogliono la pace; dall’altra uno stato forte e potente (e quindi pericoloso)…. i nostri vecchi dicevano “chi ha più cervello lo usi” ed è per questo che concordo con lei. Personalmente sono convinto che le preghiere servano sempre …. di sicuro non guastano mai. Saluti socialisti!

  4. Bisognerebbe, però, essere più vicini ad Israele. Quando furono rapiti ed uccisi i tre ragazzi, non vi fu una levata di scudi da parte di nessuno contro Hamas ed i palestinesi. Neppure ai primi lanci di razzi. Poi Israele si muove, e fa male…

  5. Quando Israele ha ceduto Gaza e ha obbligato i coloni israeliani a uscire dalla striscia demolendo, i villaggi ivi realizzati, c’era ancora la possibilità di creare uno stato Palestinese.

    Oggi non c’è più un territorio omogeneo abitato dai palestinesi. IL territorio è occupato da decine di nuovi agglomerati urbani degli israeliani.

    Hamas non ha accettato allora la costituzione dello stato e non l’accetterà ora. Questa è la storia dei palestinesi, governa sempre l’estremismo, il tutto o niente. Venti anni fa avrebbe potuto fare la pace Arafat. Hanno dato il Nobel ad un personaggio che ha condannato il suo popolo alla guerra perpetua.

    Ero in Palestina nell’agosto di 20 anni fa, prima che scoppiasse la nuova intifada e i palestinesi, commercianti, studenti, operai, si auguravano che gli accordi sarebbero stati firmati. Anche il mese scorso ero in Palestina ed ancora la gente Palestinese sperava che non ricominciassero con le bombe ed i razzi.
    Erano e sono scocciati con ” i padroni israeliani” ma disponibili a convivere.
    Ora si è fatto buio ed ogni ombra è un possibile nemico/amico.
    Vivono di nuovo nella paura, nel dubbio, nella assoluta tristezza.

  6. Sono pienamente d’accordo, direttore. Una guerra spalancherebbe le porte di una polveriera con riflessi In Europa, che già risente pesantemente dei conflitti medioorientali e africani, con i flussi migratori. Sperando che tra quanti arrivano non ci siano terroristi infiltati.

  7. Quello che mi colpisce in questo scontro è il fatto che si protrae da oltre sessant’ anni senza che una pur minima possibilità di soluzione veda la luce: sembra che nessuno dei due contendenti voglia la pace.
    L’ uno per poter conquistare altri territori da colonizzare, gli altri per alimentare un terrorismo che oramai mira a destabilizzare il mondo occidentale.
    Situazione esplosiva che solo nella volontà dei due contendenti può trovare uno sbocco.
    Fino ad ora il resto del mondo ha potuto solo oservare

  8. Ma cosa dovrebbe fare Israele? Posto che gli assassini dei tre ragazzi palestinesi non solo non sono stati individuati, ma non sono nemmeno cercati, anzi sono stati eletti ad eroi da parte della dirigenza palestinese, e che gli assassini del ragazzo palestinese sono stati cercati, individuati e arestati dalle autorità israeliane, io ti chiede, se ogno giorno su Milano e Roma cadessero centinaia di missili, cosa dovrebbe fare l’Italia? Chiedere l’inntervernto dell’EUROPA ? Porgere l’altra guancia ?
    La tua mi sembra un’equidistanza inaccettabile.

  9. Non sono d’accordo, solo ad Israele da parte degli europei, che sono i principali finanziatori dei palestinesi, si chiede di non rispondere ai continui attacchi terroristici e alle migliaia di missili che vengono lanciati ogni giorno dai fanatici/codardi di Hamas (nascondendo i lanciamissili nei condomini abitati dai civili). Agli arabi non si chiede mai di condannare il terrorismo, e non lo hanno mai fatto. La pace si fa solo con chi accetta trattative, non con chi ti spara addosso e rifiuta ogni trattativa…

Lascia un commento