sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

NSA. Berlino si stufa e caccia spione Usa
Pubblicato il 10-07-2014


Datagate-Merkel-Obama“Uomo avvisato mezzo salvato”. Angela Merkel più volte aveva ripreso Barack Obama sulla questione dello spionaggio, l’ultima volta appena tre giorni fa, quando dopo la notizia dell’arresto di una spia tedesca ai servizi statunitensi la cancelliera aveva affermato senza remore: “Se le notizie al riguardo sono corrette, il caso sarebbe grave. Se certe affermazioni sono fondate – ha aggiunto Merkel mentre si trovava a Pechino – per me sarebbe una chiara contraddizione rispetto a ciò che considero una collaborazione basata sulla fiducia tra partner e rispettive agenzie”.

Le affermazioni della Merkel avevano il retrogusto amaro di chi non è più disposto a farsi prendere per il naso dando comunque l’ultima chance al vecchio alleato americano. Oggi, dopo la scoperta di un’altra spia, secondo i media tedeschi si tratterebbe di un ufficiale della Bundeswehr al soldo di Washington, e il mancato chiarimento degli americani chiesto al riguardo, il capo dei servizi segreti americani è stato “invitato” a lasciare Berlino.
Con molta flemma Angela Merkel ha commentato così l’accaduto: “Una maggiore fiducia può significare più sicurezza”. Rimarcando la fiducia spezzata dalla Casa Bianca “Credo che in questi momenti che possono essere molto confusi sia decisiva una reciproca fiducia fra alleati”.

Oggi l’immagine di Barack Obama è stata offuscata dall’ennesimo scandalo NSA e ha rimesso in primo piano la sua reiterata incapacità di gestire la politica estera, specialmente i rapporti con l’Europa. Dopo lo scandalo Nsagate fin dall’ottobre scorso più volte i tedeschi avevano chiesto al presidente degli Stati Uniti Barack Obama di fare chiarezza sull’affaire e di smetterla di trattare gli alleati come nemici, oggi Clemens Binninger, presidente della Commissione di controllo parlamentare sulle attività di intelligence ha spiegato che l’espulsione è stata decisa “per il mancato chiarimento sollecitato da lungo tempo” sull’attività degli agenti segreti americani in Germania.

La Germania è quindi passata ai fatti sminuendo al contempo l’azione dello spionaggio come “inutile spreco di energie”.
Intanto se ormai il filo della fiducia che legava i due Paesi rischia di spezzarsi, cionondimeno potrebbe far comunque da tramite ed esser preso a modello dagli altri Paesi ancora alla ricerca di una soluzione dell’affaire NSA.

Maria Teresa Olivieri

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