lunedì, 18 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

PARTENZA IN SALITA
Pubblicato il 02-07-2014


Europa-Renzi

Per Matteo Renzi non sarà una passerella con le slide il semestre alla guida dell’Unione Europea. Se ne avuto un’anticipazione già oggi quando ancora non si era spento l’eco delle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio italiano a Strasburgo per l’inaugurazione del semestre e il nuovo capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe), il tedesco Manfred Weber della Cdu, ha sparato a palle incatenate contro la ‘flessibilità’, la parolina magica molto in voga nell’esecutivo italiano per tentare di allargare i margini del patto di stabilità. “I debiti – ha rimarcato Weber parlando dopo Renzi – non creano futuro, lo distruggono”, dunque “dobbiamo continuare” a camminare sulla strada del rigore.

La posizione tedesca, ma non solo tedesca, non è certamente una novità, l’aver però ribadito il concetto nel giorno dell’ingresso di Renzi, e a poche ore di distanza dall’elezione del conservatore Jean Claude Juncker al vertice della Commissione europea, quando era sembrato che al via libera del PSE, e quindi dell’Italia, corrispondesse un’apertura nei confronti di chi chiedeva più sviluppo e meno rigore, ha l’effetto di una secchiata di acqua gelata sugli ardori dei Paesi che più hanno risentito della crisi economica e finanziaria. Un guaio per l’entourage del governo italiano che si era sperticato nello spiegare che il bicchiere era mezzo pieno e che Renzi aveva ottenuto uno straordinario risultato condizionando l’elezione di Juncker.

A Strasburgo comunque oggi il nostro Presidente del Consiglio, parlando a braccio, non ha annunciato novità di rilievo per il semestre, ma ribadito le linee guida della sua politica che si possono condensare in queste parole: “Senza crescita l’Europa non ha futuro”. L’occasione è stata punteggiata di slogan e di sollecitazioni emotive. “Le parole chiave – ha detto – devono essere coraggio e orgoglio perché questo è il tempo in cui questi valori sono richiesti all’Europa, ma anche all’Italia”

“È molto forte nel nostro corpo – ha sottolineato il premier – la ferita che ha lasciato la recente congiuntura economica”. “Esiste un grande tema economico e finanziario, ma l’Italia sostiene che la sfida non sia solo quella di elencare, ma la vera sfida che ha di fronte a sé il nostro continente è ritrovare l’anima dell’Europa”. “Abbiamo parlato un linguaggio di verità, dicendo che noi dobbiamo fare le riforme e il Senato sta votando la riforma che cambia le regole del gioco nel nostro Paese. L’Italia non viene qui per chiedere all’Europa i cambiamenti che lei non è in grado di fare, ma a dire che lei per prima crede nelle istituzioni europee. Viene come un grande Paese per dare e non per chiedere”.

Ancora ha chiesto di sostenere la sfida per la semplificazione “nel funzionamento della Unione”, “perché l’Europa sia un’Europa più smart” e quanto alle “questioni economiche, ve lo garantisco, ci faremo sentire con forza, con la forza di un Paese che ha dato più di quanto ha preso”.

Qualche accenno anche di politica estera, ma senza indicare scelte precise. Dunque agli europarlamentari Renzi ha detto che In Palestina “ci sono bambini che hanno il diritto di crescere, lo Stato Palestinese ha il diritto ad esistere. Israele ha il diritto e anche il dovere ad esistere”, che “su questo l’Europa non può essere cieca e deve fare di più”; ha poi spiegato che “l’Africa deve avere un protagonismo maggiore in Europa, non solo nella dimensione economica e energetica, ma anche nella dimensione umana. Voi rappresentate la civilizzazione della globalizzazione. Se al fianco di Asia Bibi, in carcere perché cristiana non c’è un’Europa che si indigna, se non c’è la nostra reazione non possiamo definirci degni della responsabilità che abbiamo”. Un passaggio anche per Cameron, finito nell’angolo dopo una fallimentare strategia anti-Juncker: un’uscita del Regno Unito dall’Unione europea – ha aggiunto – non è pensabile, perché l’Europa “sarebbe meno se stessa”.

Armando Marchio

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento