venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pasolini a Matera:
il vangelo secondo
Matteo 50 anni dopo
Pubblicato il 25-07-2014


PasoliniDal 21 luglio al 9 novembre 2014, il Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi a Matera, ospita la mostra “Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema e fotografia” curata da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA.

Obiettivo ultimo della mostra, è quello di mettere a fuoco la genesi del capolavoro pasoliniano e il suo rapporto con la città di Matera, che nell’estate del 1964, sotto un sole “ferocemente antico”, diventò Gerusalemme. È un’ occasione importante per rileggere un momento fondamentale e prezioso della storia di Matera, negli anni della ‘vergogna nazionale’ e dello svuotamento degli antichi rioni. In questo periodo la città era sede di profonde contraddizioni e meta favorita di scrittori, intellettuali, registi, fotografi e sociologi, che contribuirono a dar forma ad un’ immagine ben definita della città e, più in generale, dell’ intero Mezzogiorno.

La mostra, divisa in sei sezioni, racconta la storia e i luoghi del Vangelo in relazione al clima culturale ed artistico lucano di quegli : cinque riguardano il cinema di Pasolini ed, in modo più particolare, il Vangelo secondo Matteo; l’ ultima presenta importanti opere d’ arte realizzate dai principali protagonisti del dibattito artistico dei primi anni 60, per cercare di comprendere i nuovi orizzonti della scultura italiana durante il corso degli anni.

L’ allestimento si distingue per la sua narrazione estremamente visiva, grazie al montaggio di documenti originali, disegni, interviste e altri materiali tridimensionali e per il suo forte carattere multimediale ed interattivo: infatti ogni sezione sarà introdotta da un narratore. Tutto questo per rendere possibile al pubblico una lettura a più livelli di approfondimento, comprensibile da tutti coloro a cui il progetto intende rivolgersi.

Mettere al centro della programmazione culturale del 2014 la mostra su Pasolini e il “Vangelo secondo Matteo” è frutto di una scelta che immagina per la città di Matera, candidata a capitale europea della cultura, un ruolo ben preciso per chi intenda utilizzare la cultura per migliorare la società. Si tratta di non avere paura delle proprie radici e delle proprie contraddizioni. Il lavoro di Pasolini non è un lavoro solitario ed il ruolo dell’ artista non è quello di intrattenere, ma di far pensare, di mettersi in gioco e di far mettere in gioco la comunità. Il pubblico non viene visto come un ‘acquirente preventivo’ della sua opera ma come un coproduttore della medesima.

Con un linguaggio semplice, quasi puro, egli racconta Matera come capitale universale, una Gerusalemme in terra, città dove tutti quanti vogliono mettersi in gioco sia come singoli che come membri di una comunità responsabile. Matera, a cinquant’anni di distanza dall’uscita del film, si offre nuovamente come luogo di sperimentazione, consapevole delle sue contraddizioni e delle sue incapacità, certo della sua bellezza, della sua accoglienza e della forza di dire il vero, sempre, anche quando questo costa caro.

Gioia Cherubini

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