domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Peracottari e cioccolatai
Pubblicato il 23-07-2014


UtoyaL’aula della Camera dei deputati, a chi ha la ventura di seguirne i lavori con continuità attraverso la webtv o il canale satellitare, spesso appare alla stregua di un ambiente che ricorda il palcoscenico di ormai desueti teatri d’avanspettacolo che non il supremo organo legislativo repubblicano. Tra gli interpreti di spettacoli scadenti, oltre a un nutrito numero di deputati del M5s, si sono segnalati personaggi pittoreschi come il rag. Gianluca Buonanno, della Lega, che peraltro oggi allieterà con i suoi volgari fuori programma, in compagnia dell’ineffabile Borghezio, l’assemblea di Bruxelles e il presidente Schulz.

Far fronte alle intemperanze di costoro non è impresa facile, specie se l’ufficio di presidenza è composto da personalità poco autorevoli e del tutto inadeguate. Un plastico esempio, di codesta inadeguatezza l’ha fornito ieri sera il vicepresidente Roberto Giacchetti, digiunatore democratico di scuola pannelliana (ah! Marco,come talent scout, proprio non ci hai saputo fare!) che, mentre il compagno Marco Di Lello svolgeva il suo intervento per commemorare i martiri di Utoya, mostrando un’ottusità e una mancanza di sensibilità più uniche che rare, ha più volte dato sulla voce del deputato socialista (che peraltro, solitamente, nei suoi interventi rimane negli esigui tempi assegnatigli) invitandolo a concludere e finendo per togliere l’audio del suo microfono.

Per presidere un’assemblea è necessario utilizzare, certo le norme regolamentari che ne regolano l’attività, tuttavia in talune occasioni un minimo di elasticità e tolleranza non guasterebbero. Di Lello non stava parlando del problema dell’estinzione della foca monaca ma, commemorando 69 ragazzi uccisi tre anni fa in Norvegia da uno xenofobo nazionalista, tentava di articolare un ragionamento a cui lo stesso Giacchetti avrebbe dovuto porre attenzione anzichè preoccuparsi con pedante zelo di minutaggi.

Ma tant’è: evidentemente Roberto Giacchetti aveva fretta di concludere la seduta, forse perchè era stanco o aveva programmato impegni di altra natura e di chissà quale importanza. A Roma si dice da peracottaro, altrove da ciccolataio. E’ la figura fatta il 22 luglio 2014 alle ore 19.01 da Roberto Giacchetti, vicepresidente della Camera dei deputati della Repubblica italiana.

P.S. Per completezza d’informazione va detto che l’omologo al Senato di Giacchetti, il postfascista Gasparri, ieri, nella medesima circostanza, qualche ora prima, non è che si sia comportato meglio con il senatore socialista Enrico Buemi. Ma da un personaggio come Gasparri un simile atteggiamento non desta grande stupore.

Emanuele Pecheux

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