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Opinioni e commenti
 

Perché Hamas continua a lanciare razzi?
Pubblicato il 16-07-2014


Quello che proprio non capisco è perché Hamas abbia rifiutato la mediazione egiziana e la prosecuzione della tregua. I razzi su Israele sono ripartiti e le incursioni israeliane anche. La differenza è che i razzi non producono morti, perché il sistema di sicurezza israeliana funziona, le bombe su Gaza invece sì. Siamo ormai arrivati a 194, con ben 1.100 feriti. Solo una vittima si conta tra gli israeliani. Se è ormai chiaro che i razzi di Hamas vengono tutti intercettati e non producono danni, ma solo una dura, sanguinosa reazione israeliana, perché Hamas continua?

Non credo che possa ritenere che a forza di intercettare missili, Israele si stancherà. Nè che comincerà a sbagliare le intercettazioni. L’unico motivo è che Hamas pensi di rafforzarsi sul piano internazionale, contando sempre più morti provocati da Israele. Cioè faccia il conto di strumentalizzare la strage per fini politici. A questo punto penso che anche Israele dovrebbe fare una scelta diversa. Perché continuare a bombardare, a fare vittime civili e innocenti, a seminare morte e terrore? Soprattutto se questo è proprio l’obiettivo dei suoi contendenti?

Non basta affermare la ragione di rispondere agli attacchi, quando gli attacchi non producono altro che panico e la risposta produce invece vittime innocenti. Soprattutto se, considerando la strategia degli scudi umani, della ricerca che un tempo si sarebbe definita della bella morte e che i palestinesi definiscono “martirio per Allà”, Hamas punta proprio sulla criminalizzazione di Israele. La dichiarazione di ieri di Erdogan, presidente turco, va proprio in questa direzione. Il Psi da sempre è stato attento ai diritti del popolo palestinese.

Ma se anziché sostenere la giusta posizione del presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen, che si era personalmente speso per la tregua e per la mediazione egiziana, e di larga parte della comunità internazionale, a cominciare dal presidente degli Usa Obama, Hamas continua a lanciare i suoi innocui razzi per pagare il prezzo della vita dei suoi cittadini, di chi è la responsabilità del conflitto? Anche Israele rifletta, dunque. E non finisca per fare proprio il gioco di Hamas…

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Commenti all'articolo
  1. Mauro, mi hai anticipato le cose che stavo per scrivere a te e all’Avanti! Bravo sono d’accordo.,Perchè i nostri parlamentari non fanno un passo presso il Ministro degli Esteri,proponendo simili considerazioni al Presidente laburista Peres?

  2. Caro Mauro

    La tua riflessione non fa una grinza ma ha un difetto, ragiona con il nostro metro .
    Hamas non può accettare la tregua perché significa cedere, se cede nonostante i 20.000 armati contro i 5.000 dei salafiti e jiahdisti vari questi prenderebbero il potere nella striscia.
    Noi ci concentriamo molto sulla Guerra di Gaza ma, questo conflitto va inquadrato nella crisi Medio Orientale, è parte del conflitto che affligge Siria , Iraq, la lotta tra sunniti e schiiti , sulla guida del jiahdismo mondiale , sulla giuda della il popolo dei credenti nell’Islam e la lotta per essere la potenza di riferimento nell’area tra Arabia, Iran, Turchia e Egitto.
    Hamas è espressione della fratellanza mussulmana, con la caduta di Morsi in Egitto, ha perso molto i tunnel attraverso i quali arrivava tutto quello che Israele bloccava , era diventato il suo sostentamento, i finanziamenti che godeva hanno preso altre strade, l’Iran principale fornitore di armi ora appoggia hezbollah che è più sciita mentre hamas è più sunnita, inoltre hezbollah sta combattendo , con i guardiani della rivoluzione iraniani in Siria per Assad, loro ora godono del sostegno iraniano .
    Hamas ora non ha più denaro , ha perso appoggi e i suoi rivali o competitor della causa palestinese si stanno defilando dopo 9 giorni di guerra poco o nulla è stato fatto per aprire un secondo fronte per Israele, ben poco è stato lanciato dal libano o dal Golan questi aspettano la sua rovina , poi sosterranno i salafiti. per evitarlo deve continuare non può perdere l’esclusiva della lotta ad Israele, se vuole soppravvivere come organizzazione.
    Perchè Israele continua ? Perchè deve far cedere Hamas, non può più avere Gaza come minaccia .ormai i missili , non razzi missili razzi erano i qassan 3/5 km di gittata ora si arriva a quasi 200 Kim e si è cercato di colpire Dimona la centrale nucleare, Israele non più avere questa spina al suo fianco.
    E vero Israele da sempre perde la guerra mediatica, ora sembra però cambiare il vento , sono state smascherate le foto taroccate sui morti bambini, tutti parlano dei palestinesi scudi umani, pochi o nessuno parla di una eccessiva reazione israeliana questo però rischia di durare poco le vittime restano ,ma Israele continuerà finchè non avrà garanzia da qualcuno che non avrà più nulla da temere da Gaza, sa benissimo che prima o poi la guerra in Siria e Iraq finirà e da li gli verranno le future minacce.
    Ciò che spero non farà è occupare Gaza, sarebbe un massacro e un grave errore , nel momento che si ritirerà sarà vittoria per Hamas, continuarà con l’aviazione che se non ci facciamo prendere dalla parola bombardamento per il modo in cui è condotta resta il male minore , insieme a rapide sortite e incursioni via terra dei corpi speciali. per distruggere basi e materiali .
    Indipentemente da quanto dicono e nostre anime belle e pacifiste, questa è per me, la realtà ciò che ci resta da fare non è invocare la Pace, tutti amiamo la pace, ma lavorare per la pace e il primo lavoro da fare è capire le realtà che si deve affrontare , ora importante è trovare interlocutori in Gaza che diano le garanzie necessarie ed è difficile ma bisogna riuscirci , non lo può fare Israele, l’America ha fallito troppe volte , l’Onu non ha credibilità , l’Internazionale è assente ,l’Europa e l’Italia si diano una mossa poi occorrerà prenderci carico , come comunità dell’avvenire di questa gente , occorre investire in lavoro , dare speranza , che possano non più sentire parole di odio ma di futuro..
    Posso infine dirvi la mia sul futuro dei 2 stati, sia a Gaza che in Cisgiordania , stroppo odio è stato sparso , su questo odio di cui noi abbiamo la colpa di averlo tollerato nonostante i finanziamenti erogati, su quell’odio la dirigenza palestinese attuale super corrotta ha basato il suo potere , con questi interlocutori non si può sperare in conclusioni positive di qualsiasi trattativa, occorre trovare nei territori o all’estero tra la diaspora palestinese una classe dirigente nuova e pronta nel prendersi carico di questa gente , interlocutori possono esser le minoranze Cristiane , Circasse , Druse Beduine o Curde non sarà l’ennesimo stato artificiale in medio oriente la soluzione ,forse la soluzione è tornare indietro federare con larghe autonomie Gaza all’Egitto e Cisgiordania al l regno di Giordania aree ripeto con larghe autonomie ma completamente disarmate.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    off.molinari@libero.it

  3. Direttore, hai fatto un’analisi lucida e chiara. Come si può criminalizzare chi, circondato da “stati polveriera” è disposto al dialogo? Hamas fa un gioco pricoloso, non solo per i morti che provoca tra i civili inermi, ma anche perché l’oltranzismo delle sue tesi potrebbe avvicinarsi all’oltranzismo del Califfato dell’Irak. .

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