domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una semplice riforma elettorale
Pubblicato il 31-07-2014


La baraonda sulla legge elettorale continua, il che mi convince sempre più che esiste una pervicace e precisa volontà politica di ridurre la democrazia e la partecipazione dei cittadini nelle scelte fondamentali della repubblica. La legge elettorale, volendo, può diventare lo strumento più efficace al raggiungimento degli obbiettivi tesi verso l’autoritarismo e soprattutto al mantenimento del potere, di ridurre al minimo le voci del dissenso e dell’opposizione alla classe dirigente e al potere dominante. Questo è quanto sta accadendo nel parlamento italiano, un Parlamento di nominati, pertanto ricattabili e quindi, secondo il mio modesto parere, inaffidabili a predisporre una nuova e soprattutto buona e democratica legge elettorale che chiuda con un passato buio e triste dell’ultimo ventennio. I diversi capi partito propongono bozze di legge sempre più aderenti alle necessità del proprio partito,incuranti del bisogno di una legge elettorale che elegga un parlamento rappresentativo di tutte le istanze e delle rappresentanze politiche e partitiche presenti nella società italiana, senza gli attuali assurdi sbarramenti per l’accesso al riparto dei seggi in parlamento.

Una legge semplice che si può così illustrare: 1^ turno — proporzionale puro con un possibile sbarramento del 1% e preferenza. Qualora una forza politica raggiunge un risultato del 50% può beneficiare di un ulteriore premio del 2% garantendo, così, la governabilità. Il restante 48% dei voti va diviso in parti proporzionali tra tutti i partiti che hanno superato la soglia prevista del 1%, garantendo, così, la presenza in parlamento di tutte le espressioni politiche e partitiche. 2^ turno — In caso che nessun partito presente nelle liste elettorali non raggiunga la soglia del 50%, vanno al ballottaggio solo le prime tre forze politiche che hanno raggiunto i migliori risultati nella competizione elettorale. Al partito o all’eventuale aggregazione politica che avrà ottenuto il migliore risultato verrà assegnato il 52% dei seggi in parlamento, garantendo di fatto la governabilità. Il 48% dei seggi verrà ridistribuito proporzionalmente tra i partiti perdenti incluse le due forze politiche presenti al ballottaggio. Con questo sistema elettorale semplice ed estremamente democratico si garantisce la più ampia presenza politica e partitica in parlamento e contestualmente la garanzia e la certezza della governabilità del paese e di un equilibrio più corretto per l’elezione del presidente della repubblica, dei giudici della corte costituzionale e di altri alti poteri dello stato.

Giuseppe F. Marinig
(Direttivo provinciale P.S.I. Udine)

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Commenti all'articolo
  1. Sono proposte di buon senso, ma non sono quelle concordate da Renzi e Berlusconi con l’Italicum che serve a garantire entrambi per piegare tutte le altre forze piccole e meno piccole, garantendosi il potere del Governo oppure la guida dell’opposizione. Ciò che diventa inaccettabile è prevedere la validità dei voti degli alleati per il Premio di maggioranza e il ballottaggio, senza il minimo riconoscimento di Parlamentari almeno in base ai voti ricevuti.

  2. Ho letto l’articolo del compagno Marinig di Udine e provo anch’io le stesse perplessità sulla legge elettorale in allestimento.Buona l’impostazione di dare una maggioranza alla lista vincente per assicurare governabilità,ma iniqua l’idea di depredare i partiti piccoli (come il nostro) di quanto hanno raccolto.Tolto quanto dovuto all’unico vincitore,si ripartisca quanto rimasto a tutti gli altri proporzionalmente,senza costringerci a chiedere all’alloggio ad altra formazione per poter eleggere qualche nostro parlamentare. Chiedere alloggio,che equivale ad elemosinare.sia chiaro!

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