giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Quando Bettino ammoniva…
Pubblicato il 31-07-2014


L’intervista rilasciata da Bettino Craxi a “Il Tempo” il 31 luglio 1999 – e ripresa sul quotidiano “Avanti!” – si ripresenta attuale e profetica a distanza di 15 anni. In essa, lasciava presagire che “l’Italia dell’arte, della cultura e della natura, il Paese più bello del mondo sia entrato in un tunnel nero da cui non si vede la via d’uscita”. Inoltre, aggiungeva: “Le cose in questi anni sono peggiorate sotto molti aspetti. E’ cresciuto l’impoverimento. La disoccupazione è aumentata. La criminalita dilaga. Siamo il fanalino di coda dell Europa per il tasso di sviluppo e per la disoccupazione.

Quando queste certezze vengono meno, si assiste alla frammentazione della società, del sistema Paese, dello Stato. Sul tema della riforma previdenziale, il capo del governo è isolato all interno della maggioranza e del mondo del lavoro. Per strada si perderà qualche pezzo. Il termometro dell’economia segna febbre alta. Aziende che chiudono per “ferie” per non aprire a settembre. Il fisco tortura il ceto medio, miseria e disoccupazione vanno a braccetto. Se ammazzare o stuprare non basta per restare in carcere, ognuno sceglie il Far West. Siamo alla privatizzazione della giustizia!!! Qui c’è la cultura permissivista dal pensiero debole dei post-comunisti che credono alle colpe della società, ma non della persona.

Va ricordato come, nei momenti piu gravi della crisi economica, il governo a guida socialista sia intervenuto con decisione, adottando una serie di misure la cui efficacia si sia riflettuto positivamente su tutto il quadro economico nazionale”. Si evince che per cogliere appieno l’opportunità di uno sviluppo economico e sociale del Paese, occorre, quindi, che le forze politiche siano in grado di misurarsi con i problemi concreti, piuttosto che alimentare una esasperata conflittualità, nel tentativo di recuperare posizioni di privilegio nella gestione dello Stato. Le considerazioni e le conclusioni sono ovvie: alla crisi economica del paese corrisponde una crisi politica, di ampie dimensioni. L’ovvietà non fa sanatoria delle ragioni che stanno alla base di questa crisi. Era, allora, l’anno 1999. Oggi, il calendario segna il 2014. Possiamo affermare che ai tempi di un certo CRAXI, eravamo il Paese di testa!!!

Ernesto Calluori

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Commenti all'articolo
  1. Certi statisti come il compagno Presidente nascono 1 volta ogni 50 anni ( ad essere ottimisti)
    E tra qualche giorno sarà il 31.emo anniversario della nascita del Governo Craxi, rappresentazione plastica della stabilità e del progresso sociale ed economico, oltre ad un ruolo internazionale dell’Italia che non può e non deve stare “muta e seduta” nell’ambito delle alleanze internazionali delle quali è parte.
    A tal proposito l’esempio della ns pochezza è patente nella vicenda dei marò “trattenuti”in India da 2 anni e mezzo….roba da matti
    A livello economico l’Italia èin ptreda ad uno smarrimento che dura da troppi anni e diluce in fondo al tunnel non se ne vede..anzi.
    Un pensiero al nostro leader Bettino Craxi, il quale non ha necessità di essere “riabilitato”, visto che l’analisi e politica e storica del suo impegno politico necessità un giudizio sereno ed obiettivo, evidenziando il fatto che i meriti sono superiori ai demeriti e ciò andrebbe fatto senza pregiudiziali o “urla spagnolesche”

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