martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Raid su Gaza. Israele pronta a invadere
Pubblicato il 09-07-2014


Gaza-bombardamentiNon meno di cinque razzi sono caduti nella notte su Tel Aviv, facendo seguito a un intenso bombardamento che dalla Striscia di Gaza ha colpito, generalmente senza causare danni, molte zone abitate di Israele. Secondo l’esercito israeliano, in tutto sono stati sparati 225 razzi e una quarantina sono stati intercettati dal sistema anti missili Iron Dome. Non sono solo le zone di confine ad essere bersagliate. Due razzi sono caduti in un’area a nord di Cesarea, ad oltre 130 chilometri dalla Striscia, ferendo un uomo. Altri due sono caduti al largo di Haifa, 90 km a nord di Tel Aviv ed è la prima volta che i razzi raggiungono il porto nel nord di Israele, lontano 160 chilometri da Gaza. I danni sono limitati, ma la minaccia per la popolazione è rilevante.

La risposta israeliana, come di consueto, è di gran lunga più sanguinosa degli attacchi terroristici attribuiti ad Hamas, il movimento integralista sciita che controlla parte la Striscia di Gaza. Le ultime notizie riferiscono di circa 35 morti e centinaia di feriti. Tutte vittime dei raid aerei che Israele sta incessantemente compiendo sulla Striscia. 430 fino a oggi di cui 130 solo nella notte passata. Ovviamente secondo l’esercito israeliano gli attacchi sono tutti rivolti contro i ‘terroristi’, ma come di consueto negli ultimi decenni, le vittime sono nella gran parte civili innocenti, compresi donne e bambini.

Questa tattica della rappresaglia non ha mai aiutato il processo di pace ed ha invece ampiamente radicalizzato le posizioni favorendo gli estremisti dei due campi, la destra intransigente in Israele, il movimento integralista nei Territori e nella Striscia di Gaza, che è governata da Hamas in accordo con lo Stato Palestinese.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha avvertito oggi che potrebbe lanciare un’operazione di terra per fermare il lancio di razzi, ha richiamato 40mila riservisti, mentre centinaia di militari hanno preso posizione attorno a Gaza in preparazione di una possibile invasione di questa striscia di terra di 360 kmq, in cui vivono ammassati in condizioni spesso disumane oltre un milione e mezzo di profughi palestinesi. Una polveriera che per esplodere non attende altro che l’occupazione militare israeliana (già avvenuta nel 2008) come sa benissimo Hamas, o almeno la parte più radicale del movimento.

Bombardamenti-GazaQuesto estremo peggioramento era nell’aria già dai giorni in cui il premier palestinese Abu Mazen e i leader di Hamas avevano deciso di collaborare dando vita a un governo di unità nazionale. Una decisione che aveva mandato su tutte le furie Netanyahu nonostante le affermazioni aperturiste di Hamas (i palestinesi di Abu Mazen hanno riconosciuto da un pezzo il diritto di Israele a esistere). Abu Mazen “deve scegliere – ha detto il 23 aprile scorso – se desidera la riconciliazione con Hamas oppure la pace con Israele”. “Si può raggiungere uno di loro, ma non entrambi”.

A far precipitare tutto, il rapimento e l’uccisione di tre ragazzi israeliani, seguito a ruota dalla vendetta di un gruppo terroristico israeliano contro un ragazzo palestinese a sua volta rapito e bruciato vivo. Una spirale di odio che più volte si è messa in moto negli ultimi quarant’anni, che è sempre molto difficile fermare e il cui risultato certo è solo la morte di innocenti. Di fronte a tutto questo, le reazioni sono sempre le stesse: condanna della violenza e invito alla trattativa. Segue una progressiva desensibilizzazione dell’opinione pubblica con la stanchezza crescente per un confronto che è con ogni evidenza senza vincitori possibili, nemmeno sul piano militare.

Il presidente palestinese Abu Mazen – citato dai media di Ramallah – in un discorso tv ai palestinesi ha detto di aver sentito le “fazioni e i leader di Hamas a Gaza. Tutti hanno riferito di essere per la continuazione della tregua e contro l’escalation”. A sua volta Netanyahu ha detto che “l’operazione (militare ndr) sarà estesa e proseguirà fino a quando gli spari verso le nostre città non cesseranno del tutto e la calma ritornerà”. Per ora non ci sono segnali positivi ed è difficile trovare tra israeliani e palestinesi chi creda fino in fondo alle parole dei rispettivi leader politici.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. Caro Armando
    Sicchè Hamas governa la striscia di Gaza in accordo con lo stato Palestinese??????
    Premesso che lo stato “Palestinese “non esiste ma esiste una Autorita Nazionale Palestinese mi spieghi per quale motivo , se uno governa con l’accordo di un altro che bisogno ci sarebbe di fare un governo di unità nazionale ?????
    ARMANDO C’E’ stata tra Fatha e Hamas guerra civile per il possesso di Gaza , con centinaia di morti subito dopo le elezioni del 2006 le ultime fatte nei territori, sono di più gli anni di proroga degli organi elettvi dell’Autorita che gli anni di regolare mandato..
    Circa il tuo articolo, per mè illeggibile, lascia che ti spieghi cosè Israele attraverso ciò che disse Golda Meir a Sadat, durante le trattative di pace con l’Egitto Golda disse : FORSE UN GIORNO NOI POTREMO PERDONARVI DI AVER UCCISO I NOSTRI FIGLI, MA NON POTREMO MAI PERDONARVI DI AVER COSTRETTO NOI AD UCCIDERE I VOSTRI.
    Questo è Israele, rileggi quello che hai scritto se non capirai dove hai sbagliato, devi esserne preoccupato.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari
    PSI consigliere nazionale

    • Sottigliezze diplomatiche e giuridiche a parte, esiste uno Stato di Palestina membro osservatore all’ONU e rappresentato dall’ANP.
      Alla fine di aprile Fatah e Hamas hanno sottoscritto un patto, dopo sette anni di scontri, per indire elezioni nel corso dell’anno, per la formazione di un governo di unità nazionale.
      Quanto alla frase attribuita a Golda Meir, nella migliore delle ipotesi è una raccapricciante stupidaggine. I morti sono sempre morti, e quando non lo sono per cause naturali o per incidente, sono vittime di qualcun altro. Poi ognuno ne risponde alla sua coscienza, o al suo dio, come meglio crede.
      Gli uni e gli altri hanno un’infinità di ragioni per giustificare quanto avviene da decenni, ma il risultato di quelle ragioni è davanti ai nostri occhi e non è certo un bel vedere.
      Quanto al giudizio espresso sull’articolo necessariamente impreciso per una realtà a dir poco complessa, me ne dispiaccio, ma né capisco, né me ne preoccupo.
      Armando Marchio

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