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Opinioni e commenti
 

Renzi non cambia verso sulla Mogherini
Pubblicato il 17-07-2014


Renzi-Mogherini-UEC’è anche fuoco amico per Matteo Renzi che ha dispiegato tutte le sue energie in Europa per la giovane Mogherini.
Ieri sera l’ennesimo diniego da Bruxelles alla richiesta del premier italiano, una richiesta che sta assumendo in queste ore una nota imbarazzante, o meglio incomprensibile, per l’insistenza con cui, nonostante tutto, Renzi ‘vuole’ Mogherini come Lady Pesc. Dopo l’ennesima insistenza da parte del premier italiano, ieri è saltato tutto, o meglio è stato tutto rimandato al 30 agosto, un modo per prendere tempo, soprattutto da parte tedesca, e contemporaneamente per dare a Renzi la possibilità di rivedere le sue decisioni quando non ci sarà più la stessa attenzione dei media.
Le motivazioni renziane potrebbero essere le seguenti: in primo luogo non avere la Mogherini in Europa pone il rischio di ritrovarsi davanti Enrico Letta, il suo precedessore scalzato in malo modo da Palazzo Chigi. In secondo luogo la politica interna può dipendere molto da questa nomina; il governo è alle prese con riforme e Renzi vuole mostrare di aver ottenuto “un piccolo risultato” al più presto. Il Capo del governo si accontenterebbe di conquistare un incarico, anche simbolico, purché arrivi presto e non sia ricoperto da Enrico Letta. L’elezione della Mogherini inoltre porterebbe automaticamente alla possibilità per Renzi di procedere a un rimpasto di Governo, uno strumento assai utile per ammorbidire resistenze, premiare alleati, rinforzare amici.

Ma la testardaggine di Renzi se fino ad ora lo ha portato nella stanza dei bottoni, fuori dal territorio nazionale rischia invece di fargli avere una vittoria di Pirro: la poltrona degli esteri europei è una poltrona che dà visibilità, ma è  ‘secondaria’ per un Paese i cui obiettivi sono quelli di conquistare l’uso della ‘flessibilità’ dei parametri di Maastricht. Non si capisce bene comunque perché puntare tutte le carte su un incarico che darebbe il “servito” all’Italia, ma che al contempo la costringerebbe a rinunciare ad altri incarichi, magari quelli con più peso ‘utile’.

Il “nuovo che avanza” senza esperienza non piace a Bruxelles, l’eterno Presidente della Commissione Esteri, Elmar Brok sulla candidatura della Mogherini ha precisato: “Ci sono state molte resistenze contro Mogherini a causa della mancanza di esperienza, per il suo atteggiamento verso la Russia e perché il programma della presidenza è totalmente neutrale e acritico verso la Russia”. Ma non è la sola cosa che non piace della spavalderia renziana, a Bruxelles pare che in molti storcano il naso per il settarismo con cui va avanti il giovane premier. Non piace, pare, l’idea renziana di respingere a priori l’ipotesi dell’incarico a Enrico Letta: la storia delle Istituzioni UE è piena di governi che nominano oppositori interni a beneficio dell’interesse nazionale, come il caso di Berlusconi che accettò che il suo nemico giurato Prodi salisse a Bruxelles alla guida della Commissione Europea.

La partita di Renzi se era iniziata con delle buone chance e su un percorso di accordi, rischia di scivolare verso la disfatta: non sono solo i governi degli undici contro, ma gli stessi alleati ad essere cauti con la nomina della Mogherini. Martin Schulz l’ha sostenuta flebilmente: “Ha una buona esperienza sui temi internazionali ed è il ministro degli Esteri di un grande Paese industrializzato” e il presidente Hollande se ha confermato il suo pieno appoggio alla candidata italiana ha comunque precisato che sul suo nome “c’erano riserve da parte dei nuovi Paesi, e reticenze da parte di quelli alle frontiere dell’est e al nord” e che “altri Paesi non hanno esposto la loro posizione per non mettere in difficoltà la candidatura”.

Questa volta Renzi dovrà ingoiare la pillola amara di vedersi rappresentato dal suo predecessore oppure di insistere con la giovane piddina e ritrovarsi con la prima porta sbattuta in faccia oppure ancora di ottenere quella poltrona, ma a costo di cedere su altre agende ben più importanti per l’Italia.

Maria Teresa Olivieri

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