venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Riforma Scuola. Sotto esame gli insegnanti
Pubblicato il 02-07-2014


Scuola-InsegnantiPiù volte si sono levate voci sul sistema scuola del nostro Paese, in queste ore il governo annuncia una riforma che però non farà leva sul sistema, ma sui loro insegnanti. Il piano di Riforma elaborato dal neo ministro all’Istruzione, Stefania Giannini, e dal sottosegretario Roberto Reggi – di cui peraltro non si trova il testo definitivo – è una sorta di benefit per gli insegnanti che lavoreranno di più: in sintesi più ore per tutti i docenti, 36 a settimana, e aumenti di stipendio.
Tra un paio di settimane, il 15 luglio, stando alle voci che circolano in queste ore negli ambienti del governo, si aprirà il percorso della consultazione generale con la presentazione del piano di riforma alla stampa e agli addetti ai lavori. Nel frattempo però sulla Riforma si denuncia un’incongruenza proprio da coloro a cui è rivolta: gli insegnanti sanno bene che al momento le ore lavorative oggi sono 18, ma solo sulla carta  perché in questo conto non vengono comprese  le ore extra, a cominciare da quelle per la preparazione delle lezioni e per la correzione dei compiti.

Sul piede di guerra chiaramente i sindacati che hanno attaccato il MIUR sul punto in cui la Riforma annunciata punta a equiparare, per gli insegnanti, le ore lavorative italiane ed europee: “I docenti italiani lavorano quanto i loro colleghi europei e in alcuni casi anche di più, basta considerare che le ore di insegnamento sono di 60 minuti e non di 45 o 50 come in altri Paesi Ue – fa sapere Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – Non è possibile annunciare una riforma di questa portata partendo da dati falsi e se il Miur intende ‘spremere’ ulteriormente gli insegnanti, sulle cui spalle gravano incombenze burocratiche che nulla hanno a che vedere con la professione docente, noi ci opporremo fermamente invitando tutta la categoria a scendere in piazza”.

Nella sostanza la riforma punta a utilizzare le ore “perse” durante l’anno con corsi di recupero fino alle 22. Poi poiché l’anno lavorativo dura mediamente 230 giorni e quello della scuola solo 208, nel piano quei ventidue giorni di differenza vanno recuperati a giugno inoltrato. Per quanto riguarda poi le supplenze si dovrebbe poi ricorrere in maniera massiccia alle chiamate interne rispetto alle esterne, ben più dispendiose per il Ministero dell’Istruzione.

Novità importanti invece per quanto riguarda le assunzioni per gli insegnanti. Priorità sarà quella di svuotare il più possibile le graduatorie d’istituto, che ancora vedono parcheggiati oltre 150mila docenti. Si diventerà insegnanti solo con la laurea magistrale (3 anni più 2) e una stagione di tirocinio in classe, in aggiunta, verrà previsto un esame per l’abilitazione, propedeutico per accedere ai concorsi a cattedre.

Ma in sostanza il vero problema nel sistema scuola è lo stesso di quello delle PA: poca meritocrazia e le colpe di alcuni finiscono spalmate su tutti. Un metodo che dovrebbe essere insegnato a scuola per come rappresenta bene il nostro Paese.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. La scuola l’ha distrutta L.Berlinguer quando si e’ inventato l’alunno “cliente” e siccome il cliente ha sempre ragione questi sono i risultati. Basta con questa incompetenza che ci sta opprimendo!

  2. La scuola italiana, come ho scritto in un mio articolo convive in due mondi distinti, ma profondamente diversi. Oltre al problema infrastrutturale troviamo il tema duro e pungente della meritocrazia, che nella scuola è capacità, disponibilità e comprensione. Il fatto è che dalle superiori all’università il rapporto fra professore e studente cambia completamente. Si passa da rivalitá a cooperazione. Se tutto va bene. Poichè fra studenti e professori ci sono sia il bianco che il nero.

  3. 24 ore di lezione a bambini di 7 anni fatte in modo individualizzato e seriamente, non ha neanche il tempo di andare in bagno… prima di fare l’insegnante lavoravo 8 ore al giorno in una grande azienda privata e le assicuro che le responsabiltà e il tempo libero per andare in bagno c’erano e ti permettevano di fare 8 ore serenamente. provi lei dopo aver parlato e spiegato 4 ore a 29 alunni se le rimane un filo di voce specialmente se la maggior parte non riesce a stare seduta più di 30 minuti. Secondo me se andrà in porto questa riforma i manicomi e le cliniche psichiatriche avranno di che lavorare e lo stato avrà di che spendere per curare gli insegnanti costretti a una tortura del genere. Il sottosegretario e la ministra dovrebbero dare il buon esempio e farsi un anno a 36 ore ad insegnare in un scuola elementare. Potrebbe…ro consultare anche la moglie di Renzi che si è dimessa dall’insegnamento http://infosannio.wordpress.com/2014/03/18/agnese-renzi-ho-lasciato-il-lavoro-da-maestra-perche-non-ce-la-facevo-piu/ ma non lo fanno perché il vero obiettivo è solo tagliare e incenerire i precari facendoli morire di fame togliendogli di bocca quel pezzettino di pane che riuscivano a mangiare facendo quattro supplenze!!

    questa non è una riforma questa è solo una scure che cade addosso a gente che per far funzionare la scuola già sgobba mattina e sera, discorso a parte si potrebbe fare per giugno e luglio… ma si è sicuri che mandando gli insegnanti a giugno e luglio a scuola si risolve qualcosa:::, o si arrabbieranno gli albergatori che vedrebbero calare i giorni di vacanza delle famiglie?
    Diciamo la verità: per salvare le banche e i banchieri lo Stato e l’Europa stanno facendo tagli enormi sulle spalle dei poveri proletari fcendogli aumentare le ore di lavoro senza nessun corrispettivo economico e bruciando il futuro dei giovani che non vedranno un posto di lavoro neanche se minacciano di suicidarsi buttandosi da qualche ponte!! Bravo Renzi: la moglie in aspettativa e gli insegnanti a tempo pieno a scuola trascurando famiglie e salute!! e tutto ciò per 80 miseri euro!! italiani poveri fessi!!

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