martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sanzioni Ue-Russia, le ritorsioni sulle imprese europee
Pubblicato il 31-07-2014


UE-Russia-sanzioniSi apre la “terza fase” delle sanzioni. Dopo mesi di stallo e incertezza europea sulla crisi ucraina i ventotto ricorrono in maniera drastica nei confronti del vicino russo: le sanzioni economiche in risposta alle ingerenze russe nella guerra civile ucraina.
Stamani l’Ue ha adottato le sanzioni contro la Russia, che entreranno formalmente in vigore domani dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Si tratta di misure drastiche da parte dei paesi comunitari: stop all’acquisto di azioni ed obbligazioni emesse dalle banche di Stato russe, embargo delle armi, stop alla vendita di tecnologia “dual use” per fini militari e per specifici progetti petroliferi, senza dimenticare che finiranno nel mirino sono finiti i quattro oligarchi del “cerchio magico” del presidente Vladimir Putin, i cosiddetti “croonies”, con restrizioni ai visti per l’Unione ed il congelamento dei beni.
Ma il Cremlino non è intenzionato a restare a guardare, anche se si ritrova accerchiato anche dall’inasprimento delle sanzioni Usa, non solo ha ribattuto alle sanzioni accusando il vecchio continente di essere “incapace” di “svolgere un ruolo autonomo negli affari internazionali”, conducendo invece una politica “dettata da Washington”, ma ha minacciato l’Ue: “le misure economiche europee contro la Russia – ha avvertito il ministero degli Esteri di Mosca – faranno inevitabilmente schizzare alle stelle i prezzi del mercato dell’energia in Europa”.

Un timore non da poco visto che in pratica l’ex Urss ha in mano le forniture di gas, senza contare che mentre le esportazioni americane in Russia valgono 14 miliardi, quelle europee ammontano a ben 144 miliardi. Si rincorrono voci poi sulla possibilità che Putin starebbe preparando un progetto di legge che impedisca a società dei «Paesi aggressori» di lavorare in Russia, molto probabile per un uomo che è riuscito a far passare una legge omofoba nel terzo millennio.

Così mentre l’Ue continua a far la voce grossa, grazie anche alle pressioni dei paesi dell’Est, le imprese guardano con preoccupazioni gli sviluppi in merito: le sanzioni economiche occidentali minano la stabilità e l’occupazione non solo in Russia, ma anche nella UE.

Il presidente dell’Associazione delle imprese europee (AEB) Philippe Pegorier ha osservato che gli ordini della Russia in Germania creano fino a 300mila posti di lavoro, in Francia circa 100mila, e in tutta la UE quasi 1 milione.

Liberato Ricciardi

 

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