martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sardegna, nasce il C.L.A.S.
il Comitato Lavoratori
Attivi Sardegna
Pubblicato il 18-07-2014


C.L.A.S-Sardegna“Non vogliamo più esser considerati un peso per la società. Non ci stiamo più a esser additati come i mantenuti per il fatto di percepire gli ammortizzatori sociali” – Esordiscono così, i promotori del C.L.A.S – “Comitato Lavoratori Attivi Sardegna”, nato inizialmente come gruppo Facebook – lavoratori in mobilità in deroga della Sardegna su iniziativa di un gruppo di persone che si è trovata improvvisamente privata del diritto a percepire la “mobilità in deroga” a seguito di licenziamento per chiusura attività aziendale.

“Perso il lavoro, nei primi tempi si provano tante sensazioni contrastanti, rabbia, impotenza, difficoltà ad accettarlo e, soprattutto, spesso manca anche la solidarietà sia tra operai stessi, sia da parte della comunità di appartenenza. C’è chi si rassegna, si lascia andare alla disperazione, spesso scegliendo altre strade dalle quali poi non si può tornare indietro. E’ la negatività. Noi abbiamo scelto un’altra strada. Stanchi di attendere, da oltre 13 mesi, a ottobre del 2013 abbiamo deciso di agire, fare qualcosa, creare, informarci e informare, proporre e dialogare. Lo abbiamo fatto con lo scopo di capire cosa realmente stava accadendo, quali erano i cavilli burocratici che s’intraponevano tra il nostro diritto di percepire gli ammortizzatori sociali dei quali siamo beneficiari, sulla carta e il percepirli di fatto. Poche le notizie in giro, sia da parte delle organizzazioni sindacali stesse che soprattutto dalle istituzioni preposte quali, governo, Regione e Inps”.

Così ci spiega uno dei portavoce del C. L. A. S., Giancarlo Mereu, ideatore anche del logo ufficiale che da oggi darà un volto a tutte le iniziative dello stesso. Ci spiegano anche che, non tutti i 12 mila (oggi arrivano a oltre 15 mila) lavoratori in mobilità in deroga si sono rivolti a sindacati e patronati per il disbrigo delle pratiche riguardanti la loro posizioni. Tanti hanno optato per la via autonoma, hanno trasmesso le domande direttamente online attraverso il sito Sil – Sardegna lavoro – quindi, quando improvvisamente ci si è trovati dinanzi al blocco dell’erogazione degli emolumenti spettanti, dovuto all’improvvisa mancanza dei fondi necessari a coprire il 2013, lo sbandamento è stato totale. Dopo la perdita del lavoro, non poteva aggiungersi altro dramma dato.

L’incertezza era tanta. – “Ci siamo trovati per caso, sul web, ognuno di noi cercava notizie, cercava un modo di dividere l’angoscia con altri che potevano comprendere quel che in quel momento si provava soprattutto a livello emotivo. C’è stato chi ha scritto per mesi articoli sull’argomento per sollevare il caso, c’è stato chi si è quotidianamente attaccato al telefono di Regione e Inps, chi si è personalmente recato presso gli stessi uffici, e c’è stato anche chi non ha retto più alla situazione ed ha detto basta. Anche per questi sfortunati colleghi abbiamo detto basta. Abbiamo preso atto del fatto che l’immobilismo non porta da nessuna parte. Abbiamo scelto di farlo in una maniera decisa e allo stesso tempo non accondiscendente.

Non abbiamo attaccato le istituzioni, abbiamo, invece, provato a dialogare con le stesse com’è giusto che sia in nome di quel principio secondo cui devono esser aperte le porte al dialogo tra queste e i cittadini.”. – Un esempio di applicazione del senso civico che dovrebbe esser parte d’integrante dell’esser comunità e società. A ogni cittadino spetta un compito molto importante e soprattutto utile al cambiamento di rotta del paese – “Informarsi”. – “Abbiamo imparato tanto in questi mesi” – prosegue Mereu a nome del C.L.A.S. – “Era da qualche tempo che pensavamo di rendere ufficiale la nostra organizzazione, abbiamo scelto di chiamarci Comitato Lavoratori Attivi Sardegna, in nome di quel significato stesso che è il lavoro, l’attività, il movimento, il mettersi in gioco per mantenere viva la stessa dignità che in parte ci è stata rubata quando siamo stati licenziati.

Abbiamo ideato un logo, lo abbiamo sottoposto a tutti i 1272 membri del gruppo Facebook, e abbiamo deciso tutti insieme come realizzarlo. Ognuno ha avanzato una proposta, ha consigliato colori, e dato un’interpretazione sua personale agli stessi. Il rosso blu della Sardegna, i colori nazionali, la bandiera dei quattro mori, le mani strumento di lavoro, lo sfondo che fa pensare a una bandiera mossa dal vento, il vento della speranza per un futuro migliore. Insomma, questa esperienza ci ha fatto riscoprire il senso di appartenenza alla comunità e la solidarietà stessa tra di noi.”. – Su Facebook, per coloro che fossero interessati ad avere informazioni e volesse contattare il gruppo , questo il link di riferimento – https://www.facebook.com/groups/427614233925131/811017805584770/?notif_t=group_comment_reply – Prerogativa del Comitato è quella di fornire, nella massima veridicità e efficienza possibile, ogni informazione relativa.

Gli obiettivi si prefigurano nei seguenti punti: Attivare i canali di contatto con enti pubblici e amministrazioni, portare ai tavoli istituzionali le tematiche inerenti, gli ammortizzatori sociali, proporre possibili proposte di soluzione e con gli enti pubblici dialogare il più possibile, stabilire rapporti con la stampa locale e non per informarla sulle iniziative che si andranno a organizzare. – “Tutto questo” – precisano i promotori del Comitato – “non ha nessun costo, a nessuno è mai stato chiesto un solo centesimo in cambio delle informazioni e dell’aiuto fornito per espletare le domande sia per il poter beneficiare del sussidio in compensazione messo a disposizione della RAS che per quanto riguarda la trasmissione delle domande per il 2014 che per la compilazione del Ds21 Inps Online.

Ognuno, con capacità di utilizzo del Web, ha messo a disposizione le stesse nei confronti di coloro che ne hanno meno. Si è messo in atto il principio di un uso del web utile e soprattutto chi ha avuto la possibilità dell’accesso al web, questo ha fatto nei confronti di quanti non hanno più nemmeno questa possibilità. In questo senso è stato utile anche il passaparola e chi ha potuto ha messo a disposizione di altri il proprio pc per inoltrare le domande online. Abbiamo cercato di dare un significato al tempo senza lavoro, mettendo a disposizione degli altri quelle che erano le competenze di ognuno. Tanti, nel loro piccolo, hanno fornito aiuto e risposte che sono state date secondo il principio della massima veridicità, mesi di ricerche, letture dei leggi, decreti, emendamenti, interpellanze parlamentari, etc.

Abbiamo anche imparato il linguaggio istituzionale. Spesso le risposte non sono state positive, o meglio, quelle che avremmo voluto dare e avere. Ma, alla fine quel che più si è dimostrato utile è che spesso anche avere una notizia non molto positiva è meglio di un – “non si sa ancora niente di preciso”. Il web tanto spesso condannato, a volte può risultare utile se usato con i criteri della responsabilità e della solidarietà. Una delle prime iniziative che si sta pensando di programmare riguarda un’assemblea pubblica indirizzata a tutti i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga anche in vista delle iniziative del Governo che intendono, entro il 2017, attuare un profondo radicale cambiamento degli stessi. Un piccolo passo verso il futuro che ogni persona ha il dovere di contribuire a costruire.

Antonella Soddu

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Bentornato all’avanti che si interessa alle iniziative Sociali . in particolar modo a quella che Antonella ha illustrato in modo esemplare nel suo articolo .
    Grazie ad entrambi per questa finestra aperta per quanti altri non conoscono ancora questo gruppo.

  2. ho lavorato tre mesi iniziando con un contratto part time 2h a tempo dterminato poi in seguito modificato e prolungato sempre a 2 h partime per altri 2 mesi contratto indeterminato .cosimi hanno tolto la mobilita in deroga si puo fere qualcosa per recuperarla

    grazie

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