lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Ernesto Calluori:
Roma ancora in preda al caos
Pubblicato il 30-07-2014


Il confronto amministrativo ha ripreso il suo cammino. Ci si era salutati, con le immancabili polemiche e critiche, si ricomincia con le medesime. Il quadro che notiamo, suggerisce svariate analisi e alcune riflessioni. Viviamo un tempo di tasse, di cassa integrazione e lotte sindacali. Aumenti in arrivo su servizi e beni primari. Il tempo è quello di “non è cambiato niente”, “non potevamo cambiare troppo in fretta”. Tempo di accese tensioni a livello politico. Insomma, il tempo si è fermato! Esistono molte ragioni per essere critici e allarmati. La città sembra avere una doppia anima: una positiva e una negativa. La seconda scavalca tragicamente la prima che in altre epoche era riuscita a prevalere.

Per approfondire questo problema sarebbe necessario ripercorrere la storia della città, cosa quasi impossibile. E’ possibile, invece, qualche cenno sul meccanismo che ha agito nelle varie vicissitudini di questa città, unica al mondo. Intanto, osserviamo che un diluvio di cemento invaderà, ad esempio,la città dell’Eur e dell’intero quadrante, da renderla anomala e banale in ogni luogo. Il disordine cresce perché la politica ha dimenticato il dibattito su come governare la città, introducendo nuovi disordini. Lo scenario non è rassicurante dal momento che il ceto politico di destra o di sinistra attraversa un periodo di crescente impopolarità. E’ la crisi delle istituzioni la causa principale dello sfascio incontrollato del condominio Italia. Al centro della nostra attenzione si presentano svariate criticità che intendiamo accennare ma non approfondire perché sotto gli occhi di tutti.

“Stazione Termini diventata tera di nessuno” “pedonalizzazione dei Fori Imperiali”; “il flop del servizio di trasporto scolastico per i disabili”; “disinformazione per la raccolta differenziata”; “prostitute e degrado”; “micro-criminalità”; “furti negli appartamenti”. Il perdurare di una siffatta situazione, comporta un modello di vita in cui viene meno un importante elemento di riconoscibilità e di appartenenza. Occorre, quindi, invertire questi processi di trasformazione e proiettarli verso la vera modernizzazione del vivere civile.

Ernesto Calluori

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