lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giancarlo Zambelli:
Mio padre era un socialista onesto
Pubblicato il 21-07-2014


Carissimo del Bue, ti rubo un po’ di tempo tanto prezioso per il tuo lavoro. Mio Padre era un carrettiere, un socialista di una volta,con una  alta moralità.ha partecipato alle barricate di Parma,  nell’ Agosto del 1922 questi furono i primi antifascisti, come Giacomo Matteotti, Giovanni Minzoni. Piero Gobetti ed altri che non menziono per il tempo non perché non siano importanti.

Mio padre mi ha insegnato, i valori della giustizia, della solidarietà e dell’impegno politico, e sociale.Mii diceva spesso, che la politica si fa anche a tavola mangiando un piatto di minestra della sera prima.Non fare amicizia con persone che tolgono il pane quotidiano alla povera gente, che lavora 10 ore al giorno. Un vero socialista deve andare a testa, alta essere onesto, ma quando hai  da difendere i tuoi diritti, vai sui tetti e gridalo forte. Non fare amicizie con persone che rubano allo Stato, (a noi cittadini). Oggi questi valori che mi ha insegnato non contano più, siamo arrivati al degrado morale, tutto è permesso. Non aggiungo altro. Caro Mauro altri tempi.

Un saluto da un vecchio utopista,ma con i piedi per terra

Giancarlo Zambelli

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Commenti all'articolo
  1. Caro Giancarlo, ti ringrazio di cuore per la tua bella lettera. Conosco bene le nostre terre e il socialismo che ci hanno tramandato i Prampolini e i Berenini, i Simonini e i Santi. Hai ragione. Sono scomparsi molti valori del passato. Mi ricordo quando facevo la campagna elettorale come candidato alla Camera nel collegio Reggio, Parma, Piacenza e Modena, quanti vecchi socialisti mi venivano a parlare e anche ad insegnare. Mi sono rimasti tutti dentro l’anima, sotto la pelle come recita una vecchia canzone americana, e se continuo questa battaglia quasi impossibile è anche per loro, per socialisti come tuo padre, come te, come mia nonna che volle morire con la foto di Camillo Prampolini fra le dita, ti abbraccio, tuo Mauro Del Bue

  2. Caro Compagno Giancarlo
    La tua lettera mi commuove come anche il commento di Mauro.
    Quei grandi insegnamenti che tu hai avuto ,io li ho ricevuti dai vecchi compagni di Monticelli D’ongina, un paesetto della bassa piacentina, erano i Cappelletti, Bassanetti, Burgazzi , Giarola, Palmerani , Soldi e altri , non sono nella grande storia , ma solo in quella del paese si , pensa Soldi quando si sposò non festeggio le nozze o meglio festeggio nel modo che riteneva migliore , con i soldi risparmiati del banchetto dette ben 5 Lire a tutti quelli che erano nel registro di povertà del paese ,era gente che pagò cara la loro militanza il loro essere al serizio di un ideale e averlo saputo tramutare in atti concreti , legnate e olio di ricino a gogò, ma di questa idealità ne erano tanto impregnati
    che quando andavano sulla tomba di Matteotti a Fratta , dicevano che si andava a fare un ristoratore bagno di fede ed eravamo solo negli anni 1970.
    Quando dissi loro che era diventato delegato CGIL, mi dissero, “ricordati Molinari che un buon sindacalista tiene alla sua fabbrica di di quanto ci tenga il suo padrone” non ero in fabbrica ma delegato in un collegio della fondazione Don Gnocchi , gestita dai Fratelli Delle scuole Cristiane feci molto tesoro del loro insegnamento., verso chi vi lavorava i verso i ragazzi ospitati che erano tutti figli di povera gente , la mia gente per me che sono figlio di mezzadri.
    Ora sovente vengo considerato, l’ultimo giapponese sull’isola , per il mio attaccamento al partito ,alla sua storia ai simboli simboli e al Compagno , ma è tornando a questi esempi che sono più che validi nel 2014 che noi possiamo ancara essere il primo partito della sinistra , Dio solo sà quanto c’è bisogno di questo e di noi se di loro ne siamo i giusti interpreti.
    Fraterni Saluti
    compagno Maurizio Molinari
    Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

  3. Non dovete rattristarvi, il tempo di oggi è contro di noi. Del resto, mio nonno fu messo in galera nella torre di Viareggio: succedeva ogni volta che passava il “duce” nei paraggi.
    Renzi si è trovato in carica di segretario al passaggio del PD nel PSE (dopo un percorso piuttosto lungo): ironia della sorte, Renzi ed i suoi accoliti sono tutti di famiglia democristiana!

  4. Caro Compagno Giancarlo, la mia storia politica parte dagli insegnamenti ricevuti da mio padre. I miei valori sono come i tuoi. Li ho applicati anche nell’agire concreto. Purtroppo, dalla metà degli anni 80, fummo invasi da arrivisti e socialisti per caso. Per cui, non abbiamo utilizzato le contraddizioni degli eredi del PCI per ricostruire un forte PSI. Gli utlimi dirigenti hanno pensato solo a piazzarrsi. Saluti e viva il socialismo.

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