venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Senatus Populusque Romanus
Pubblicato il 15-07-2014


Erano i due enti del potere romano, il Senato e il popolo. I patrizi e i plebei. Al Senato rimasero, anche dopo l’unità d’Italia, caratteri di rappresentanza particolari. Non era elettivo il Senato del regno d’Italia e la nomina era a discrezione del sovrano in base a supposti meriti acquisiti in vari campi. Dal 1948 il Senato è parte del potere democratico e repubblicano, fondato sul bicameralismo, eletto direttamente dal popolo. Nel dibattito sul Senato si scelse anche un metodo di elezione particolare, quello coi collegi uninominali (esaustivo a tal proposito l’intervento del giovane Antonio Giolitti nel dibattito alla Costituente), diversificandone il metodo da quello, con collegi proporzionali, assunto dal voto per la Camera. La rappresentanza regionale fu un criterio già deciso nel 1948, tanto che venne inserito in Costituzione.

La decisione di supportare le deliberazioni della Repubblica attraverso due Camere con gli stessi poteri, che traeva motivazione dalla volontà di scongiurare i poteri assoluti (la Dc nel 1948 conquistò la maggioranza assoluta alla Camera, ma non al Senato e fu indotta a proporre una maggioranza di coalizione), da molti anni impedisce ai governi di governare, se non a base di decreti e di voti di fiducia, perché un disegno di legge, che deve essere approvato in maniera identica nelle due Camere, impiega un anno, quando non due. Giusto quindi riformare questo assurdo bicameralismo perfetto. Giusto, necessario accelerare il percorso legislativo. Chi non é d’accordo alzi la mano.

Restano due problemi. Il primo è quello di scegliere se eliminare il Senato o se attribuirgli una funzione diversa da quella della Camera. Si è scelta questa seconda soluzione. Serviva un ampio consenso e lo si è trovato trasformando il Senato in Camera delle autonomie, con la partecipazione di sindaci e consiglieri regionali. Però si è nel contempo affidato a questo nuovo ente anche il potere delle riforme costituzionali, nonché quello di poter rivedere, sulla base di una richiesta di un numero di nuovi senatori, le leggi approvate dalla Camera. Altri poteri più ridotti sono stati delegati al nuovo Senato, che si dice, deve essere costituito senza oneri, il che vuole dire che i nuovi senatori, svolgendo anche attività di sindaci e di consiglieri regionali, non avranno uno stipendio, anche se qualcuno li rimborserà delle spese di vitto e di soggiorno a Roma.

Quello del risparmio è un leit motiv che lascerei perdere per ora. Come per le province, anche per il nuovo Senato, il risparmio sarà solo relativo alla mancanza di gettoni e di stipendi per i nominati di domani. Un’inezia rispetto al costo dei vari baracconi, delle province e del Senato, che rimarranno sostanzialmente invariati. Al massimo la spesa si tenterà di spostarla su altri enti. Il secondo problema riguarda l’eleggibilità del nuovo Senato. Personalmente continuo a non capire l’intransigenza di Renzi su questo punto. Perché non si vuole un Senato eletto magari assieme ai consigli regionali, come pare proporre anche il movimento Cinque stelle? Perché? Cosa cambia? Se la legge restasse qual è perché mai dovrebbe cascare il mondo e magari anche la legislatura se passasse l’emendamento sul Senato elettivo? Questo Renzi dovrebbe spiegare agli italiani. Anche perché, dai Matteo, un Senato non eletto e una Camera di nominati, manco il tuo Machiavelli sarebbe riuscito a immaginarli…

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Commenti all'articolo
  1. Benissimo direttore! In alto il pensiero tipicamente socialista! Voto ai cittadini e senato elettivo!! poi ben vengano le riforme del bicameralismo, non piu perfetto e il senato delle regioni per dirimere una volta per tutte i tanti temi e el tante competenze sovrrapposte tra Stato e regione.
    Ma soprattutto…facciamo votare i cittadini! Lasciamo il Senato delle elite oligarchiche nominate a Renzi e alla sua ministra Boschi ( ma costei sorride sempre per contratto?)!!

  2. Grazie Direttore! tutto da condivide il tuo scritto, quasi ovvio direi per dei socialisti coerenti con la loro storia. ha un solo difetto: è ignorato da Nencini e Di Lello. Peccato che il gruppo dirigente del PSI non riesca (O NON VUOLE) a farsi promotore di una proposta di vero cambiamento delle nostre Istituzioni . cambiamento DI RUOLO E FUNZIONI non certo di rappresentanza! E’ vero che il “grillismo” renziano (..- abbiamo tagliato 3000 politici con l’abolizione delle Provincie…) sembra non avere ostacoli reali ma di questo passo andremo a realizzare non una vera Riforma , bensi il programma della P2 di Gelli! meditate cari onorevoli prima di votare !

  3. In questo momento il PSI mi sembra un vuoto incartato, il gruppo dirigente, il consiglio nazionale sono in grado di svolgere questo ruolo oppure no. Questo silenzio non aiuta nessuno ma ci fa morire lentamente, compagne e compagni sveglia il psi vuole vivere.

  4. Forse molti non vogliono evidenziare il fine recondito di Renzi caro Direttore. La prima questione, nessuno sa di preciso quanto si sono detti al Nazzareno tra lui e B. Renzi vuole governare senza intralci o discussioni di sorta e lo fa apertamente come nel caso Mineo. Sia nel caso del Senato valutando positivamente le necesarie modifiche scippa agli elettori la loro facoltà di voto ragiungendo due scopi, cioè sSnato di eletti indirettamente significa controllo pressochè assoluto su chi verrà eletto, (senza parlare della Cosulta o della parte di CSM) quindi maggiore potere nelle mani del Governo declassando il ruolo del Parlamento e di fatto togliendo potere all’elettorato. Non parliamo poi della legge elettorale, già approvata alla camera che peggiora di molto il tanto vituperato porcellum. Anche in questo caso sempre di nominati si tratta e scippato anche in questo caso il diritto di scelta dell’elettore, ma in questo caso c’è di più. Il marchingegno studiato è sibillino per far scomparire il diritto di rapprentanza dei partiti minori che anche se in coalizione,con sbarramenti impossibili, porteranno solo acqua al suo mulino, ma con il loro contributo potrà usufrure di quel famoso premio di maggioranza inserito, a suo dire, per la governabilità e le certezza del vincitore. Sinceramente non posso condividere queste scelte perchè il mio concetto di democrazia, forse sbagliando, è diverso. Se poi parliamo delle modifichew costituzionali resto del parere che sarebbe stato di notevole aiuto un’Assemblea Costituente, per lasciare spazio al Governo di occuparsi delle tante cose che attanagliano troppi italiani, solo che così si perdeva il controllo.

  5. Credo che Renzi sia un comunicatore ma l’autorità dei parlamentari deriva dall’elezione popolare. Le funzioni amministrative e legislative sono esercitate per la collettività ed è giusto che siano eletti dal popolo i suoi rappresentanti perché ad esso appartiene la sovranità. I poteri dello Stato perciò sono esercitati dal popolo se i rappresentanti del popolo sono eletti da esso. Ora il nuovo Senato svolgerà un attività legislativa per alcuni temi ma sempre importante ed è giusto che siano eletti.

    • Lasciamo stare Craxi, altro spessore rispetto a Renzi
      Quella era una classe dirigente in una “Repubblica dei partiti”; erano certamente presenti dei grossi limiti, ma a differenza degli attuali governanti, quella era recisamente una classe dirigente!
      Quella attuale ì, invece, come la possiamo definire????L’espressione classe dirigente mi sembra un riconoscimento eccessivo

  6. Caro Mauro se un commento puo’ risvegliare qualche anima socialista bene…
    E’ chiaro che solo il fatto che il PD e Renzi per vincere abbiano dovuto entrare nel PSE per noi dovrebbe esse
    re un orgoglio!!!!!
    E motivo di ritrovare l’orgoglio di essere SOCIALISTI.
    Per questo le riforme tutte si possono oggi criticare ma e’ fondamentale siano fatte e bene…
    I macigni che oggi trova Renzi contro le riforme nel suo partito
    Quindi FORZA PSI
    sono quelli che anche nel passato DC e PCI hanno sempre boicottato.

  7. La classe politica che ha governato l’Italia fino al 1993 aveva uno spessore politico e fattuale che la dirigenza di oggi non riesce a raggiungere. Allora, rispondendo alle domande della gente, avevano portato l’Italia tra i “Grandi” e avevano ricostruito un Paese. Oggi discutiamo su un senato non eletto. Da dove parte questo bisogno di non elettività? E la Conferenza Stato Regioni quali funzioni dovrà avere, se sopravvivrà?

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