giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Serbia, tra riforma del lavoro e ingresso UE
Pubblicato il 28-07-2014


Serbia-riforma lavoroBelgrado deve proseguire il percorso di integrazione europea avviato in questi anni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, in un’intervista al quotidiano serbo “Politika”. La Serbia condivide con l’Europa le stesse priorità di crescita economica ed occupazione. Sono lieta di vedere – ha proseguito – che il governo serbo, nonostante la recente tragedia delle alluvioni, si è mosso con determinazione nel promuovere l’agenda delle riforme indispensabili per adeguarsi agli standard europei, come ha approvato un’importante riforma del mercato del lavoro”.

Una delle priorità della presidenza di turno italiana dell’Ue, ha inoltre ricordato il ministro Mogherini, é l’integrazione europea della regione dei Balcani occidentali, per completare il progetto originario dei padri fondatori dell’Europa unita e che la Serbia proceda sulla strada delle riforme, e insista nel dialogo con Pristina, allo scopo di poter completare quanto prima il suo cammino verso l’integrazione all’Unione europea. La Serbia ha raggiunto traguardi storici per il paese e per la regione, da proseguire fino al processo di adesione.

Riguardo ai rapporti fra Italia e Serbia, il capo della diplomazia italiana ha ricordato che quest’anno cade il 135mo anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche bilaterali. Inoltre, con 3,5 miliardi di euro di interscambio commerciale, 2 miliardi di euro di investimenti e oltre 500 imprese presenti, l’Italia è il primo partner commerciale e il primo paese investitore in Serbia.

Dati che continuano ad alimentare l’intensità delle relazioni che vedono necessarie nuove basi per nuove iniziative di cooperazione economica e dell’innovazione.  Un settore quello economico che non più di due settimane fa ha subìto il colpo delle dimissioni del ministro delle Finanze Lazar Krstic, garante del percorso di austerità incoraggiato da Ue e istituzioni finanziarie internazionali, dimissioni giunte per disaccordi con il premier Aleksandar Vucic sull’intensità e la velocità del percorso di riforme promesso dal nuovo governo.

Krstic ha così gettato la spugna dopo essersi visto respingere un programma accelerato di misure che prevedevano tagli delle pensioni, dei salari pubblici, licenziamenti e aumenti delle bollette. Dimissioni che non hanno placato le polemiche. Il parlamento di Belgrado ha il disegno di legge – voluto dal governo – da approvare sull’innalzamento dell’età pensionabile e sui licenziamenti più facili, provvedimenti su cui i sindacati serbi hanno già promesso dura battaglia, non sulle riforme necessarie ma sul carico che porteranno  sulle spalle solo i lavoratori.

S. P.

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