lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

SLITTAMENTI PROGRESSIVI
Pubblicato il 21-07-2014


Senato-abolizione-riforma

Forse non finirà come dice il senatore Razzi a “La Zanzara” con una battuta di dubbio gusto, che propone di trasformare il Senato in una casa per appuntamenti anche per creare “migliaia di posti di lavoro in questo momento molto delicato”, ma la partita del Senato si apre senza dubbio in modo convulso. Il clima in Aula è quello delle grandi occasioni e nulla è scontato. Come la richiesta arrivata da M5S e Sel di sospendere l’esame e quindi di non passare alla votazione degli articoli, e di tornare in prima commissione per un ulteriore approfondimento. Richiesta poi respinta con 184 no, 56 sì e 14 astenuti 14. Ma le votazioni potrebbero cominciare solo domani come riferito dalla relatrice di maggioranza Anna Finocchiaro. Una richiesta analoga di sospensione è giunta anche dalla Lega Nord che per bocca del suo capogruppo al senato ha chiesto “un rinvio della discussione perché ad oggi non abbiamo ricevuto risposte alle proposte da noi avanzate”.

Insomma sembra iniziare con uno slittamento la discussione del ddl sulle riforme. “Mi sembra difficile che oggi si inizi con le votazioni. Cominceremo con l’illustrazione” del provvedimento, sul quale ‘pesano’ circa 7.800 emendamenti”. Ha detto Anna Finocchiaro. “Se si riuscirà a trovare un’intesa con le altre forze politiche, in particolare M5S e Sel, su alcuni punti, i tempi al Senato per il primo via libera al ddl costituzionale potrebbero essere più brevi, nonostante gli oltre 7mila emendamenti, e quindi palazzo Madama potrebbe riuscire a licenziare il ddl prima della pausa estiva”. Anna Finocchiaro ha indicato quattro temi: il referendum e le leggi di iniziativa popolare; i rapporti del nuovo Senato con l’Europa; la legge di bilancio e l’elezione del presidente della Repubblica, i quali “meritano certamente un approfondimento”.

E ancora: “Su alcune questioni oggetto di approfondimento potrebbe anche essere possibile trovare un punto di incontro tra le forze politiche e questo potrebbe portare a una più fisiologica discussione sul testo e a un più fisiologico svolgimento delle votazioni in Aula”. E sull’immunità, altro tema caldo: ”Lasciamo all’Aula la possibilità di fare un confronto. Noi in commissione abbiamo deciso di stabilire lo stesso trattamento per deputati e senatori, ma se si lascia solo l’insindacabilità non credo sia una soluzione che altera l’equilibrio del testo delle riforme”. Insomma parole per riportare un po’ di calma e distendere il clima dopo una mattinata dai toni accesi. Soprattutto dopo che, considerato lo spazio che i frondisti hanno nel suo partito, aveva invitato “ i colleghi a riflettere sui toni che imprimiamo al nostro dibattito perché rischiamo di perdere per strada la pulizia dell’opera alla quale siamo chiamati, il rigore del disegno costituzionale.

Le parole, se utilizzate con violenza, rischiano di diventare inutili. Le parole ‘regime’, ‘deriva autoritaria’, ‘violenza sulla Costituzione’ se pronunciate in quest’aula sono macigni”. E tra i frondisti Corradino Mineo ha commentato giudicando il provvedimento come “inconsapevolmente autoritario, nemmeno il governo voleva questo esito, per cui adesso dobbiamo correggere in Aula e speriamo di riuscirci. Per il segretario del Psi Riccardo Nencini “ci sono alcuni emendamenti che migliorano la norma: quando si cambia la Costituzione il cambiamento deve essere condiviso e certo dal punto di vista giuridico. Se dovesse ritardare l’approvazione di 48 ore non casca l’asino. Il senato federale è una vecchia proposta che abbiamo condiviso. Ci saranno alcuni emendamenti che presenteremo: l’elezione del Csm per sorteggio, e l’elezione del Capo dello Stato in modo di associare gli europarlamentari. Con questi due emendamentiavremo una riforma migliore”.

Insomma una giornata convulsa. Iniziata con l’M5S che ha subito polemizzato sulla decisione assunta la scorsa settimana di non calendarizzare, come richiesto, l’esame di un testo per abolire le province da cui ne è nato un vivace scambio di battute con il presidente Pietro Grasso, poi a dar man forte si inserita la Lega, che mostrando il faldone dei 7000 emendamenti ha dichiarato: “Iniziamo ad allenarci…”.

È stato il giorno del Ministro delle Riforme Boschi intervenuta in Aula nella replica che ha chiuso di fatto la discussione generale. “Oggi – ha detto – è il tempo delle scelte: nelle vostre mani, onorevoli senatori, l’ultima chance di credibilità per la politica tutta. Ci potrà essere dell’ostruzionismo, ma noi manterremo l’impegno di cambiare il paese perché lo abbiamo promesso ai cittadini” ha affermato ancora la Boschi, che ha definito “vittime di un’allucinazione” coloro che parlano di “svolta autoritaria” a proposito della riforma. Parole non gradite dalle opposizioni e in particolar modo dal Movimento 5 Stelle che ha definito quella in discussione al Senato come una riforma illiberale. Parole dure che hanno acceso gli animi e reso necessario l’intervento del presidente Grasso.

Il Ministro ha parlato di riforma ampliamente condivisa: “Questo testo uscito dalla commissione – ha detto – lo sostiene una maggioranza che va oltre la maggioranza che sostiene il governo; e non è scontato. E’ stato un privilegio – ha detto – partecipare alla discussione generale in questi giorni. E’ un percorso difficile ma affascinante quello che stiamo facendo insieme. Il governo ha legato in modo indissolubile il proprio cammino al percorso delle riforme”, una sottolineatura importante che la Boschi lega a una precisazione altrettanto pesante, alla luce della mole di emendamenti che gravano sull’iter del pacchetto al Senato: “Ci potrà essere un tentativo di rallentare questo cambiamento, un ostruzionismo che ci puòportare a lavorare una settimana di più e a sacrificare un po’ di ferie, ma noi manterremo la promessa di cambiare il paese”.

Ma la polemica non sì è placata con il Movimento 5 Stelle che è tornato a replicare: “Non è il Movimento 5 stelle che lo ha detto ma sono esimi costituzionalisti che hanno firmato un appello contro una svolta autoritaria”. Così in aula al Senato il 5 stelle Vito Crimi si è rivolto al ministro:  “L’obiettivo delle riforme – ha aggiunto Crimi – è blindare la maggioranza del premier. Non è fatto per il bene del paese”. Ma lo stesso Crimi ha poi lanciato un appello a Renzi proponendo un referendum consultivo preventivo, da fare cioè “prima del terzo e quarto passaggio parlamentare. Abbiate coraggio” ha esortato. “Dopo – ha assicurato – noi saremo pronti a votare qualsiasi cosa sia uscita dal referendum e avrete i due terzi con i nostri voti. L’elettività del Senato della Repubblica è stata conquistata da chi ha dato la vita per la democrazia. Il Movimento 5 Stelle – ha spiegato Crimi – è pronto a depositarein Senato un disegno di legge costituzionale già pronto per indire un referendum consultivo d’indirizzo per dar voce ai cittadini”.

Ma tra dissidenti, frondisti e malpancisti il cammino del disegno di legge si annuncia tutt’altro che tranquillo: il rischio di uno scivolone è sempre dietro l’angolo soprattutto nel caso debba essere concesso il voto segreto in Aula e che questo possa far aumentare in modo esponenziale il numero dei franchi tiratori. Anche se la relatrice Anna Finocchiaro si è affretta ad affermare che “la valutazione” sul voto segreto “spetta al presidente del Senato, ma leggendo gli emendamenti non mi sembra, francamente, che per nessun emendamento vi siano gli estremi” Orientata per il no la Lega Nord, anche se è disposta a ragionare su eventuali modifiche. Il segretario leghista Salvini ci è andato duro, senza mezzi termini come è abituato a fare con i suoi. “Il Senato così com’è, dal mio punto, di vista non serve. La riforma non la votiamo”. Stessa opinione sulla legge elettorale: “Silvio Berlusconi – ha detto Salvini – sostiene una riforma elettorale con Renzi che ci porta a livelli di democrazia della Turchia”. Al contrario l’appoggio di Forza Italia, sopratutto dopo la sentenza di assoluzione di Berlusconi, pare sempre più convinto e scontato.

Daniele Unfer

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Commenti all'articolo
  1. E’ normale che su un tema così importante per il Paese vi siano approfondimenti, una proposta interessante è quella del referendum consultivo, sentire il Popolo che dovrebbe essere il centro della questione è sempre buona norma.

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