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Opinioni e commenti
 

Solo noi volevamo salvare Moro
Pubblicato il 17-07-2014


Il piemme Palamara ha interrogato tal Steve Pieczenik, capo dell’Ufficio per la gestione dei problemi del terrorismo degli Usa, che il governo italiano, e in particolare il ministro degli Interni dell’epoca Francesco Cossiga, vollero ingaggiare durante i mesi del sequestro Moro, dunque dal marzo del 1978. Il verbale è naturalmente finito sulle pagine del Corriere della sera. Quel che sconcerta è quel che il dottor Pieczenik, come desidera essere chiamato l’esperto americano nell’interrogatorio, apertamente sostiene. Per la verità molte delle sue affermazioni erano state anticipate nel libro scritto assieme al giornalista francese Emmanuel Amara dal titolo esplosivo “Abbiamo ucciso Aldo Moro”.

Pieczenik dichiara che il suo ruolo non era affatto relativo al tentativo di salvare la vita di Aldo Moro, ma era funzionale all’obiettivo “di stabilizzare l’Italia”. Entrando ancora più nel merito egli rileva che “in una situazione in cui il Paese é totalmente destabilizzato e si sta frantumando, quando ci sono attentati, procuratori e giudici uccisi, non ci possono essere trattative con organizzazioni terroristiche… Se cedi l’intero sistema cadrà a pezzi”. Quello che però non si capisce è il ruolo di questo strano individuo. Si parla di un suo impiego governativo assieme a uno psichiatra italiano, forse il criminologo Franco Ferraguti, iscritto alla P2 di Licio Gelli, e al magistrato Renato Squillante.

Sconvolgente la conclusione di Pieczenik: “L’incompetenza dell’intero sistema ha permesso la morte di Moro. Nessuno era in grado di fare niente, né i politici, né i pubblici ministeri, né l’antiterrorismo. Tutte le istituzioni erano insufficienti e assenti”. Il consulente americano, dopo avere sponsorizzato la linea delle fermezza, e dopo aver ricevuto i suoi emolumenti, se ne tornò in patria e da lì apprese della fine di Moro, poi si dedicò, dice, alla fine del comunismo e dell’Urss. Strano che un personaggio che si accinse con qualche successo a siffatto storico compito non sia stato in grado di far nulla per Moro.

L’idea che mi sono fatto è che gli Stati uniti lo abbiano invece inviato proprio per evitare che Moro potesse essere salvato, sull’onda della mistica della fermezza. Forse era interesse sia dell’Urss, col quale Berlinguer stava ormai rompendo, sia degli Usa, che ancora non si fidavano del Pci, l’eliminazione del leader democristiano che più si era battuto per l’unità nazionale. E il Pci aveva le mani legate. Il suo album di famiglia non gli permetteva altra posizione. Solo noi, solo il Psi, solo Craxi, appoggiato da Saragat, ma non da Pertini, fummo contro la linea della fermezza e della rassegnazione. E ci dedicammo a salvare la vita dell’ostaggio. Contestammo la scelta della Dc di Andreotti e Zaccagnini e del Pci di Berlinguer. Non sapevamo che questa fosse la linea decisa dagli Stati Uniti e dalla Cia. Ed esplicitata dal dottor Pieczenik. Se è così siamo ancora più orgogliosi della nostra solitudine.

 

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Commenti all'articolo
  1. Ancora dei personaggi incredibili.
    Comunque io nel 1978 ero ragazzino ma ricordo ancora le discussioni in casa mia tra i miei genitori , padre msi, madre dc cattolica praticante, nonna fieramente socialdemocratica, anzi, come diceva lei “Saragattiana dalle terre di Matteotti, era polesana) su fermezza e trattativa. Si era creato in casa l’asse Paolo VI – Craxi tra mamma e nonna,” si tratta per la salvezza dell’uomo e del politico.” Vi dirò che tante cose le ho poi elaborate più tardi, e che questi fatti mi sono serviti per farmi una coscienza civile, mi sono rimasti dentro ancora dopo tanti anni. Un saluto
    Andrea

  2. Caro Mauro sei un grande, ricordare questi avvenimenti fa bene alla storia alla nostra storia di SOCIALISTI.
    A mio parere oggi alla luce delle affermazioni fatte da alcuni possiamo solo affermare di avere avuto ragione ma quante volte su altre questioni
    abbiamo avuto la vista piu’ lunga una progettualita’ per il futuro
    sulle riforme in particolare che altri ci demonizzavano e che siamo ancora li a discutere sul cosa fare…
    Rvisitare il passato in modo critico e costruttivo ci serve per affrontare meglio il futuro e quindi AVANTI uniti con piu’ pragmatismo.
    Colombo ciaooooo

  3. Per quel che ne posso capire (nel 1978 avevo solo 15 anni) le posizioni politiche prese dai vari partiti sul caso Moro ebbero una qualche influenza anche su tangentopoli.
    Di una cosa sono sicuro, che il Pci avesse le mani legate a causa del suo “album di famiglia” e che di queste mani legate abbiano approfittato plenis manibus i corifei della fermezza.
    Altrimenti non si spiegherebbe la contraddizione tra un Craxi (nemico della solidarietà nazionale) che voleva salvare Moro e un Berlinguer (alfiere della solidarietà nazionale) che sposa la fermezza che avrebbe condannato (e si sapeva) Moro. Taluno, semplicisticamente, la spiega con le abituali prese di posizione “corsare” di Craxi. Ma non si può dimenticare che trovò l’appoggio quasi unanime nel partito anche di quelli che corsari non erano tipo De Martino.

  4. Era evidente allora è confermato ora. Ma interessa a qualcuno, considerato che i socialisti sono ancora tutto tranne che salvatori della Patria? L’hanno deciso loro. come hanno deciso tutto il resto che ora i loro fedelissimi stanno pagando (stoicamente!)

  5. Questo “dottore” le spara grosse. Hai ragione tu, Moro doveva morire. Non dimentichiamo la stagione delle stragi, molto funzionale a “stabilizzare il sistema” Italia. I socialisti erano fuori dal binomio della guerra fredda (sia quando autorizzammo i missili in Sicilia, sia quando fummo fermi a Sigonella) e poterono svolgere una proposta (quella di salvare Moro) svincolata dal contesto delle “ragioni di stato”.

  6. vae victis o piu’ prosaicamente “chi vince c’ha sempre raggione” fatto sta che nulla resta di tutto cio’, tanto meno le buone azioni, tanto piu’ se l’esito non è stato quello sperato (salvare Moro). Oggi resta di noi poco e male, ma la nostra storia rinsalda gli animi socialisti e ci prepara alla battaglia corsara. Grazie Direttore.

  7. L’orgoglio è importante. Chiediamoci però se oggi noi socialisti siamo capaci di scelte altrettanto coraggiose o se ci siamo vilmente appiattiti su Renzi. Quest’ultimo è, sempre più, espressione di un’Italia prona allo straniero e alla finanza internazionale. Craxi si rivolta certamente nella tomba.

  8. Mauro, fai sempre bene a ricordare questi fatti anche alla luce di queste ultime rivelazioni che dimostrano una volta di più quanto fosse isolato e disperato il nostro tentativo di salvare Moro e quanto fossero vaste e articolate le forze che remavano contro. Detto questo, cosa ne pensi di quella dichiarazione fatta tempo fa in Tv da De Michelis il quale disse che l’iniziativa socialista era tutta e unicamente strumentale e dettata dalla necessità di uscire dalla morsa del patto politico PCI- DC.?

  9. L’avevamo detto, abbiamo ragione…..postuma, siamo e siamo stati lungimiranti, ma quelli dell’album di famiglia impresentabile ce l’hanno impedito, e non c’è peggior scorno di aver ragione si ma postuma, che impotenza manifesta.

  10. Primum vivere…..! Abbiamo fatto (i socialisti hanno fatto, io avevo 4 anni) semplicemente la cosa giusta. Dopo queste ultime cose, ancora più onorati di averlo fatto. Bravo direttore. Saluti socialisti!

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