mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sovraffolamento carceri,
l’alternativa? Chiudere
ancora le strutture
Pubblicato il 29-07-2014


carceri sovraffollateNella seduta del 24 luglio l’Aula della Camera ha approvato il D.L. n. 92 – Disegno di Legge – per “i risarcimenti ai detenuti per violazioni della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. (qui il testo http://www.camera.it/leg17/126?tab=&leg=17&idDocumento=2496-A&sede=&tipo= C. 2496-A). Il provvedimento ora passa al Senato. Nello specifico il Dl n. 92 prevede risarcimenti in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’Art. 3 della Costituzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Insomma, in poche parole quella che è l’emergenza sovraffollamento carceri, che ha conseguentemente causato danni fisici, morali, ai detenuti deve trasformarsi in risarcimenti agli stessi.

Della questione emergenza carceri si è detto tutto e anche di più, continui richiami da parte della Ue e condanne, come questa, http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?contentId=SDU810042 al risarcimento dei danni ai detenuti che hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia europea. L’Italia è seconda, dopo la Serbia, per sovraffollamento delle carcerari tra i paesi del Consiglio d’Europa. Ma qual è al realtà? Perché siamo arrivati ad avere questo problema che causa, volenti o nolenti, anche notevole esborso di denaro pubblico, oltre naturalmente la messa in evidenza di palesi contraddizioni politiche nella gestione del problema. In un precedente articolo pubblicato dal Blog quotidiano online Alganews – “Carceri fantasma.

Una questione che si cerca di evadere” – http://luciogiordano.wordpress.com/2013/10/16/carceri-fantasma-un-annoso-problema-italiano/ è messo in evidenza come in Italia esistano di fatto 40 carceri inutilizzate. Qualcuno fa finta di non vedere, oppure ha un perenne vuoto di memoria, non si spiega altrimenti. Esiste l’ emergenza, ne siamo consapevoli, pochi spazi e poche occasioni per i detenuti di redimersi, e nonostante, come su detto, a Gennaio del 2013 sia arrivata l’ennesima sentenza di condanna al nostro paese, contemporaneamente è arrivata anche una nota del Dap – dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – che precisava – “nell’ambito del riordino dei circuiti regionali si indica la soppressione delle carceri di Macomer e Iglesias” – (in Sardegna).

La nota viene smentita circa un mese dopo dallo stesso Dap, forse con il chiaro intento di evitare polemiche anche parlamentari da parte di chi non si trovava d’accordo con l’ennesimo decreto svuota carceri. Oggi invece quella nota si mostra in tutta la sua realtà e, come dichiara Maria Grazia Caligaris, Presidente della associazione Socialismo diritti e riforme – “Non si capisce il reale motivo di questa decisione considerato che l’amministrazione carceraria sulle due strutture, soprattutto su quella di Macomer, ha investito consistenti risorse. E’ incomprensibile e inaccettabile”.

In quello stesso documento, sottolinea ancora la Caligaris, veniva indicata anche la data di apertura del nuovo carcere di Cagliari – Uta, fissata nel giugno del 2013. Assurdo, si spendono soldi per costruire carceri nuove, ve ne sono 40 inutilizzate, se ne dispone la chiusura di altre, e lo stato continua ad esser giustamente sanzionato. Altra contraddizione evidente è quella relativa alla mancata nomina dei direttori nelle strutture in funzione – “Ministero e Dipartimento dovrebbero preoccuparsi piuttosto della gestione delle strutture penitenziarie che invece soffrono per la mancanza di un provveditore regionale con un ruolo esclusivo e per l’insufficiente numero di direttori d’istituto, appena 7 per 12 carceri e con i relativi responsabili costretti a percorrere centinaia di chilometri quando un collega è in ferie. Questo per garantire l’ordinaria amministrazione”.

Non è tutto, Caligaris pone l’accento anche su un altro problema – “Non si può pensare” –  afferma – “ di usare la Sardegna a piacimento e a seconda delle esigenze. Il Dipartimento considera la Sardegna solo quando deve tradurvi detenuti dai luoghi più disparati in mega istituti talvolta neppure del tutto agibili, la chiusura delle carceri di Macomer e Iglesias non è giustificata neppure dai risparmi. È il segnale di un atteggiamento arrogante che scarica i problemi sui territori e le amministrazioni locali.

La Sardegna merita un’attenzione maggiore, ascolto e considerazione e non può sempre eseguire solo ordini». Il problema delle carceri è certamente doveroso affrontarlo con serietà, ma non ci pare che la strada percorsa fin ora vada in questa direzione; qualcuno dovrà pur rispondere del fatto che in Italia siano dislocate su tutto il territorio carceri nuove e restaurate inutilizzate a fronte del continuo allarme di sovraffollamento che genere puntualmente il richiamo della Ue, e soprattutto comporta oneri e spese a carico dello stato e quindi dei cittadini. Cosa ne sarà ora di queste carceri chiuse? Chi si dovrà far carico di queste strutture ? – “La loro dismissione, al pari di quanto avvenuto per il carcere di Busachi (OR) costruito e mai inaugurato, ricadrà interamente sulle precarie finanze delle amministrazioni comunali che – conclude Maria Grazia Caligaris – difficilmente potranno intervenire di immobili in cemento armato con caratteristiche non modificabili se non con investimenti di molte migliaia di euro”.

In tale senso nei giorni scorsi alcuni consigliere regionali hanno presentato un interrogazione con richiesta scritta – http://consiglio.regione.sardegna.it/XVLegislatura/Interrogazioni/Irg0108.asp – per conoscere – “quali iniziative intenda intraprendere presso gli organismi competenti per chiedere la sospensione dell’efficacia del provvedimento che il Ministro, in maniera unilaterale, senza un confronto con le istituzioni rappresentative della Sardegna, ha posto in essere per sopprimere gli istituti penitenziari di Iglesias e Macomer”. Sulla questione è intervenuto anche il Senatore Enrico Buemi ( Psi ) Membro della 2ª Commissione permanente Giustizia al Senato – “La questione delle carceri sarde è per certi versi incomprensibile, giovedi prossimo il ministro Orlando dovrebbe venire in commissione giustizia, vedremo di capirne di più ”.Riforma del senato permettendo, ci pare ovvio che gli sprechi siano bene altri. In questo caso specifico – “Carceri fantasma, una questione che si cerca di evadere”. Occorre mettere in campo una reale, forte azione da parte dei diversi livelli istituzionali, attualmente, invece, accade il contrario. Si da atto, invece, a percorsi che vanno del tutto al contrario della logica a cui l’Europa richiama l’Italia.

Antonella Soddu

 

 

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