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Opinioni e commenti
 

Università italiane: studiare rende …poveri
Pubblicato il 28-07-2014


giovani-e-lavoroGli atenei universitari statali hanno aumentato, dal 2003, le tasse d’iscrizione e immatricolazione, oltre a master di primo e secondo livello. L’accesso agli studi specialistici sono riservati, nell’Italia del 2014, a una vera e propria élite. Tra tasse di immatricolazione, contributi per sostenere i test di ammissione ai corsi a numero chiuso e tasse regionali per il diritto allo studio, le famiglie italiane sono in affanno.

Dal 2003 al 2013 grazie ai contributi versati da studenti, specializzandi e dottorandi sono aumentati del 57% mentre è calato del 7% il numero di giovani italiani che non proseguono gli studi universitari. A fronte di un minor numero di iscritti, gli atenei hanno inevitabilmente innalzato i costi. La media delle tasse universitarie varia, per ogni studente iscritto, dai 683 del 2003 ai 1151 euro del 2013. Un’altra voce di entrata di liquidi per le università statali sono i cosiddetti TFA, acronimo di Tirocinio Formativo Attivo. In cosa consiste? Per gli studenti che hanno conseguito un titolo di studio universitario viene data la possibilità di ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole. Ovviamente a pagamento. I TFA garantiscono agli atenei circa 20 milioni di euro ogni anno.

Le Università italiane si stanno trasformando sempre più in forniti supermercati dove per l’accesso ad ogni prodotto/servizio è necessario sborsare una determinata somma di denaro. I master di primo e secondo livello, i dottorati e i corsi di specializzazione sono ulteriori introiti. Per iscriversi alle prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso, le famiglie italiane dovranno pagare dai 15 ai 100 euro per figlio. Tutte somme “non rimborsabili a nessun titolo” e che hanno fatto lievitare le entrate di bilancio degli atenei del 274% dal 2003 al 2013. Una volta superati i test ci sono le tasse vere e proprie. Per andare incontro ai nuclei famigliari le università, specialmente quelle del Centro-Nord, danno la possibilità di pagarle o in una mono-rata, risparmiando dal 5 al 15% sul totale, o in tre-quattro rate spalmate sull’intero anno accademico. Neanche per acquistare un’autovettura.

Ciononostante per gli studenti svantaggiati economicamente si è aperto sempre di più, dal 2008, l’opportunità di esonero totale o parziale delle tasse universitarie in base al proprio reddito ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). La riduzione o l’esenzione delle tasse universitarie è però diversa da ateneo ad ateneo, senza un criterio uniforme dalle Alpi alla Sicilia. I governi succedutisi negli ultimi venticinque anni non hanno saputo arginare il fenomeno della dispersione universitaria. Nel lungo periodo questa realtà potrebbe portare a un mancato scambio di competenze intergenerazionale.

I commi 3 e 4 dell’art. 34 della Costituzione Italiana affermano il diritto allo studio ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici. La Repubblica ha il dovere di rendere effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze da attribuire tramite concorso. Ma andando ancora più a fondo si scoprirà che nella DUDU, che non è il nome del cane di Berlusconi pronunciato senza accento, ma la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, si riconosce a ogni essere umano “un’istruzione superiore accessibile sulle basi del merito” (art.26, D.U.D.U.).

Manuele Franzoso

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Commenti all'articolo
  1. esenzioni? peccato che i figli dei lavoratori dipendenti risultino essere sempre i più ricchi e se poi si possiede una casa allora sono mazzate e con il nuovo ISEE (grazie a Letta e alla sottosegretaria Guerra)saranno ricchissimi!

  2. A Cracovia i sono 250.000 studenti universitari. L’università pubblica è la migliore e vi puoi accedere solo se il voto di maturità supera un soglia definita, paghi 20 euro all’anno . Se però buchi un esame ne paghi 150 per rifarlo e se lo buchi ancora sei fuori e se vuoi puoi andare alla università privata dove paghi salato e hai insegnamento peggiore. Chi merita, è responsabile e volenteroso è sostenuto e anche se di famiglia povera può studiare.

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