venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sulle vaccinazioni è analfabetismo di ritorno
Pubblicato il 08-07-2014


vaccinazioni-infantiliNon essere informati è un male ma essere male informati è peggio. Quando si tratta di salute le dicerie abbondano e nell’era di internet traboccano fino all’eccesso, tanto da aver creato dei danni. Nel nostro Paese è stato calcolato che, a causa della cattiva informazione e delle campagne antivaccino, c’è stato un calo pauroso della copertura vaccinale, con picchi del 25% per morbillo e rosolia. I dati preoccupanti sono emersi durante la presentazione dei dati del portale internet ‘VaccinarSi’, presieduta dal Presidente della Società italiana di Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), Michele Conversano che ha affermato: “Questo portale offre un valido punto di riferimento a chi desidera un’informazione scientificamente attendibile. Troppo spesso in questi anni abbiamo visto diffuse dicerie e posizioni antiscientifiche, una su tutte la ‘presunta’, ma in realtà inesistente per la comunità scientifica e l’Oms, correlazione tra vaccino mpr e autismo”.
L’allarme sul calo dei vaccini è stato lanciato dal responsabile del progetto ‘VaccinarSi’ della Siti, Antonio Ferro, a margine della presentazione dei dati del portale. Per quanto riguarda la copertura vaccinale in Italia “la situazione è a macchia di leopardo – ha dichiarato Ferro- Nelle regioni dove sono più attive le associazioni contro le vaccinazioni, il calo di coperture è più alto. La peggiore è la Campania. Tra le migliori Veneto, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna”.

Una situazione paradossale quella del nostro Paese che per anni si è speso per la salute dei propri cittadini tanto da riuscire a debellare malattie come la difterite e che oggi si ritrova davanti il ritorno di rischio di contagio di malattie esantematiche. La causa è una semplice bufala scientifica, difficile anch’essa da debellare, quella del medico inglese Andrew Wakefield, che nel 1998 pubblicò un articolo in cui evidenziava una correlazione tra il vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia (Mmr) e l’autismo. Si scoprì tempo dopo che Wakefield aveva falsificato i dati, inserendo nello studio molti bambini che soffrivano di autismo da prima di sottoporsi alla vaccinazione. Tutto questo perché egli era titolare del brevetto di un kit diagnostico per rivelare la presenza del virus del morbillo nei tessuti dell’intestino, brevetto che in caso di un’epidemia di morbillo (causata ad esempio dalla diminuzione della copertura vaccinale), avrebbe fruttato 72,5 milioni di sterline l’anno. Nonostante gli studi di Wakefield siano stati ritirati dalle riviste e Wakefield sia stato radiato dall’albo, la bufala è arrivata fino al tribunale di Rimini che due anni fa ha riconosciuto un risarcimento e ha creato uno dei casi di falso scientifico in una sentenza.

Su media e salute si è fatta sentire anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che intervenedo alla conferenza ha affermato: “Sui media si parla troppo poco di igiene e salute pubblica, c’è la tendenza a discutere di cose eccezionali e di tralasciare la normalità, parola questa che riscopriamo solo se messi davanti a un’emergenza, come l’aviaria, la poliomielite o sospette malattie che possono arrivare nel nostro Paese – ha ricordato il Ministro – Le vaccinazioni sono per me fondamentali e hanno senso se sono di massa. È così che in passato intere generazioni vaccinate hanno sconfitto alcune malattie, come ad esempio il vaiolo”.
Non è certamente il primo caso in cui la cattiva informazione influisce sulla salute, il ministro Lorenzin lo sa bene avendo affrontato il caso Stamina. Una bufala architettata e portata avanti grazie al sostegno di chi tratta argomenti così complessi solo per scopi sensazionalistici come la trasmissione le Iene contro cui più volte la Comunità scientifica è intervenuta.

Anche recentemente, dopo il servizio che poneva un nesso tra autismo e vaccinazione, l’Associazione Culturale Pediatri ha scritto al ministro della Salute, segnalando che i ”Servizi sui mass media come quello delle Iene rappresentano un grave atto di arbitrario intervento contro la sanità pubblica perché creano allarmismi nelle famiglie, producendo inevitabilmente il risultato di allontanare i genitori dalle vaccinazioni. Non ci stancheremo mai di ribadire che con la riduzione delle coperture vaccinali aumenteranno le malattie con le loro complicanze, oggi prevenute proprio dai vaccini”.

Maria Teresa Olivieri

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