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Opinioni e commenti
 

Tennis, Vinci in finale,
ma trionfa la Wozniacki
Pubblicato il 21-07-2014


Caroline WozniackiDieci incontri in dieci giorni giocati per la seconda finale consecutiva conquistata partecipando a due tornei. Bilancio più che positivo per Roberta Vinci; la tennista azzurra, dopo l’ottimo risultato nel torneo di Bucarest (dove è arrivata in finale, ma è uscita sconfitta da una Simona Halep decisamente più in forma), conquista un’altra finale al torneo di Istanbul. Obiettivo non facile da centrare: si tratta di due superfici diverse (la terra rossa a Bucarest e il veloce indoor ad Istanbul). Purtroppo l’atleta italiana non riesce ad esprimere il suo miglior gioco contro Caroline Wozniacki, decisamente ispirata. Favorita, la tennista danese ad Istanbul era testa di serie n. 1 del tabellone ed arrivava alla finale dopo aver vinto dei match convincenti, con molta lucidità tecnica e tattica, con fondamentali tirati alla perfezione sulle righe.

Ottimo il servizio, qualche pecca a rete, dove comunque si è lanciata con coraggio per chiudere prima gli scambi. In semifinale aveva battuto (faticando un po’, ma riuscendo comunque a controllare bene la partita) la Mladenovic per 6-2; 6-3, che aveva sconfitto in precedenza Francesca Schiavone col punteggio di 3-6 6-3 7-5. Anche Roberta, forte della finale a Bucarest, aveva giocato molto bene, riuscendo anche a venire a rete. In semifinale aveva impartito una dura lezione alla sedicenne croata Ana Konjuh, imponendosi con un netto 6/4 6/2. Per questo la partita sembrava aperta. Purtroppo Roberta Vinci non è riuscita a mettere a segno i suoi colpi più forti (dal servizio alle volée).

Un po’ anche sfortunata, con palle uscite di poco, la Wozniacki è stata più abile a tenerla a fondo campo e ad imbrigliarla con un lungo scambio rovescio in top spin suo (della danese) contro quello in back dell’azzurra. L’italiana le ha provate tutte, cercando anche qualche soluzione vincente giocando lo sventaglio di dritto al posto del rovescio, attaccando, cercando il serve&volley, ma forse un po’ troppo tardi e un po’ troppo fallosa. Tuttavia crediamo sia stata la stanchezza di due settimane di gioco, unite al gran caldo, ad aver impedito alla nostra tennista di ottenere la vittoria meritata, come ha dimostrato più volte. La Wozniacki, molto migliorata soprattutto al servizio, di grande regolarità nei colpi vincenti e con le accelerazioni, si è guadagnata questo successo, che ottiene con un dopio 6/1 in poco più di un’ora.

Così come, nell’Atp di Amburgo, più che faticato il trofeo per Leonardo Mayer, a cui riesce l’impresa di dominare lo spagnolo (e numero uno del seeding) David Ferrer. L’argentino spende di più in campo e merita di vincere il primo set, ma lo spagnolo lo porta a casa con l’esperienza e sbagliando meno. Mayer rimonta bene il secondo set, grazie a un dispendio d’energie superiore. Spendendosi maggiormente riesce ad evitare il martellamento sul suo rovescio da parte dello spagnolo, ad attaccarlo e a tirare il match fino al terzo set. Visibilmente più nervoso per l’occasione persa, Ferrer regala qualche errore decisivo nel finale di partita: un tie-break che assegna il trofeo a Mayer, che lo conquista soprattutto col potentissimo servizio con cui scrive diversi ace. L’argentino è in lacrime di gioia e non riesce neppure a parlare, lo spagnolo è tirato in volto dalla rabbia e dalla delusione, ma ritrova comunque l’equilibrio per dare appuntamento al prossimo anno.

Due tornei che saranno ricordati soprattutto per l’emergere anche dei giovani. Lo abbiamo detto della sedicenne croata Ana Konjuh nel Wta di Istanbul; lo ribadiamo con il diciasettenne tedesco Alexander Zverev nell’Atp di Amburgo: un vero astro nascente, un evidente talento, che andrà “coltivato”. Eccellente il servizio (in grado di fare ace anche a 204 km/h), tecnicamente completi i fondamentali, compreso il rovescio a due mani, anche negli spostamenti laterali. Più deficitario a rete e nelle volée. Encomiabile il coraggio di sfidare anche teste di serie importanti come Ferrer a testa alta. Ben delineata la personalità, ha peccato in certi momenti di lucidità tattica, mancanza dovuta alla poca esperienza. Gioca splendidamente nei quarti, mentre in semifinale forse un po’ d’emozione è per lui compromettente contro Ferrer: appare molto falloso e non riesce a reggere lo scambio lungo da fondo. Troppo duro, però, il risultato di 6/0 6/1: amareggiato, Zverev ha lanciato più volte la racchetta sconsolato a terra. Questo l’errore fatale di non lottare, di non ragionare e cercare di cambiare il gioco, ma di subirlo remissivo. Ma sicuramente ne sentiremo riparlare.

Infine, altra sorpresa viene dal torneo di Bastad, dove vince la tedesca Mona Barthel sulla sudafricana Chanelle Scheepers con il punteggio di 6/3 7/6(3). Sicuramente non brillante tatticamente, si dimostra molto abile, riuscendo a ottenere molto giocando in sicurezza, rischiando pochissimo e mandando fuori di giri le avversarie. Soprattutto la Scheepers. Abituandola dapprima a un ritmo alto, con grandi accelerazioni e spostamenti laterali, all’improvviso procedeva con palle prive di peso a metà campo che costringevano all’errore l’avversaria che cercava di spingerle. Non molto dotata a rete, la Barthel è sembrata più timorosa nei punti decisivi, dove avrebbe dovuto rischiare maggiormente per chiudere prima l’incontro. Si è quasi fatta rimontare, ma alla fine, con la maggiore calma, ha portato agevolmente a casa il tie-break decisivo del secondo set.

Barbara Conti

 

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