martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Torna nella Capitale
la voce graffiante
di Loredana Bertè
Pubblicato il 24-07-2014


BertèA poco più di quattro mesi torna a Roma “1974-2014 Tour”, la tournèe teatrale di Loredana Bertè per celebrare 40 anni di carriera, musica rock, successi, trasgressioni e fragilità. Ma anche di amore e calore che il suo pubblico, a ogni occasione, riesce a donarle. Era il 1974 quando venne pubblicato “Streaking” (si tratta della pratica esibizionista di irrompere completamente nudi nell’ambito di manifestazioni, ndr) il primo album, rock, dell’artista calabrese.

I GRANDI SUCCESSI E GLI OMAGGI – Nello spettacolo, previsto per lunedì 28 luglio alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, Bertè interpreterà autentici gioielli della canzone d’autore italiana che hanno visto la partecipazione di alcuni dei più importanti cantautori: per esempio “E la luna bussò” composta da Mario Lavezzi nel 1979 e “Il mare di inverno”, canzone di Enrico Ruggeri portata al successo dall’artista nel 1983. E poi “Dedicato” e “Non sono una signora”, scritte per lei da Ivano Fossati, rispettivamente nel 1978 e 1982. Ma anche brani come “Ti scrivo” di Maurizio Piccoli e “Una sera che piove”, uno dei suoi cavalli di battaglia gay degli anni ’80. La signora rock della musica italiana inoltre omaggerà la sorella Mia Martini, interpretando “Padre davvero”, canzone per Mimì rappresentò il trampolino di lancio nel 1971.

LA BANDABERTE’ – Ricomposta di recente, la nuova Bandabertè è formata da grandi professionisti quali Alberto Linari alle tastiere, Andrea Morelli e Alessandro De Crescenzo alle chitarre, Pier Mingotti al basso, Ivano Zanotti ‘The big drummer’ alla batteria. E Aida Cooper, la storica vocalist delle sorelle Bertè, e amica di Loredana, in realtà una delle voci più importanti del panorama musicale italiano. Durante il concerto, le parole serviranno a poco: a parlare saranno infatti le immagini dei video proiettati alle spalle della rocker italiana par excellence. Immagini di un’esistenza che ha sempre oscillato tra successo e solitudine. E una rabbia nei confronti della vita, accesa e mai spenta, per non aver risposto alla telefonata più importante: quella della sorella, che a lungo la chiamò. Prima di morire.

Silvia Sequi

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