giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Tutti in lutto per l’Unità, ma per l’Avanti?
Pubblicato il 30-07-2014


Anche noi vogliamo augurarci che quella di oggi non sia l’ultima giornata de l’Unità prima del definitivo silenzio. Anche noi vogliamo solidarizzare coi lavoratori che perdono il posto. Ci mancherebbe. Quando chiude un giornale è sempre un momento triste. Quando poi chiude un giornale che rappresenta una storia lo è ancora di più. Dispiace che un giornale fondato da Antonio Gramsci chiuda i battenti, che se ne vada forse per sempre una testata che per quasi un secolo ha rappresentato istanze di giustizia sociale. E qualche volta anche in dissenso col partito di riferimento.

Però.. Non riesco a non dire fino in fondo quel che penso. Non riesco a rimanere imprigionato dei dettami dell’ipocrisia. E allora parto da noi, dall’Avanti, una testata più antica dell’Unità. Un giornale che dal Natale del 1896 costituiva la voce del movimento dei lavoratori italiani. L’Avanti di Bissolati, di Nenni, di Pertini, di Lombardi. Venne chiuso nel 1993 per debiti nell’indifferenza generale, poi si lasciò che quel nome, anche per colpa di qualche dirigente ex socialista, finisse nelle mani di un malfattore. E adesso che ha ripreso le sue pubblicazioni online non ha sponsor, finanziatori, sostenitori che non siano qualche migliaio di appassionati lettori. Nessuno che abbia fatto appelli, richiami, che abbia mostrato o mostri tuttora disponibilità a condividere con forme di sostegno una testata così significativa. Non imprenditori legati alla sinistra (cosa sarà andato a fare Delrio da De Benedetti?), non il movimento cooperativo, non i sindacati.

Contrariamente a l’Unità che dispone di ottanta giornalisti e tecnici pagati e che oggi rischiano il posto di lavoro, l’Avanti ha un direttore volontario a cui non si rimborsano neppure le telefonate, qualche giornalista a cui si pagano rimborsi ridicoli. Tutto qua. Anche l’Unità dovrebbe riprendere le sue pubblicazioni online. L’Unità come l’Avanti potrebbero tornare così a diventare fratelli. E magari a collaborare. In fondo l’Unità è figlio dell’Avanti, che aveva registrato tra i suoi più alti collaboratori proprio lo stesso dirigente politico che fondò il giornale comunista. È troppo supporre che questo modo diverso di ricordare e considerare i due giornali si inserisca nel diverso carattere genetico del Pd? Socialista in Europa, ma vicino alla tradizione comunista in Italia (esaltazione di Berlinguer, dell’Unità e vedremo il prossimo mese cosa si dirà di Togliatti). E piuttosto indifferente rispetto a quella socialista italiana. Avrei preferito che si salvasse l’Unità e non si esaltasse la sua storia…

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Commenti all'articolo
  1. Certo una collaborazione tra due giornali storici potrebbe non essere fantascienza e tutti e due ne trarrebbero vantaggi. Ci sono dei “ma” che non si possono sottacere legati alla storia dei due giornali e all’antico antagonismo. Da parte nostra il nuovo direttore (volontario), a mio avviso, non è da meno di altri direttori titolati e lo sta dimostrando ogni giorno in un crescendo di maturità e di realismo politico. Questa non è una sviolinata detta da me per compiacenza, ma è il frutto di giudizi dei lettori anche non socialisti, più di quanto si pensi, che apprezzano il lavoro del comune compagno Mauro. Il mio auspicio è che il nostro giornale online possa ritornare ad essere cartaceo ed è in questo senso che solo con una comunione di forze potrebbe essere realizzato per dare quel contributo necessario a formare anche in Italia una vera forza socialista e andare di pari passo con l’Europa.

  2. Mauro, ancora meno ipocrisia, più verità storica, dillo tranquillamente quello che è stata L’Unità, un organo di propaganda partitica dai tempi di Gramsci alla fine del PSI, sempre o quasi regolarmente antisocialista dalla teoria del socialfascismo alle veline delle procure, si vedano a proposito le interessanti testimonianze dell’attuale direttore del Garantista, Sansonetti. No, L’Avanti è stato altra cosa, non confondiamo

  3. D’accordo, come quasi sempre, con Del Bue. Se L’Unità sopravvivrà, lo sarà perché Renzi, De Benedetti, le Coop lo vorranno, ripianando i debiti e sottoscrivendo nuovi finanziamenti. C’è qualcuno disposto a finanziare l’Avanti!? Non credo. E dunque la responsabilità è da addebitare solo ai socialisti e non ad altri. Se non a quei tre gatti che potrebbero avere interesse ad una pluralità di voci nel mondo dell’informazione e/o alla sopravvivenza, per ragioni politico-culturali, di una testata storica ultracentenaria. Si rassegni l’ottimo Direttore. Siamo condannati a pagarci tutto: anche il diritto alla parola.

  4. Caro Mauro, io ero tra quei giornalisti che nel 93 si trovarono a dover affrontare la chiusura dell’Avanti! Ricordo bene che nessuno mosse un dito, spese una parola, fece un piccolo gesto per tentare di ricollocarci. I colleghi dell’Unità hanno resistito tre mesi senza stipendio. Noi nove. Soldi che non abbiamo più rivisto.
    Ricordo che quando inviavo il curriculum per cercare lavoro mi guardavo bene dal scrivere da dove venivo: “giornalista professionista in un quotidiano nazionale”, guai a dire quale, pena l’insulto.
    In qualche modo siamo sopravvissuti, ma quel pezzo di carta da riempire ogni giorno e da leggere il mattino dopo, ancora mi manca, ci manca.
    Per questo comprendo bene il dramma dei colleghi e anche io come tanti #stoconlunita, ma non posso non notare che, a differenza nostra, possono contare su un grande partito, su un presidente del Consiglio e sulla quasi unanime solidarietà. Noi non abbiamo avuto neanche una Santanché che ha tentato di comprarci.
    emanuela sanna

  5. L’Avanti! si salverà e ritornerà ad essere il grande quotidiano dei lavoratori dell’alba del movimento operaio. Questo avverrà perché non ha bisogno né di Debenedetti né delle cooperative. Si salverà perché è costretto a sopravvivere online grazie a una procedura non professionale (WordPress) che è una piattaforma per blog e non per un quotidiano. Si salverà perché ha saputo darsi un direttore spirito libero, artista scrittore di lettere e di canzoni ma anche politico navigato. L’Avanti! online assomiglia al foglio clandestino stampato nello scantinato durante il fascismo e distribuito con mezzi di fortuna. Fra i visionari che lo scrivono e lo leggono, fra le tante idee balzane pubblicate, ogni tanto spunta un’eccezione che mi fa ritornare alla mia adolescenza e a quelle speranze. Io so che ci sono idee forza che possono sfondare e avere più presa del giullare Grillo e dell’industriale della comunicazione Berlusconi. Sono idee grandi ma scomode per il potere finanziario e per le caste che hanno nella mediocrità il loro terreno di coltura. L’Avanti! potrebbe riconoscere queste idee.
    L’Unità non ne è mai stata mai capace. Per questo probabilmente morirà

  6. L’indifferenza prima o poi si dovrebbe pagare, ma per i socialisti le libertà in particolare quella di stampa sono sacre, ed è per questo che siamo affinchè l’Unità non chiuda. Cari compagni ex tutto rammentate!!!!

  7. Direttore, io provengo da quella pattuglia di diffusori degli anni settanta- ottanta, del glorioso Avanti della domenica.
    Non riesco ad immaginare il P-S.I. senza l’Avanti!
    E se quello che penso è vero,non posso ne meno immaginare che noi Socialisti, così diversi dai comunisti e dai democristiani, possiamo confluire nel P.d. Mai poi mai.
    Un altro conto è certamente il Patto Federativo, il quale va riempito di contenuti condivisi, al fine di collaborare a tutti i livelli, centrali e periferici, per una Politica Riformista e di giustizia sociale.

  8. Questa è la dimostrazione che la storia della sinistra italiana lentamente viene cancellata, il nuovo sarà un quotidiano dipendente dall’accordo fra poteri forti e Vaticano ed al mondo del lavoro non rimarrà altro che pregare ed elemosinare qualche sussidio. Mondo del lavoro, se ci sei batti un colpo prima che sia troppo tardi???. Noi socialisti abbiamo tolto le catene alla plebe, ora togliamo le catene ai lavoratori.

  9. Direttore, io provengo da quella pattuglia di diffusori degli anni settanta ottanta, del glorioso Avanti della domenica.
    Non riesco ad immaginare il P.S.I. senza l’Avanti.
    E se quello che penso è vero, non posso immaginare che noi Socialisti così diversi dai comunisti e dai democristiani, possiamo confluire nel P.d.
    Un altro conto è certamente il Patto Federativo, il quale però va riempito di contenuti condivisi, al fine di collaborare a tutti i livelli, centrali e periferici per una politica riformista e di giustizia sociale.

  10. sono ormai diventato un lettore assiduo di Mauro del Bue; credo sia ancora l’unico giornalista capace di stimolare pensieri e comportamenti positivi, liberi, profondi. A volte riesce a commuovere, e credo che questo suo fondo sia uno di quei momenti. Non ho la presunzione del saper scrivere, quindi non la faccio lunga. Un solo ultimo pensiero: auguro al Mauro una ancor lunga vita e un sodalizio perenne con l’Avanti: con lui mi ritrovo nei miei meandri più profondi, mi sento ancora libero e soprattutto non eremita. Grazie.

  11. Io credo nell’importanza della libertà d’ informazione perciò credo che anche l’Avanti è importante sia conosciuto per le sue idee, ogni partito deve avere un suo giornale ma vi è una crisi economica che coinvolge l’editoria. Il sostegno dei giornali i privati credo che difficilmente si mobiliteranno i cittadini per ragioni economiche e perché vi è un diffuso clima di avversione per la politica e l’informazione cartacea e politica in generale tra i cittadini, infatti è calata la partecipazione dei cittadini alle elezioni. Io non sono nelle condizioni economiche, non ho fatto alcuna carriera grazie al fatto che tutti conoscevano le mie idee e nell’ambiente di lavoro vi era una maggioranza di dipendenti di Forza Italia e PDL.
    Penso che con internet sia possibile diffondere sempre le idee socialiste.

  12. Sono diventata pubblicista all’Avanti, era direttore Intini.

    Poi ho fatto altro (uffici stampa ecc.) ma molti sono stati assunti. Ricordo Emanuela Sanna (che saluto) ma ricordo moltissimi che all’Avanti hann lavorato in un momentofelice che nei loro curricula omettono di averci lavorato. Nonfaccio il nome per squisita eleganza, o forse anche perchèi disprezzo troppo per nominarli.

  13. Caro Mauro le tue riflessioni su Berlinguer e l’Unità, e anche gli insulti che hai ricevuto ( a me è stato detto che io e il mio partito abbiamo distrutto l’Italia e creato il debito pubblico), rappresentano la vera realtà politica italiana: noi siamo stranieri in Patria. La nostra è una tradizione e una storia da gettare al macero. Nessun alleato (sic!) ci potrà salvare se non noi stessi e la nostra capacità di fare politica in queste condizioni. E più aspettiamo, più rischiamo la morte per asfissia. Questo è il tema che i veri socialisti dovrebbero porsi e chiamare a raccolta tutti coloro che vogliono vivere; compresi quei giornalisti che hanno tolto dal curriculum l’Avanti!

  14. Caro mauro
    Siamo socialisti, nel nostro dna è la solidarietà verso chi perde il posto di lavoro pertanto solidarietà per i dipendenti de L’Unità, solidarietà sincera senza riserve mentali
    Noi però siamo attivisti di un partito che si chiama Psi e non possiamo non constatare che questa chiusura è figlia delle scelte che il Pci-Pds- Ds – Pd hanno fatto .
    Nel momento in cui si rinuncia alla propria storia passata per unirsi ad altri soggetti politici , assorbendone la cultura di riferimento è fatale che quelli che furono gli strumenti di divulgazione della storia abbandonata vadano in crisi e chiudono.
    L’Unità doveva già chiudere,da quando Repubblica è diventata il giornale di riferimentodegli ex Pci e ex Dc la madre che ha partorito il PD,
    L’Unità è soppravvisuta a se tessa fino ad ora , chissà quanti debiti dovrà pagare o ha pagato il Pd verso gli imprenditori che hanno tenuto in vita questo quotidiano ma alla fine ,anche in politica , viene il momento in cui si hanno i risultati delle proprie scelte.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari consigliere nazionale
    off.molinari@libero.it

  15. La morte di un giornale è la caduta di un pilastro della libertà di pensiero e della democrazia. Fa riflettere il fatto che si spenga la voce dell’Unità, che è stata organo del partito al governo, che alle europee ha avuto il 40% dei consensi.
    Le considerazioni razionali e coraggiose e fuori dal coro del nostro direttore fanno bene al cuore. L’analisi politica e sociale che ha contraddistinto l’Avanti, e che continua nel nostro giornale on line, è ripresa, perché gli ideali di giustizia sociale, libertà e partecipazione non si possono spegnere.
    Grazie di averlo ricordato

  16. La verità è, caro Mauro, che noi siamo stranieri in Patria e la nostra sopravvivenza dipende solo da noi. L’unica strada è quella di chiamare tutti i socialisti, vecchi e (pochi) nuovi, a raccolta. Solo l’orgoglio e la volontà concreta di rilanciare il socialismo italiano, non europeo, ci possono salvare.

  17. condivido in pieno le tue parole , sarebbe interessante sapere se mai l’unità ha pubblicato due righe e dico due per manifestare solidarietà ai lavoratori ai giornalisti che nel 1993 persero soldi e posto di lavoro.
    fino a quando la sinistra non farà una decisa autocritica e non capirà il grave errore di ” mani pulite ” dividendo figli e figliatri ci sarà sempre un grillo di troppo

  18. Giuste considerazioni direttore, te lo dice un reduce di quella pattuglia di diffusori degli anni settanta ottanta, del glorioso Avanti della domenica.
    Non riesco ad immaginare il P.S.I. senza l’Avanti,

  19. Perfettamente d’accordo con l’analisi di Del Bue!
    Ho comprato l’ultimo numero dell’Unità!Siamo più poveri ogni volta che una testata giornalistica muore!!!! Sono Craxiano, ma ho comprato l’ultimo numero del giornale. E lo conserverò!! Quando chiuse l’Avanti, i comunisti comprarono il nostro giornale? Questa sensibilità la ebbero????
    Fraterni Saluti.
    Guglielmo Brighi

  20. Credo l’ennesima pista dell’autodistruzione della Sinistra : ci rimpalliamo addebiti anche ..post mortem! Eppure,se- in tempo utile- si fossero fusi o sommati almeno i due Giornali ( intervista di Vittorio Mimmi su Famiglia Cristiana ,credo nel ’90), forse le due Basi (che allora c’erano!) si sarebbero aiutate almeno per la.. sopravvivenza!!

  21. l’Unità è un giornale a cui si attribuiscono meriti al di sopra di quelli effettivi; nella storia si è schierato dalla parte sbagliata: a partire dalla sua fondazione facendo la guerra ai socialisti e accusandoli di socialdemocrazia ! 1956 Ungheria, 1967 guerra dei 6 giorni, 1968 Vietnam con i reportages indicanti gli inesistenti bombardamenti americani su Hanoi e Haiphong, 1968 Praga, 1992 Tangentopoli (con la criminalizzazione dei socialisti); comunque per quanto riguarda l’Avanti! non dimenticherei di citare i dirigenti socialisti che l’hanno consegnato al centro-destra e a malfattori, è morto anche per colpa dei suoi stessi dirigenti. A proposito ma la proprietà della testata Avanti! che fine ha fatto ?? in mano a chi è finita ora ?’ saluti

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