mercoledì, 20 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un dissenso con scarso senso
Pubblicato il 29-07-2014


Leggo il contributo di Biscardini sulla riunione di segreteria della scorsa settimana – incontro, ahimè, da me mancato per ragioni personali – e trovo che, in virtù di quanto discusso e approvato dalla stragrande maggioranza  dell’organo (ma, evidentemente, i numeri della democrazia valgono solo quando confermano le proprie posizioni e non quando le contraddicono), il nostro è un  partito condannato dal proprio segretario a “non essere più un partito libero”, bensì “asservito di volta in volta a piccoli interessi personali”, un partito che “rinuncia ad ogni posizione politica autonoma senza più legittimità democratica”, un partito, infine, “in liquidazione”.
Viene da chiedersi: chi vorrebbe stare in un partito del genere? Personalmente, ma credo chiunque tenga al decoro della propria anima – prima ancora che pensare, con molto senso di sè e poco della realtà che si  rappresenta, a quella del socialismo -, non mi porrei alternative ad un commiato, forse umanamente triste, certamente tempestivo e risoluto. E valendo, così, l’inverso.

Quel che colpisce nell’articolo citato non è la violenza della denuncia – che tale deve intendersi e non mero dissenso sulla linea politica, su un’alternativa alla quale, peraltro, l’autore dello stesso si è  esercitato, con scarsi risultati, Lombardia inclusa, nella corretta sede congressuale ultima, a Venezia -, ma che ad una denuncia simile non segua alcun effetto.

Allora, delle due l’una: o la denuncia non è sincera, o l’oggetto della denuncia non sta nel ‘cosa’ ma nel ‘chi’. Il problema, cioè, non è il preteso asservimento del partito ad un interesse personale. Ma che quel personale non è il proprio.

Federico Parea

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Sbaglio o il senso di questo articolo (forse al di là delle intenzioni dell’autore) è un inelegante invito a togliere le tende per chi non è d’accordo con la linea del segretario?

Lascia un commento