domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Un Premio alla memoria di Giuseppe Di Vagno
Pubblicato il 15-07-2014


Giuseppe_Di_Vagno“Se la XVI legislatura non si fosse interrotta con anticipo, la proposta di legge per l’istituzione del “Premio biennale di ricerca Giuseppe di Vagno” sarebbe diventata legge. Non ha dubbi Marco Di Lello, deputato Psi e membro della VII Commissione Cultura, durante il suo intervento ieri – in qualità di relatore – nell’Aula di Montecitorio. Dopo un excursus storico sulla figura del deputato socialista – assassinato nel 1921 da una squadraccia fascista – l’esponente socialista ha spiegato nei dettagli la proposta di legge che prevede disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell’archivio storico della Fondazione di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato.

COCCIA: MARTIRI CHE HANNO LOTTATO PER LA DEMOCRAZIA – Durante la discussione è intervenuta anche Laura Coccia, deputato Pd che – dopo aver ricordato quanto il socialismo impersonato da Giuseppe di Vagno e Giacomo Matteotti abbia aiutato il nostro Paese a rimanere libero e democratico, senza piegarsi al fascismo ha definito “uno schiaffo alla democrazia” gli emendamenti presentati lo scorso novembre dai grillini in cui si chiedeva di sopprimere la parola «socialista» dal titolo della proposta di legge.

“Uno schiaffo a chi per la nostra democrazia ha combattuto fino a perdere la vita, perché non ha voluto piegare la testa” ha aggiunto Coccia, ricevendo gli applausi dell’Aula e il sentito ringraziamento della deputata socialista Pia Locatelli.

LA FONDAZIONE – Formalmente costituita alla fine degli anni ’70 da un gruppo di giovani intellettuali dell’area Socialista (ma non impegnanti organicamente nel Partito) la Fondazione ebbe da subito finalità esclusivamente culturali. L’esperienza fu idealmente ispirata dall’operato dell’Istituto di cultura socialista “Giuseppe Di Vagno” animato a Bari dallo storico Antonio Lucarelli sul finire del 1943. Nel 2003 l’attività della Fondazione venne rilanciata a Conversano per l’intuizione di Gianvito Mastroleo e, come sede fu concessa dal Comune un’area del Monastero di San Benedetto. Nell’ultimo decennio, la Fondazione si è impegnata in attività di ricerca storica e approfondimento culturale, in particolare dedicata all’indagine della figura politica di Di Vagno e degli atti del processo a carico dei suoi assassini, esplorando a fondo il mondo del socialismo pugliese del ‘900. L’intensa e fertile attività ha portato l’istituto ad essere iscritto nella Tabella triennale del Ministero dei Beni e delle attività culturali sin dal 2009.

Silvia Sequi

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