mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

UNO STATO DA CAMBIARE
Pubblicato il 17-07-2014


Nencini-infrastrutture-riforme

Quando parliamo di riforme istituzionali, quando entriamo nel merito del dibattito in corso sulla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione, dobbiamo fare una premessa: l’Italia ha vissuto gli ultimi venti anni in una sorta di ‘guerra civile’ della politica, con le Istituzioni che aveva ereditato dalla prima Repubblica e che sono state ‘bombardate’, ‘terremotate’. Dunque era essenziale, inevitabile mettere mano a un processo riformatore”.

Non ha esitazioni Riccardo Nencini, Segretario nazionale del PSI e viceministro alle Infrastrutture nel Governo Renzi, nel difendere lo sforzo che l’attuale maggioranza politica sta producendo per modificare la Carta costituzionale, ma non nasconde neppure i limiti che questa azione parlamentare, così come viene condotta, sta mostrando di avere.

Certo, su questo penso che siano quasi tutti d’accordo, ma è questa la strada giusta per riformare le Istituzioni?
La strada maestra sarebbe stata un’Assemblea Costituente. Noi l’abbiamo proposta un anno fa, all’inizio del governo Letta, ma siamo rimasti gli unici a sostenerla.

E nel merito?
Noi sosteniamo da tempo la necessità di un cambiamento del Senato, di una sua trasformazione in Senato federale, sul modello del Bundesrat tedesco. Sostanzialmente l’impianto del nuovo Titolo V va bene. Nell’insieme, a nostro giudizio, c’è però bisogno di apportare dei cambiamenti. Abbiamo proposto una serie di modifiche e anche ieri (mercoledì 16 ndr) siamo tornati a sostenerle con i nostri compagni senatori Longo e Buemi. Siamo dell’idea, ad esempio, che il Consiglio Superiore della magistratura (CSM) debba essere eletto al di fuori della logica dell’appartenenza ad un corrente della magistratura. Una soluzione possibile è a questo proposito quella dell’elezione per sorteggio. Un altro elemento molto importante della riforma, riguarda l’elezione del Capo dello Stato, a cui secondo noi dovrebbero partecipare anche i parlamentari europei. Ancora andrebbero riviste le funzioni e le competenze del nuovo Senato e quanto alla questione della immunità parlamentare, bisogna decidere: o c’è per tutte e due le Camere o non c’è per nessuno.

E l’Italicum? Approvata la riforma elettorale in prima lettura alla Camera, era stato deciso di rinviarne la discussione a dopo l’approvazione delle riforme in Senato…
La legge elettorale così come è uscita dalla Camera non ci piace e va riformata. Noi crediamo che si debba stabilire una soglia più alta per far scattare il premio di maggioranza (oggi al 37% ndr), poi che per i partiti in coalizione debba essere garantito un diritto di tribuna. Inoltre non è possibile che la coalizione vinca le elezioni conquistando il premio di maggioranza, grazie ai voti raccolti da partiti minori che non riescono a superare la soglia di sbarramento e che a quei voti non corrisponda alcuna rappresentanza parlamentare. La strada maestra per garantire un rapporto più stretto tra cittadini e politica è però quella delle preferenze o di prevedere piccoli collegi. Infine mi sembra che contestualmente alla nuova legge elettorale debbano essere previste delle norme più efficaci sul conflitto di interesse.

Si taglia tutto per risparmiare. Si tagliano i senatori, si eliminano le province, ma non si rischia di tagliare un po’ anche la democrazia?
Rispondo con una battuta: la democrazia costa più delle dittature. Certo la logica che guida il processo riformatore non può essere esclusivamente quello di ottenere un risparmio in termini monetari. Per avere risparmi e mantenere una coerenza e un’efficienza del sistema nel suo complesso, dopo aver toccato la parte alta della Costituzione, tagliato le province, bisogna avviare un riordino complessivo degli Enti territoriali, valorizzando da una parte la fusione dei piccoli Comuni e dall’altra cancellando Enti che hanno funzioni che possono essere svolte da altri Enti, come avviene ad esempio con i Consorzi di bonifica o le Comunità montane.
Insomma dobbiamo saper cogliere questa occasione per dare forma e senso a una riforma ampia dell’assetto istituzionale del Paese. Non dobbiamo dimenticare che nella globalizzazione, il grande mare in cui nuotiamo, non sempre piccolo è bello. Anzi …
Per questo ritengo che anche le Regioni debbano tornare alle loro funzioni iniziali che erano più programmatorie che non di gestione, e per di più su una quantità abnorme di temi. Inoltre va resa più efficace la sinergia tra città metropolitane e Regioni. Oggi abbiamo città metropolitane, penso a Roma, a Napoli, a Genova …, che hanno un peso preponderante nelle rispettive regioni. Dunque va ripensato il rapporto tra queste entità.

La disoccupazione resta altissima e l’industria arranca. La crisi forse si è attenuta, ma è tutt’altro che conclusa. Che può fare il governo di centrosinistra per contrastare questa situazione?
Noi abbiamo vissuto per lungo tempo quattro crisi contemporaneamente. C’è stata una crisi finanziaria ed economica che a sua volta ha generato una forte crisi sociale. Nello stesso tempo l’Italia si è trovata ad affrontare una crisi politica e una crisi istituzionale. Tutto questo ha provocato una perdita di orizzonte, l’Italia non ha più una mission, non sa bene più cosa fare e dove andare. È importante allora rispondere recuperando autorevolezza, in Italia e in Europa. Se il Paese riacquista autorevolezza in Europa può ambire a ottenere un’interpretazione più flessibile dei parametri di Maastricht, così come l’hanno avuta, in misura diversa, tutti i Paesi europei a cominciare dalla Germania e dalla Francia con l’unica eccezione della Finlandia. Autorevolezza e credibilità da conquistare, questa è una strada per avviare a soluzione le crisi in corso.
Ci sono poi misure concrete attuabili come un aumento della tassazione del gioco d’azzardo, tre miliardi circa da destinare alle pensioni minime e agli esodati. Uno sforzo per abbattere il peso fiscale sulle famiglie con redditi medio-bassi attraverso una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Non dimentichiamo che in Italia il 10% delle famiglie possiede il 48% della ricchezza nazionale. Perfino il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ci chiede una misura del genere.

Come risponde il partito socialista a queste sfide?
Andando in giro per l’Italia, ho avuto qualche buona sorpresa. Un tesseramento a quota 21 mila iscritti e segni diffusi sul territorio che non vedevo dai tempi della Costituente; ‘rientri’ nella casa socialista, sindaci e consiglieri che tornano a iscriversi al PSI.

E come mai?
Una risposta è soprattutto nel fatto che nel panorama della sinistra italiana sono rimasti in piedi solo il PD e noi. SEL è in crisi, Scelta Civica è scomparsa … quanti si ricordano del Governo Prodi quando il centrosinistra era arrivato ad essere rappresentato da undici partiti e gruppi diversi?

E l’impegno dei socialisti al governo e nel Parlamento?
Oggi, per esempio, osservo con grande soddisfazione che la IX commissione della Camera, ha licenziato la legge delega sulla riforma del codice della strada che prevede finalmente nel codice il reato di ‘omicidio stradale’ con la pena dell’‘ergastolo’ per la patente, la revoca e il divieto alla guida sul territorio nazionale a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il mio impegno nel ministero delle infrastrutture, è quasi pronto il piano per il Trasporto pubblico locale, un nuovo piano per le città con interventi di qualità sulle periferie e sulle ‘autostrade della conoscenza’ con la crescita della banda larga. Lunedì va poi in Consiglio dei ministri il nuovo codice degli appalti.

Novità dunque dopo lo scandalo Mose ed Expò …
Sì, ci sono norme nuove per assicurare la trasparenza e la vigilanza, con la riduzione delle ‘stazioni’ appaltanti la valorizzazione delle Piccole e Medie Imprese (PMI), l’abbattimento del numero delle varianti nei progetti con deroghe possibili sono per gli eventi straordinari e una nuova attenzione ai profili ambientali

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Con questo giudizio sulla Legge Elettorale, che è assolutamente inaccettabile, anche perchè accusa i piccoli Partiti di essere “ricattatori”, come si fa a sostenere il Governo Renzi. Non si votano più i Consiglieri Provinciali, non si votano i “cosidetti” Senatori e i Deputati vengono nominati, si annullano i contrappesi nella Costituzione, cioè un processo segnato da preoccupanti elementi anti-democratici, che l’allargamento dei diritti dei cittadini, oltre all’inefficacia nell’affrontare i drammi della disoccupazione e delle povertà.

  2. Valutazione tutte condivisibili. La presenza del Partito Socialista sul territorio è minima e disomogenea, bisogna ricominciare dalle istituzioni locali aumentando la qualità e la quantità della rappresentanza socialista per rendere visibile e credibile anche l’azione di Governo nazionale.

  3. Intervista surreale a dir poco… nonostante le tasse salatissime il debito pubblico continua ad aumentare, le riforme di Renzi sono la copia conforme del programma della P2… Sveglia compagni, prima che sia troppo tardi.

  4. Finalmente abbiamo sentito le opinioni del nostro Segretario Nencini. Quello che manca a mio avviso e cosa fare per la crescita perchè senza questa ricetta il Paese non guarisce, avere delle proposte di cosa dovrebbe fare il pubblico e il privato per il rilancio della nostra economia è il nodo di tutti i problemi, altrimenti cadiamo nella trappola dei tagli lineari, e dell’impoverimento del Paese. Sul partito l’idea di partire dai territori è l’unica via che ci permetterà di riprendere il contatto con i cittadini.

  5. A sentire il Segretario Nencini il Psi è tutto rose e fiori, però i numeri elettorali sono ben diversi, nessun Parlamentare Europeo eletto, prendo per esempio la Toscana per le amministrative e la realtà mi dice che ci sono 2 consiglieri eletti in tutta la regione 1 comune di Lastra a Signa 1 a Pescia. A presto.

  6. Caro Riccardo, mi sembra che sul piano delle riforme istituzionali l’operato del Governo e della maggioranza abbiano molte zone d’ombra; per avere un senato “federale” bisogna essere una Repubblica Federale, credo che gli Italiani vogliano delle trasformazioni ma vogliono anche partecipare attivamente alle riforme ed avere più voce in capitolo rispetto al passato, le riforme attuali lasciano in piedi le Province e lasciano in piedi il Senato che produrranno ancora costi e finiranno per essere strumenti in mano al sistema politico per distribuire prebende. Come hai ricordato e mi fa specie che il P.D. percorra strade diverse, l’unico sistema veramente democratico per cambiare la Costituzione è l’Assemblea Costituente eletta dal Popolo con il sistema proporzionale che, per inciso è l’unico sistema elettorale veramente democratico; ah!!! altri sitemi, iniqui, adottati fino ad ora non hanno dato stabilità ai Governi, è la correttezza e l’etica fanno forti i Governi.
    Giuliano Olivieri

  7. tutto ok per la riforma del senato. La riforma delle pensioni quand’è che viene rivista positivamente? Vorrei portare un esempio in relazione allo status dello scrivente. Lavoro in una azienda di ENEL, sono invalido per problemi di salute (cardioprotesico con problemi posturali e gastro e colondigestivi, + altro) e percepisco dell’assegno di invalidità. Lo scorso anno (03.2013), al compimento dei 60 anni, mi reco in INPS per verificare se la legge 503/1992 fosse ancora attiva : ahimè è stata annullata dalla Fornero. L’azienda promuove l’esodo incentivato …… vado a verificare e scopro che contributi validi al 30/06/2010 sono diventati onerosi – devo riscattarli, pagando – grazie alle legge e decreti di Maroni-Tremonti del 2010. Altra sorpresa, in quanto invalido, non posso fruire dell’esodo incentivato. Ma quand’è che si fanno le leggi a favore dei cittadini e dei lavoratori a discapito delle caste? gradirei un commento. GRAZIE.

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