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Opinioni e commenti
 

Utoya, una strage che i socialisti non dimenticano
Pubblicato il 22-07-2014


Utoya-strageTre anni fa la strage di Utoya e di Oslo, 77 persone uccise dalla follia.  Sembrava una giornata come le altre. E invece quel 22 luglio 2011 avrebbe sconvolto la Norvegia e il mondo intero. Alle 15.26 una bomba esplose davanti agli edifici del governo di Oslo. Morirono otto passanti. A piazzare l’esplosivo, il nazionalista norvegese Anders Breivik, come si sarebbe appreso in seguito. Ma la sua follia omicida non sarebbe finita lì. Poche ore  dopo l’uomo, all’epoca 32enne, si diresse – vestito da agente della polizia norvegese – verso l’isola di Utoya, nel lago Tyrifjorden, che ospitava circa 600 giovani per un campo politico organizzato dal partito laburista, e iniziò a sparare all’impazzata. Fu un bagno di sangue: 69 vittime. Le Camere  hanno voluto oggi commemorare quella strage assurda.

“Nel 2011 a Utoya si è consumata una mattanza di 77 minuti, senza precedenti nell’Europa occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Ha detto il senatore socialista Enrico Buemi, intervenendo in aula. “A distanza di tre anni in Aula al Senato abbiamo voluto commemorare i 69 adolescenti, spesso minorenni, martiri della libertà e del socialismo. Behring Breivik, nazionalista e xenofobo, vuole cacciare tutti gli immigrati dall’Europa entro il 2083. Fu una strage politica a tutto tondo. Ebbene, cosa ricordano gli italiani e gli europei di quella strage? Da allora – ha continuato Buemi –  c’è solo un assordante silenzio. I media prima percorsero la falsa pista islamica, poi, dal 24 luglio 2011 in avanti, ci fu l’omissione degli aggettivi ‘socialista’ e ‘laburista’ da tutte le prime pagine dei principali quotidiani italiani, eccetto il cattolico ‘Avvenire’. Si preferì parlare di un pazzo che uccideva campeggiatori senza alcun colore politico. Anche i principali partiti italiani si girarono dall’altra parte e invito i colleghi a rileggersi il resoconto dell’aula della Camera del 27 luglio 2011. L’europarlamentare leghista Borghezio, appena riconfermato, definì in una intervista ‘in qualche caso ottime’ le idee di Breivik. Evidentemente una strage di giovani socialisti – ha detto ancora il  senatore del Psi – che credono nel multiculturalismo e nella fratellanza tra i popoli, non fa comodo”.

Alla Camera è intervento il Capogruppo del Psi Marco Di Lello. “E’ curioso vedere come una strage politica così terribile abbia avuto un impatto diverso a seconda delle latitudini. Breivik, nel suo manifesto politico di 1500 pagine inviato a 8109 indirizzi email in tutta Europa, scrive che l’obiettivo politico dei militanti nazionalisti è quello di cacciare tutti gli immigrati dall’Europa. Per raggiungere questo traguardo, Breivik indicò, tra il 2009 e il 2011, i partiti potenzialmente amici: nell’elenco ci sono Le Pen in Francia, Lega e Forza Nuova in Italia, Jobbik in Ungheria, il movimento English Defence League in Gran Bretagna ed altri di estrema destra. Ebbene nel 2009 chi pensava di poter accostare il rispettato ministro Bossi, arbitro dell’allora maggioranza, con la famiglia Le Pen? Chi poteva accreditare il Front National e Ukip come i partiti di maggioranza relativa a Parigi e Londra?

Eppure Breivik previde il futuro. Cinque anni dopo Marine Le Pen e Matteo Salvini sono fianco a fianco in Europa. Si realizza in pratica, all’interno della Lega, il disegno dell’eurodeputato Borghezio, appena rieletto, che definì ‘in qualche caso ottime’le idee dello stragista.  Gli italiani – ha detto Di Lello – non ricordano nulla di Utoya e di Breivik.
Questo perché sulla vicenda è scesa una specie di congiura del silenzio, rotta solo dal libro di Luca Mariani ‘Il silenzio sugli innocenti’. I media prima percorsero la falsa pista islamica: 11 settembre, Al Qaeda e quant’altro. Poi quando emersero i fatti, l’argomento venne derubricato. Nessuno evidenzia che a Utoya non ci sono campeggiatori qualunque, c’è la migliore gioventù socialista. Lo stesso dicasi per il mondo politico. Il 27 luglio 2011 ci fu un breve dibattito in quest’aula. Il Psi allora non era presente in Parlamento.

Parlarono i deputati di tutti i gruppi (Pd, Pdl, Lega, Udc, Idv, Api) e riuscirono in un’impresa titanica: parlarono di Utoya al Parlamento e, quindi, al popolo italiano, senza pronunciare mai gli aggettivi ‘socialista’ e ‘laburista’. Questa pagina vergognosa per quest’aula è stata parzialmente emendata dalla collega socialista Pia Locatelli, che, grazie al ritorno del Psi in Parlamento, riuscì a pronunciare l’anno scorso qualche parola di verità. Oggi non è solo Pia a ricordare la strage politica di Utoya. Non è solo il Psi. L’argomento è sensibile per tutti coloro che fanno parte del Pse. E il Pd ne fa parte da marzo.  Proprio in occasione delterzo anniversario della strage, il prossimo fine settimana si terrà una regata a Trevignano Romano in ricordo delle giovani vittime socialiste cadute per mano di un folle lucidissimo. Il Psi, il Pse, e spero l’Italia e l’Europa intera – ha concluso – vogliono un mondo più civile, dove ogni essere umano veda riconosciuti i diritti essenziali. Sono certo che da Utoya partirà una reazione benefica e il semestre di Presidenza italiano della Ue lascerà un segno visibile su questi temi”.

Redazione Avanti!

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