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Opinioni e commenti
 

Vasco Errani: dopo la condanna, le dimissioni
Pubblicato il 08-07-2014


vasco-erraniUn anno di reclusione con la condizionale, la condanna. Falso ideologico, l’accusa. Questo il giudizio – arrivato con rito abbreviato – della Corte d’Appello nei confronti del governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani coinvolto nell’inchiesta sul finanziamento regionale ottenuto dalla cooperativa del fratello. Un anno e due mesi con la condizionale sono stati inflitti ai due funzionari della Regione Valtiero Mazzotti e Filomena Terzini. “Sentenza sconcertante” è stato il commento dell’avvocato difensore, che ha dichiarato l’intenzione di presentare ricorso in Cassazione. Non è prevista alcuna interdizione dai pubblici uffici per Errani, che ha subito annunciato le sue dimissioni da presidente della Regione.

LE DIMISSIONI DI ERRANI – “E’ un momento di amarezza” ha dichiarato poco dopo in una nota, “ora penso all’Istituzione. Per questo intendo rassegnare subito le mie dimissioni, e nel farlo rivendico il mio impegno e la mia onestà lungo tutti questi anni. E la mia piena innocenza anche in questo fatto specifico. piena innocenza”. Immediata la nota della segreteria del Pd che ha invitato Errani “a riconsiderare le sue dimissioni” poichè “le parole con cui ha motivato la sua decisione dimostrano il suo senso dello Stato e delle Istituzioni”.

L’INCHIESTA – La vicenda che ha coinvolto il presidente dell’Emilia Romagna è legata al finanziamento di un milione di euro erogato dalla Regione, nel 2006, dall’ente alla cooperativa Terremerse, all’epoca presieduta dal fratello Giovanni, per la costruzione di una cantina vinicola a Imola. Secondo l’accusa il finanziamento pubblico è stato ottenuto indebitamente perché al 31 maggio 2006, termine ultimo per completare i lavori e rispettare i paletti previsti per l’erogazione, lo stabilimento non era ancora ultimato nonostante quanto sostenuto dalla cooperativa stessa.

Silvia Sequi

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