martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Amedeo Modigliani:
un’evoluzione
di linee e colori
Pubblicato il 06-08-2014


Amedeo ModiglianiNato a Livorno, Modigliani assorbirà fin da giovanissimo le istanze culturali della città labronica. Nella sua precoce iniziazione pittorica sarà dunque fortemente influenzato dal movimento dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega. Giunto a Parigi rivela la sua capacità di sapersi smarcare dalla tradizione: inizialmente la sua pittura è caratterizzata da pennellate nervose e acuminate, un’eredità dell’interesse per Klimt e Toulouse-Lautrec (L’ebrea, 1908 ca). Successivamente la scoperta di Cézanne introduce mutamenti importanti, sia sul piano della composizione che su quello coloristico e della tecnica pittorica. L’impianto generale, più costruito rispetto alle primissime tele, denota l’influenza dell’artista di Aix-en-Provence, come pure la posa e la solidità delle figure ritratte: per esempio “Ritratto di Paul Alexandre” e “Il violoncellista”, entrambi del 1909.

Modigliani ben presto sviluppò un suo stile unico, l’originalità di un genio creativo, che era contemporaneo dei cubisti, ma non fece mai parte di tale movimento. Modigliani nell’ambiente parigino si rese famoso anche per il suo lavoro rapido: si dice completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Eppure, tutti coloro che avevano posato per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi “spogliare l’anima”. Parallelamente alla sua attività pittorica, Modigliani per breve tempo ebbe modo di poter dare libero sfogo alla sua vera passione creativa: l’artista labronico infatti si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore. Iniziò a scolpire caratteri che appaiono antichi, quasi egizi, piatti e vagamente ricordanti una maschera, con distintivi occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti, e colli allungati. I soggetti sono di due tipi: teste di donna e figure femminili in posa di cariatidi. Inframmezzano questi esperimenti alcuni dipinti e disegni sui medesimi soggetti. In queste opere le forme si presentano allungate, schematiche, persino aspre nella loro essenzialità. Balza all’occhio immediatamente il diretto rapporto con l’arte cicladica e la scultura africana. Allo stesso modo traspare chiaramente l’aspirazione dell’artista ad una forma pura, priva di ornamento e decorazione.

A rendere l’effetto ancora più marcato contribuisce il materiale: pietra, semplice pietra, non marmo, gesso o creta. A causa delle polveri generate da questa attività, la sua tubercolosi peggiorava; abbandonò quindi la scultura, prima quella della pietra calcarea e poi anche quella del legno, e si concentrò unicamente sulla pittura. La maggior parte della produzione pittorica di Modigliani è costituita da ritratti: teste, figure a mezzo busto sedute, o in piedi. Uniche eccezioni si possono considerare i nudi femminili, che dipinge tra il 1916 e il 1919, e alcuni paesaggi del 1919. I ritratti di Modigliani sono talmente caratteristici da essere entrati di diritto nell’immaginario collettivo. I personaggi raffigurati appartengono quasi esclusivamente alla cerchia di amicizie, o di coloro con cui l’artista entrò in contatto. In primo luogo, colleghi artisti: come Juan Gris, Chaim Soutine, Moise Kisling, Jacques Lipchitz, Henri Laurens, Pablo Picasso. Poi, poeti e letterati: come Guillaume Apollinaire, Jean Cocteau, Max Jacob. Mercanti d’arte: come Paul Guillaume, Leopold Zborowski. Donne amate o conosciute: come Beatrice Hastings, e soprattutto Jeanne Hébuterne. In molti casi si tratta di semplici modelle, sedute o sdraiate, vestite o nude.

A rendere questi ritratti così memorabili è soprattutto la particolare deformazione che l’artista opera sui soggetti:
•    i personaggi ritratti appaiono bloccati in pose monotone: con le mani incrociate in avanti, o flessuosamente appoggiate alla poltrona su cui siedono.
•    le figure sono delineate a contorni netti, in modo da stagliarsi energicamente sullo sfondo, appena accennato e privo di sbocchi.
•    le forme risultano spogliate di ogni elemento descrittivo.
•    i volti sono ovali.
•     gli occhi risultano quasi sempre a mandorla, vuoti e inespressivi.
•    i colli si presentano sottili e allungati, un tratto talmente costante e caratteristico, da essere divenuto una sorta di marchio di fabbrica di Modigliani
•    le tinte non brillano per vivacità (bruni, verdi, rossi mattone, rosa, giallo ocra, terre di Siena).
•    In definitiva, nei ritratti di Modigliani ogni soggetto viene sottoposto ad un processo di spersonalizzazione e stilizzazione. Il modello “vero” perde in dettaglio, si spoglia delle sue peculiarità. Si trasforma, allora, in un’entità astratta, lontana dal tempo. Una sorta di icona della bellezza assoluta.

Carlo Da Prato

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