sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Cristianesimo, ebraismo e islamismo, ma la questione non è solo religiosa
Pubblicato il 29-08-2014


Sono le tre religioni monoteiste. Oggi intrecciate a grandi problemi territoriali e politici. L’ebraismo è la religione più antica. Da essa deriva il cristianesimo, che umanizza il Dio ebraico, lo fa scendere sulla terra e diventare uomo. L’islamismo non disconosce Cristo, come pure l’ebraismo, ma non lo riconosce figlio di Dio. Il fatto che il profeta Maometto faccia discendere i suoi precetti dall’arcangelo Gabriele rende anche l’islamismo una religione non contrapposta alle altre due. Il vero problema di questa guerra di religione non può essere solo religioso, ma anche politico e, come afferma Galli Della Loggia, di civiltà.

Noi non possiamo sbagliare analisi, dobbiamo invece tentare di approfondirla, per conoscere i nostri nemici, i tagliagola che anche ieri hanno decapitato quattro presunte spie del Mossad, che hanno rapito soldati dell’Onu, che non conoscono regole né tanto meno rispetto per gli avversari, che devono essere uccisi, solo perché diversi da loro, come religione, politica, civiltà. Il cristianesimo è una religione d’amore che in tre passaggi si rivela a mio giudizio la più moderna. Laddove Cristo divide Cesare e Dio, dunque stato e religione. Inventando la laicità. Laddove afferma che “chi è senza peccato scagli la prima pietra” (quante pietre in meno avremmo visto durante Tangentopoli, mi sia concessa la battuta in salsa socialista), laddove afferma addirittura che bisogna amare anche il nemico. Frase rivoluzionaria e incompresa tuttora.

Eppure in nome di Cristo sono state commesse assurde brutalità dalla Chiesa. Contro gli eretici, bruciati in piazza al tempi dell’Inquisizione, nei confronti dei popoli primitivi dell’America latina, distrutti in nome dell’evangelizzazione, in Italia al tempi del potere temporale combattendo i patrioti che volevano l’Italia unita. Da tempo non è più così. Oggi la Chiesa parla parole di pace e di rispetto per tutti, dialoga con le altre religioni, ne rispetta profondamente le credenze. L’ebraismo da tempo risente della folle persecuzione nazista. Rinato con le sembianze del sionismo e dello stato etnico anche se democratico, viene combattuto dai musulmani in nome della questione palestinese. Ai duemila missili andati a vuoto si è risposto recentemente con duemila morti.

Così quella che appare solo guerra religiosa diventa politica. L’odio per la civiltà occidentale degli integralisti islamici viene accresciuto dall’esistenza dello stato di Israele e dalle cosiddette invasioni in Iraq e Afghanistan, anche se appoggiate da paesi arabi. Il mito della guerra santa si intreccia con vaghe suggestioni di unità e di liberazione del popolo arabo. Così la terza guerra mondiale contro il fanatismo musulmano e dell’Isis, che oggettivamente può trovare nella lettura di alcuni versetti del Corano qualche giustificazione, è oggi tutt’uno con la guerra politica contro l’Occidente senza Dio e invasore. Per questo credo che i paesi democratici e quelli arabi debbano combattere questa guerra con le armi, ma non solo. Quella che deve accompagnare le armi è la politica.

E cioè la risoluzione di alcuni nodi fondamentali, primo dei qual quello intricatissimo della questione palestinese. Ma anche la vicenda siriana, da cui ha preso avvio il massacro dei fanatici jidaisti, e che é costata duecentomila morti, deve trovare soluzione. Troppo altalenante è stato il presidente Obama tra la tentazione di aiutare gli insorti e quella di affossarli. Andrebbe anche normalizzato il rapporto con l’Iran, che passa da peggiore nemico a potenziale alleato, e soprattuto rivisto quello con l’Arabia saudita, storico alleato americano e principale finanziatore dell’Isis, per non parlare del caos libico con due governi, uno laico e uno islamico, che si combattono tra loro e del caos egiziano, coi militari che cedono il potere agli islamici che poi vengono cacciati. Gli Usa, visto che l’Europa non esiste politicamente, hanno il dovere di chiarirsi. Da quel chiarimento potrà trovare giovamento anche la vittoria militare e politica contro i tagliagola. Ormai la guerra deve orientarsi verso la complessiva normalizzazione della situazione mediorientale, oggi divenuta esplosiva, dopo una primavera troppo calda. E che ha assunto molteplici sembianze e poi è divenuta insopportabile. Tanto da far rimpiangere i vecchi dittatori.

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Commenti all'articolo
  1. Mauro, non ricordo dopo Hitler e il comunismo staliniano un periodo più barbaro, spietato e pieno di conflitti e sofferenze di questo che stiamo vivendo. Eppure nei discorsi della politica italiana le questioni internazionali sono totalmente escluse. E’ ovvio che il popolo non si senta minacciato e osservi il tutto con una certa annoiata indifferenza. Io ero un picconatore della prima Repubblica, ora la rimpiango, anche così com’era.

  2. Sì, documentato logico e saggio, come sempre, ma tutti quei “sì-ma” lo fanno apparire un po’ cerchiobottista. Anche se mi rendo conto che il dipanarsi convulso della storia mondiale moderna è assai poco comprensibile ed accessibile ad una analisi fondata sulla logica aristotelica

  3. L’articolo del Direttore spazia a trecentosessanta gradi e si cimenta con argomenti “tosti”, anche perché il tema religioso è sempre delicato, sul piano individuale e collettivo.

    Personalmente ritengo che la Religione, al di là degli aspetti spirituali che attengono alla sfera personale di ciascuno, abbia dato a molte comunità umane punti di riferimento e principi importanti, che si sono poi trasferiti sul versante civico, diventando valori e regole per il nostro vivere quotidiano, con un effetto sicuramente positivo e benefico, quando si sono evitati gli eccessi e quando le “teocrazie” non hanno preso il sopravvento, assumendo tutti i poteri, anche quelli che competerebbero alla parte “laica” dello Stato.

    C’è però da dire che proprio l’Antico
    Testamento ci fornisce un chiaro esempio di equilibrio dei poteri, tra i Profeti e i Re che si sono succeduti sul trono d’Israele, e non ne mancano di certo altre testimonianze durante l’era cristiana, a cominciare da quelle che hanno riguardato Imperatori e Papi.

    In ogni caso, sembra che vi sia un luogo di questo nostro mondo, la Palestina-Terra Santa, le cui vicende e sorti continuano ad irradiarsi ed intrecciarsi col resto del pianeta, oggi come duemila anni fa.

    Paolo P. 30 agosto 2014

  4. Tutte le guerre sono per il possesso, comandate dai possessori o possibili tali, eseguite da uomini che ne vogliono avere una fetta. Non si parla solo di possesso materiale, si parla ora di fanatici pronti a tutto per possedere terra, oro, donne, schiavi, ma anche un paradiso in Cielo che in terra gli è stato negato. Negato dalle crudeltà reciproche di tiranni e presunti liberatori, che ora hanno fatto esplodere la rabbia di migliaia di persone che ora pendono dalle labbra di uomini che usano l’odio come mezzo per la vittoria. Non uccidono in nome di Dio, la sua parola è stata cambiata, mutilata, distrutta, uccidono in nome di un odio che vogliono gettare contro i nemici. Successe la stessa cosa ai Tedeschi dopo Versailles, succede ora ai fondamentalisti dopo la colonizzazione. Un notevole circolo vizioso la cui fine cesserà molto probabilmente con il tuono dei cannoni, il sibilo dei proiettili, il fuoco delle bombe.

  5. Caro direttore, non so se il mio condividere senza riserve l’analisi puntuale, realistica, che con grande bravura e competenza, riesci sempre ad esprimere, condiziona il mio giudizio sulle questioni che poni alla nostra attenzione.
    L’Europa, che ci affligge con la sua austera politica economica, ci obliga ad assumere posizioni di ripulsa nei suoi confronti, ma ancor peggio è il sentimento per quello che non fa. per ricomporre quei assurdi conflitti che il Papa ah avuto il coraggio di chiamare: Terza Guerra Mondiale.
    Dobbiamo sperare, che da Novembre in poi qualcosa cambi nella politica estera del nostro continente.
    La Mogherini sarà capace di invertire la ruota e di far assumere una posizione autonoma e autorevole all’Europa?

  6. La grande debolezza dell’Europa è il suo conformismo politico:
    non una riflessione sulla proposta di Putin di un negoziato per uno stato Est-Ucraina (dopotutto è il medesimo criterio invocato dall’Europa in primis per risolvere la questione palestinese), ma le inutili, ridicole “sanzioni”.
    E’ come se si volesse sanzionare i subdoli Emirati & Sauditi per il loro doppiogiochismo……

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