martedì, 17 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Domenico Letizia:
Di Battista e la non violenza di Pannella
Pubblicato il 18-08-2014


Pioggia intensa di polemiche da parte di tutto il mondo politico sulle dichiarazioni del penta stellato Alessandro Di Battista, che ha sollevato il problema del terrorismo e del contrasto alla guerra nel mondo mediorientale. Diciamolo subito, Di Battista non è un esperto delle problematiche mediorientali e quindi le sue analisi risultano comunque molto generiche e poco adatte alle situazioni specifiche che andrebbero visionate con occhio decisamente più critico e attento. Ma quello che ha fatto scatenare il putiferio, alimentato dalla televisione in cerca di notizia considerato il periodo estivo, sono stati i passaggi della dichiarazione del grillino nel sostenere: “dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione”, sottolineando che “per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno”. Lo ammetto, leggendo sui principali periodici di questo paese, ero caduto anche io nella erronea valutazione del discorso del grillino perché si è voluto guardare e considerare tale analisi come applicazione concreta e suprema della violenza. Nel coro trasversale delle condanne, interviene, controcorrente, Marco Pannella, che come sempre aiuta a riflettere e a ragionare. “La posizione di Di Battista è assolutamente opposta a quella che da 48 ore avvelena l’informazione politica” sostiene Pannella, continuando “Di Battista ha detto che il terrorismo è l’unica arma violenta che resta ai ribelli a parte le armi della nonviolenza, che restano le migliori: e questo nessuno lo ha ricordato”. Pannella, lontano storicamente dalle armi della violenza, capovolge il succo raccolto dai mass media del pensiero del grillino soffermandosi proprio sull’importanza data alla nonviolenza, ignorata dall’informazione di regime. Quello di Pannella è un insegnamento anche socialista, un elaborazione pragmatica del pensiero di Giuseppe Faravelli, che dichiarò che sono i mezzi che giustificano i fini e non il fine che giustifica i mezzi, sicché, se i mezzi sono democratici, nonviolenti e liberali, il fine sarà democratico, nonviolento e liberale, se i mezzi sono autoritari e violenti, il fine sarà la violenza e la coercizione. In tale ottica Pannella analizza, secondo la filosofia del dialogo, la dichiarazione di nonviolenza di Di Battista che ha sostenuto, ripetendo: “dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione” e Pannella ribadisce: “tutti ad attaccare Di Battista come se stesse dalla parte dei terroristi. Invece Di Battista vuole che siano elevati al ruolo di interlocutori i ribelli, i disperati che scelgono la violenza perché non hanno un progetto politico”. Karl Popper dichiarò che era impossibile dialogare con chi vuole ucciderti, e io aggiungo, non è impossibile, però, provar a mostrare le armi del diritto e delle libertà, sostenendo e coinvolgendo quelle strutture, organizzazioni e individualità che non entrano appieno nel sistema del fondamentalismo e provando con queste ad intaccare la macchina sia del fondamentalismo che del regime partitocratico che a partire dall’informazione uniformata annienta l’analisi elaborata dei fenomeni sociali. Di Battista ora passi all’azione, concretizzi la nonviolenza, se veramente considera che “le armi della nonviolenza restano le migliori” dica apertamente che è per l’Amnistia per la Repubblica, condannando apertamente lo stato degradante e “terroristico” dello stato italiano condannato sulla giustizia e sulle carceri dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo e dall’Onu. Di Battista batti un colpo, con nonviolenza, basta chiacchiere.

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Commenti all'articolo
  1. Con grande soddisfazione leggo della qerelle sulle dichiarazioni del 5stelle Di Battista da me completamente condivise, e finalmente con un articolato richiamo alle posizioni di Pannella, non capisco se del Direttore o di Domenico Letizia, ma fa lo stesso, finalmente si definiscono TERRORISTI tutti e solo quelli che ostacolano gli interessi, occidentali. In particolare erano terroristi anche i Lupi Grigi Kurdi, dei sodali dell’attentatore del Papa Giovanni Paolo II Ali Agcà, oggi li abbiamo arruolati ed eletti finanziabili, perchè funzionali alla guerra contro i Califfato, come Saddam usato contro l’IRAN, sempre noi esportatori di democrazia, noi bastardi petrolio dipendenti, guerrafondai. Gli altri terroristi, per i ben pensanti a pancia piena, e dalla memoria colta da alhzaimer.

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