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Opinioni e commenti
 

Forza Marco Pannella
Pubblicato il 04-08-2014


L’annuncio viene da Radio Radicale, anche se in casa radicale da giorni girava la voce, Marco Pannella ha due tumori, uno in alto al polmone destro, l’altro al fegato. Pannella parla della sua malattia a Radio Radicale, durante la classica conversazione settimanale della Domenica, questa settimana con Valter Vecellio. Nonostante la malattia e la radioterapia, il leader storico annuncia lo sciopero della sete per richiamare l’attenzione sullo stato della giustizia, delle carceri e della dignità umana nel nostro paese. Pannella parla di politica: «Quel signore (Renzi) ha bisogno del nostro aiuto, delle nostre proposte. Il suo ministro della Giustizia continuava a dimostrare che quelle condanne che vengono fatte ultimative da due decenni al governo italiano in tema di giustizia, questo presidente del Consiglio che vediamo a tutte le ore, in rete, dovunque, anche se fai la pupù, non c’è nemmeno un senso di pudore. Io da ragazzo non vedevo Mussolini con la quantità e presenza del nostro presidente del Consiglio. Quello aveva solo 20mila radioline. La gente che aveva i soldi per ascoltarla erano sì e no decine di migliaia di persone. Tutte le peggiori cose di cui siamo imputati e lui sceglie di essere questo. Niente amnistia, niente indulto».

C’è chi vive di politica e chi vive per la politica con la passione per i diritti umani e Pannella, storicamente, rappresenta uno dei protagonisti della seconda metà del Novecento, odiato e amato per le sue innumerevoli battaglie, ma nessuno che abbia un minimo di consapevolezza storica può non restar colpito dalla immensa forza del leader radicale per l’affermazione dei diritti umani e civili. Ad 85 anni compiuti, con due tumori e uno sciopero della sete in corso, la fiducia per il suo impegno, fiducia che questo paese deve dare in primis a se stesso, può trovare sollecitazione rispondendo positivamente a quella lettera che l’ex leader di Rifondazione Comunista, già Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, indirizzò al Presidente della Repubblica, Napolitano, chiedendo di nominare Marco Pannella Senatore a vita. Un appello che ha suscitato dibattito in passato e continua a farlo nell’attualità e trova numerosi riscontri, da uno storico dirigente comunista come Emanuele Macaluso al leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dal direttore del settimanale cattolico “Tempi”, Luigi Amicone, ad Alessandro Cecchi Paone e via di seguito con Beppe Fioroni, Sandro Gozi, Elisabetta Gardini, Clemente Mastella, Roberta Moretti, una bella fetta del mondo socialista, il costituzionalista Michele Ainis e tantissimi altri protagonisti della politica contemporanea.

Ad 85 anni compiuti sarebbe il premio gradito, non per Marco Pannella, ma per chi ha a cuore la tutela e la valorizzazione dei diritti umani e della nonviolenza poiché come scriveva Eugenio Montale: «Dove il potere nega, in forme palesi, ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Andrei Sacharov e Marco Pannella che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore: il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noi»

Domenico Letizia

 

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Commenti all'articolo
  1. adorato, sbeffeggiato,amato, odiato……..ha tanto dato e tanto ha ancora da dare…in cambio ha sempre chiesto DIRITTI per TUTTI.

    Marco Pannella: senatore a vita….candidato premio nobel per la pace.

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