martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I due tumori di Marco
Pubblicato il 04-08-2014


Ho conosciuto Pannella nell’ormai lontanissimo 1973. Ero un giovane socialista innamorato delle battaglie sui diritti civili che erano sue e del nostro Fortuna. Eravamo alla vigilia del referendum sul divorzio che segnerà la prima vittoria laica dei socialisti e dei radicali. Ricordo che subito dopo iniziammo nella mia città la raccolta delle firme per la legge sulla legalizzazione dell’aborto. Su questa battaglia ci impegnammo in una dura polemica coi comunisti, ancorati alla politica del compromesso dei valori e non soltanto dei programmi.

Marco Panella stava conducendo uno dei suoi plurimi digiuni. Quando lo portammo a pranzo (a Reggio Emilia chi arriva come ospite generalmente ne approfitta) lui ci osservava mangiare, parlava a dirotto e sorseggiava solo un cappuccino. Naturalmente, anche alle luce degli innumerevoli digiuni che poi vorrà affrontare, non ricordo quale fosse l’obiettivo di quella forzata astinenza da cotechino. Ricordo invece che mi impressionarono i suoi occhi spalancati e il suo piacere nel comunicare e anche del dialogare con noi sconosciuti ragazzi di periferia.

Si può dissentire da Marco Pannella, ma non si può non riconoscergli innanzitutto queste due caratteristiche: la sua entusiastica protervia nel condurre la lotta procedendo secondo un calendario fissato da lui e non deciso da altri, e la sua laica, libera, tollerante filosofia del dialogo e del rispetto di tutte le opinioni. Ricordo che a un congresso radicale riversò la sua imbufalita interruzione su una platea che tentava di sovrapporre urla di disapprovazione all’intervento di un avversario politico. Un radicale rispetta e ama anche il suo avversario. Cristianamente gli pone l’altra guancia. Poi continua la sua battaglia. Anche per questo credo di essere stato il primo socialista, dopo Fortuna, a iscriversi anche al Pr.

Chissà, magari se Craxi non fosse diventato segretario del partito e avesse continuato a reggerlo la nebulosa demartiniana, quella mia scelta avrebbe potuto diventare anche più esaustiva. Così ho mantenuto sempre, fino al convegno di Chianciano del 2008, un rapporto con Marco che verso di me ha sempre manifestato simpatia e affetto. Come quando mi chiese di convocare assieme a lui la platea di Chianciano per rilanciare un progetto simil Rosa nel pugno e ne fui gratificato oltremisura, dopo il fallimento della Costituente socialista anche per colpa del mancato apparentamento veltroniano.

Oggi Marco, 84 anni, rivela di essere stato colpito da due tumori. Sempre esagerato, non poteva bastarne uno. Combatterà anche con quelli. E non smetterà i suoi digiuni anche se gli potranno risultare fatali. Ho sempre immaginato che Pannella sognasse una morte sul campo di battaglia. Morire per uno o due tumori è troppo banale. E anche un po’ partitocratico. Lui sfodererà la scimitarra e sfiderà il mondo da vecchio guru di una filosofia purtroppo in Italia fortemente minoritaria. E assieme ai suoi ne inventerà una clamorosa. Ne sono certo. E ci lascerà ancora di stucco. A due tumori oggi, intanto, risponde con due digiuni. Altro che accettare il destino. Uno può anche sceglierlo, nella migliore tradizione libertaria. E soprattutto pannelliana.

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Commenti all'articolo
  1. Io conobbi Marco a Torino nell’autunno del 1972 all’Unione Culturale, in via Cesare Battisti, la tessetra mi costò ben Lit. 2.000, era l’ennesimo congresso radicale con all’ordine del giorno lo scioglimento del partito, Marco era contro, si unirono in quella occasione gli Indiani Metropolitani.
    Restai legato a loro, con doppia tessera ad anni alterni, più convinta sostenitrice sarà mia moglie , partecipò molte alle battaglie radicali ed io da buon marito socialista quando Lei era impegnata io mi seguivo le due figlie e la casa , anche se andava a manifestare davanti alla prefettura di Torino ando titoli poco lusinghieri a Landolfi ministro del nostro partito che volete non c’è democratico migliore di un socialista. Candidano poi mia moglie. alle elezioni del 1983 , votai socialista e mi beccai del traditore.

    Anche con la moglie candidata ,il partito radicale non mi convinceva, , Marco è sia il suo motore e il che freno del partito radicale , sembre capo e senza cariche ma chi non si adegua al suo pensiero viene crocifisso in sala congressuale , per lungo tempo non permetterà al partito di cimentarsi nelle elezioni locali, solo molto dopo dirà si alle regionali, supererà le critiche con continui rilanci , il partito non sarà più nazionale ma transnazionale e con un partito transnazionale che biosgno c’è di occuparsi di beghe comunali ? La tessera sarà a costi proibitivi gli iscritti sempre pochi e si controllano meglio, cosi nascono le varie associazioni e si iscrivono così le associazioni , si fà una solo tessera come associazione ci si presenta a tutte le elezioni che si vuole.
    Facemmo con lui La rosa nel Pugno, una buona scelta , a Torino con Boselli presente gli dissi che ora doveva imparare a cantare l’Internazionale, mi disse di sì , e che era una bella canzone il che mi fece capire che la cosa non sarebbe durata.
    Ora ci annuncia 2 tumori , che Dio ci conservi Marco per altri 80/anni, è una grande persona, un grande leader ma nel panorama politico italiano o c’è Marco o c’è il partito radicale, non c’è il partito radicale , peccato perchè in molte cose socialisti ewradicali avremmo fatto molte belle cose ma dove sono i Mellini , gli Spadaccia e i tanti radicali di valore ? Spariti
    come sparito è il partito anche più di noi , è una grande perdita.
    Questo è quello che non perdono a Marco per per il resto a lui il tutto il mio augurio di buona guarigione nella speranza lui ci resti con noi ancora tantissimi anni.
    Maurizio Molinari
    Psi – Consigliere Nazionel off.molinari@libero.it

  2. Forza Marco!
    In questi momenti aumenta la delusione x la triste fine della RnP..chissà cosa sarebbe successo se le distanze tra lo SDI , i Radicali e una buona parte del “socialismo c.d. diffuso” si fossero accorciate invece di arrivare al brutto epilogo di quella bella storia

  3. Marco un grande combattente, sempre dalla parte dei più deboli, in testa in tutte le battaglie per i diritti civili, un grande libertario rispettoso delle idee altrui, Marco rappresenta una parte importante di una società veramente democratica. Auguri Marco.

  4. La notizia mi sconcerta e spero non voglia suicidarsi con il digiuno. Il Partito Radicale è quasi scomparso e se lui muore scompare perché pur essendoci personalità famose ora occorre tutta la forza per affrontare il momento critico.Pannella occorre cambiare anche metodo per comunicare con l’elettorato, non digiuni ma feste con musica e dibattiti. L’idea non è nuova ma gli italiani amano la musica.

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