giovedì, 17 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il decretone Salva Italia
Pubblicato il 17-08-2014


Non c’è più tempo da perdere. È inutile minimizzare. Secondo i calcoli del duo Giavazzi-Alesina (che non sono l’Oracolo di Delfi, ma due autorevoli economisti) esiste un caso Italia nella crisi europea. L’Italia è infatti il paese che ha perso più punti di Pil dal 2008. Ben otto, contro i sette della Spagna, mentre la Francia ha perso nulla e la Germania è salita di quattro. Non può reggere una nazione col 43 per cento di disoccupazione giovanile e un debito salito al 133 per cento del Pil. Bisogna muoversi subito con gli strumenti legislativi a disposizione, altrimenti anche il terzo trimestre del 2014 sarà negativo e il debito salirà ancora a causa della recessione.

Se il governo predispone disegni di legge di settore ci vorranno minimo due, tre mesi per approvarli. Dovranno iniziare i lavori in commissione, poi si passerà all’Aula per l’approvazione degli emendamenti e poi sarà la volta del Senato per analogo rito. Se il Senato approverà modifiche si tornerà alla Camera mentre si consumeranno altri dati negativi sull’economia e l’occupazione. L’unica via è agire per decreti, che sono immediatamente esecutivi, e per fiducia ai fini di convertirli in legge entro il limite fissato. Si dirà che non è il metodo più democratico. Il decreto deve contenere i presupposti di necessità e di urgenza.

Ma non c’è niente di più necessario e urgente di un decretone “Salva Italia”. Non c’è niente di più giusto di un intervento immediato per l’emergenza economica e sociale del nostro paese. Certo si tratterebbe di un provvedimento con dispositivi plurimi. Ma cos’erano i decreti Bersani, le cosiddette lenzuolate che contenevano un po’ di tutto? Un decretone che contenga normative nuove sull’economia, sul lavoro, sul fisco, sulla giustizia. Vedo che il 29 agosto il governo pensa a una misura analoga per giustizia, appalti e scuola. Bene, ma non basta.

Quel che occorre è intervenire subito, rinviando poi a leggi di settore più organiche, sul mercato del lavoro, con l’introduzione del contratto unico a tutele crescenti, aggirando così il totem dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che se abrogato sic et simpliciter produrrebbe la solita furia iconoclasta della Cgil, magari valutando gli effetti sull’occupazione dopo un anno, una misura seria di prelievo ai fini di giustizia delle pensioni e degli stipendi più alti, valutando anche l’ipotesi di quel prelievo percentuale che il governo Amato fu costretto a fare nel 1992 sui depositi bancari (la chiamassero pure patrimoniale), anche se un intervento occasionale e non strutturale mi lascia perplesso, la diminuzione di un minimo di due punti della pressione fiscale sul lavoro e le imprese, il divieto assoluto dello sciopero nei servizi laddove esista la possibilità di creare un danno ai cittadini (mi dispiace ma i lavoratori di un aeroporto e i bagnini di una spiaggia non possono allontanare dall’Italia il turismo straniero), la velocizzazione della giustizia civile, e altre norme ben conosciute nel settore.

Capisco tutte le obiezioni. La prima è che un provvedimento simile potrebbe essere bloccato dal presidente della Repubblica. Ma se la sentirebbe Napolitano, dopo gli elogi a Renzi e la sua spinta a fare cose, di impedire che velocemente si possa intervenire per tentare di bloccare la crisi italiana? La seconda è che ogni materia singola merita adeguate consultazioni, o addirittura concertazioni. Non è il tempo. Non c’è settore toccato che non troverebbe ostacoli se non impedimenti. La corporativizzazione dell’Italia produce solo conservazione di privilegi. È ora di capire che bisogna invece incidere sui privilegi col bisturi, per risolvere il caso Italia. Con una visione d’insieme che è il contrario dell’esclusiva visione di settore. Se i professori universitari, i magistrati, i manager pubblici, perfino i più alti stipendiati della Camera, continuano a difendere loro stessi, sappiano che lo fanno contro gli interessi della collettività. La terza è che probabilmente un decretone simile porterebbe l’Italia a sforare il tre per cento. Ma i burocrati europei se la sentirebbero di bloccare un atto clamoroso che alla fine produrrebbe una forte diminuzione del debito e una crescita effettiva? Provassero…

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Commenti all'articolo
  1. Ho sentito da un’intervista di Poletti che si ritoccheranno le pensioni più alte. Secondo te, Direttore, quali sono le pensioni più alte? Secondo Gutgeld, che è il vero ministro per l’economia, quelle sopra i 3000-3500 euro lordi. Buonasera e tanti saluti al ceto medio…

  2. Sugli stipendiati della Camera Enrico Buemi ha criticato la remora del Legislatore di intervenire direttamente “col risultato, per inciso, del
    degradante spettacolo di decisioni assunte a livello interno sotto i fischi e
    le contestazioni dei dipendenti; sono convinto che – invece – costoro
    avrebbero rispettosamente adempiuto ad una norma di legge, pubblicata in
    Gazzetta Ufficiale” (Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 302 del 07/08/2014). È giunto il momento di metterli alla prova.

  3. Questo articolo fa capire chiaramente che presto gli italiani restituiranno i famosi 80 euro con gli interessi. Così la propaganda di Renzi e del suo indecente PD sarà sbugiardata e, insieme a lui, cadranno tutti coloro che lo hanno sostenuto, compreso il nostro compagno Nencini. Sull’articolo 18 evito persino di commentare… come al solito si vuol far pagare il conto ai lavoratori, mentre questo disastro è stato fatto dai politici e dagli evasori fiscali, compresi i tanti imprenditori che si spacciano per salvatori della Patria.

  4. Vedo che la mitologia è entrata anche in casa nostra. Il problema non è difendere simboli del passato, ma tutelare al meglio i lavoratori oggi. Anzi, innanzitutto i disoccupati oggi. Bisogna immaginare dunque come creare lavoro. Non blindarlo solo per chi ce l’ha già. Per i giovani, uno su due senza lavoro e futuro. Se continuiamo a guardare al presente cogli occhi del passato finiamo in un burrone. L’articolo 18 tutela solo i lavoratori nelle aziende superiori ai 15 dipendenti. In Italia le piccole aziende sono il 95 per cento del totale. I lavoratori oggi non a tempo determinato e che non hanno alcuna tutela dall’articolo 18 sono una parte ingente. Vogliamo pensare a qualche forma di tutela per tutti che sia magari a tempo variabile. Cos’è un reato?

  5. Infatti bisognerebbe estendere l’articolo 18 anche alle imprese che hanno meno di 15 dipendenti. il divieto di licenziamento senza giusta causa è una norma di civiltà. Ovviamente anche le difficoltà economiche dell’azienda debbono considerarsi giusta causa e, in tal senso, lo Stato dovrebbe sostenere economicamente chiunque perde il lavoro per cause non ascrivibili alla sua condotta. In aggiunta, il lavoratore che percepisce l’indennità di disoccupazione dovrebbe rendersi disponibile anche a spostarsi entro un certo raggio dal comune di residenza, in caso di proposta di lavoro, pena la decadenza immediata del diritto al sussidio.La mobilità andrebbe però incentivata anche attraverso opportune norme di calmieramento degli affitti e, magari, mettendo a disposizione dei lavoratori gli alloggi residenziali pubblici, invece di regalarli ai potenti di turno.
    Nessuna mitologia, compagno direttore. La mitologia è propria di chi insegue ricette liberiste, che hanno palesemente fallito, che pretendono di additare l’ulteriore precarizzazione del lavoro quale soluzione della crisi economica. Buone vacanze.

  6. Sono contrario ai decreti non per un problema di democrazia ma di funzionalità. Nella maggioranza dei casi debbono essere modificati e prorogati e, spesso, alla conclusione dell’iter sono molto differenti o inconcludenti.
    Non ho letto tutto il decreto salva italia, ma se come sembra, non tocca i magistrari e le alte burocrazie anche Napolitano lo farà passare e forse anche la Corte Costituzionale.

  7. Ok Direttore un’altro dito nella piaga…
    Ora ci siamo con le analisi critica e proposta sei un grande hai colto nel segno anche stavolta…
    Queste sono cose di sinistra e sono cose grandi da riformista…
    Primo punto dei SOCIALISTI e’ sempre stato la tutela dei piu’ deboli!!!
    Qualcuno si e’ dimenticato…
    A pancia piena si sta’ bene… ma quando si mangia troppo in particolare ai matusa puo’ venire l’infarto…
    Cosa che hai giovani disoccupati agli esodati ed hai pensionati con la minima non rischiano vero?
    Allora caro Direttore hai intrapreso la strada giusta…
    Grazie……..

  8. Il commento di Moreno non manca di logica, neppure nelle conclusioni “Buonasera e tanti saluti al ceto medio…”

    Quando il legislatore ipotizza di intervenire sui redditi più alti o sulle pensioni più alte trova sempre condivisione tra coloro che ritengono di essere al di sotto della soglia, senza pensare che il concetto di “più alto” è piuttosto astratto, e una volta sposato un tale principio l’asticella potrà essere ulteriormente abbassata (per così dire a piacimento, non essendovi una regola in proposito) e le schiere dei sostenitori potrebbero poi assottigliarsi.

    Credo in ogni caso che non sia da spirito liberal-riformista andare in questa direzione, che non sappiamo dove possa portarci, anche perché gli introiti e ricavi di molti tra noi sono sovente il frutto di impegno, professionalità, responsabilità… (nel lavoro che si svolge o in quello che si è svolto) e pure di quell’intraprendenza e operosità che non va scoraggiata perché può creare lavoro anche per altri, vale a dire ciò di cui oggi avremmo molto bisogno.

  9. Non mi sembra corretto far pagare a chi ha pochi risparmi con una ulteriore patrimoniale la donazione di 80 euro ( in cambio di voto? . Penso tu sia a conoscenza che vi è già una patrimoniale sui fondi, azioni etc..etc. per un ammontare circa del 34%. Si deve dire chiaro che i Governi in 20 anni hanno derubato praticamente gli italiani ed adesso sarebbe il colmo se pretendessero di toccare ulteriormente un bene già supertassato. Stiamo attenti a non dire corbellerie e parlare di prelievi con facilitò come se al momento non ci fossero prelievi patrimoniali sui risparmi di una vita di lavoro.

  10. tutti con contratti a tempo determinato e tutti vincolati dall’articolo 18. Gli chiedo se non vive in un altro mondo. E quando mai PSI ha sostenuto siffatta assurda posizione. Nemmeno Bertinotti la fece sua. Ci vuole un briciolo di buonsenso. Non si può difendere il PSI di Craxi e poi sposare le posizioni della sinistra FIOM.

  11. Proprio oggi, anche un noto giornalista economico ha usato parole affatto tenere e benevole verso l’idea di un prelievo sulle pensioni elevate, o più alte che dir si voglia, nell’ambito delle cosiddette misure “anticrisi”, prelievo che con termine un po’ più edulcorato viene definito contributo di solidarietà.

    Del resto, anche chi non è un esperto di economia fatica ad immaginare come una tale “decurtazione” potrebbe incidere su un contesto dai numeri tanto alti, per qualcuno iperbolici, quanto a debito pubblico, pressione fiscale, salita al 44% rispetto al 35% del 1986, se non erro l’anno della staffetta tra i due governi Craxi, centri di spesa della pubblica amministrazione, società partecipate degli Enti Locali, le quali sarebbero ancora attestate sull’ordine delle diecimila unità (stando sempre a dati e notizie di stampa).

    A meno che i favorevoli a questo tipo di prelievo non lo intendano come un segnale di “inimicizia” verso la “ricchezza”, atteso che si parla giustappunto di “pensioni d’oro”, così da guadagnarsi la simpatia di una parte dell’’elettorato, ma si tratterebbe allora di una questione politica, e dobbiamo dunque aspettarci che ciascun partito prenda una posizione al riguardo secondo il rispettivo “credo politico”, ossia la propria visione del modello di società cui aspirare.
    .
    Paolo B. 19 agosto 2014

  12. Egregio Direttore, articolo puntuale e serio che delinea chiaramente la situazione e fa intravedere le tragiche e pesanti conseguenze ma, c’è sempre un ma, i Socialisti quella piccolissima pattuglia tale che potrebbe essere considerata la rappresentanza del “diritto di tribuna” e che tribuna non fanno; gli Italiani hanno bisogno di un granCompagno!!!!

  13. A me sembra che si navighi nel buio e inizia a prevalere la paura,
    la quale non è buona consigliera.
    Giovazzi, Alesina e altri fior di economisti fanno delle belle analisi che possono essere condivise, ma lasciano il tempo che trovano.
    Un buon medico, prima di prescrivere la cura individua il male e la natura del male stesso,il male più grave a mio avviso è il debito pubblico e il suo continuo aumento.
    La prima cosa da fare è quanto meno bloccare la sua crescita, poi ci saranno i provvedimenti per far ripartire l’economia e altro, per farlo diminuire.
    Renzi, ha iniziato più a chiacchiere che con i fatti, ha tagliare qualche privilegio. Ha diminuito i super stipendi,faccia una volta per tutte il taglio alle super pensioni e non abbia paura di scontentare qualcuno, l’opinione pubblica sarà dalla sua parte.
    Bisogna certamente fare in fretta.

  14. Chiedo scusa se mi intrometto…
    Ma a mio parere il Direttore propone argomenti molto interessanti!!!
    Allora e’ chiaro che ognuno di noi propone la sua terapia o espone la sua idea…che e’ fondamentale nel dibattito nel nostro partito e’ sempre stato cosi’…
    Ma tale deve rimanere nel rispetto reciproco !
    Gli argomenti sono tanti complessi e a mio parere Mauro sa fare bene il suo mestiere…
    L’importante e agire e creare dibattito ben vengano anche opinioni diverse che sono sempre molto importanti anche per la conoscenza…
    Allora AVANTI uniti anche con opinioni diverse…

  15. Mi permetto di correggere: io vorrei tutti contratti a tempo INdeterminato tutelati dall’articolo 18. Compagno direttore, in passato sono stato da te rimproverato per i toni accesi, devo dire che quelli che tu stai usando nei miei confronti non sono proprio pacati. In che mondo vivo? In Italia, dove da tempo i lavoratori non godono più delle tutele da parte di chi dovrebbe farlo, incluso il nostro partito che, più che PSI (Partito Socialista Italiano), di questo passo farebbe meglio a chiamarsi PCI (Partito della Confindustria Italiana).

  16. Se serve ridurre le pensioni più alte , si verifichi se l’assegno é stato calcolato con il sistema retributivo, cosa molto probabile.
    Si faccia poi il calcolo della pensione con il sistema contributivo.
    Se il calcolo fatto con il contributivo assegna una pensione anche altissima, credo che il pensionato abbia tutto il diritto d ricevere quanto gli spetta. Se invece , come probabile, le maxi pensioni sono calcolate col sistema retributivo, queste si potrebbero ridurre senza troppe remore (mai sotto quanto spetterebbe con il contributivo) fino ad un livello da stabilire. L’asticella si posizionerà certamente sopra il livello della pensione attesa da coloro che dovranno decidere.

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