sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Fantasma di via Arenula
cinquant’anni dopo
Pubblicato il 22-08-2014


togliatti_cominternIeri, 21 agosto, ricorreva l’anniversario della scomparsa di Palmiro Togliatti padre padrone del Pci, che morì improvvisamente mentre trascorreva le vacanze nella sua amata Yalta nell’estate di cinquant’anni fa. A Roma, al Cimitero del Verano, dove riposa, si è svolta una malinconica commemorazione con una pattuglia di nostalgici trinariciuti guidata dall’immarcescibile Ugo Sposetti, l’ultimo giapponese, a cui hanno partecipato il papà di Sabrina Ferilli da Fiano Romano con un manipolo di vecchi irriducibili comunisti duri e puri ed Emanuele Macaluso (!) che, per giustificare una presenza poco coerente con i sermoni sul riformismo a cui si è convertito che da anni propina alla sinistra con risultati non eccelsi, ha affermato, ricordando la svolta di Salerno, che con Nenni e De Gasperi ,Togliatti fu uno dei padri della repubblica.

Vero che la svolta di Salerno fu importante ma, decontestualizzandola, Macaluso ha omesso di ricordare il Togliatti precedente e quello successivo. Dall’abbandono (eufemismo) di Gramsci al proprio destino nelle carceri fasciste, al ruolo che rivestì negli anni 30, risiedendo nel sinistro Hotel Lux di Mosca, quale membro del Politburo del Comintern (foto), nelle purghe che il sanguinario sinedrio di Stalin di cui Il Migliore era componente autorevole, ordiva quotidianamente contro gli stessi comunisti, sovietici ed esuli di altri paesi (italiani compresi) che, a milioni furono spediti nei gulag o sbrigativamente, dopo i processi farsa, liquidati nei sotterranei della Lubianka.

E ancora: il ruolo che il compagno Ercoli svolse, nella veste di commissario politico del Comintern, durante la guerra di Spagna in cui i comunisti, sotto la sua luminosa guida si preoccuparono, piuttosto che di combattere i falangisti sostenuti dall’Italia fascista, di dare la caccia agli anarchici o ai trotzkisti del Poum. Infine, l’ipocrita posizione assunta dall’ On. Palmiro Togliatti, segretario generale del Pci, dopo la divulgazione in occidente del rapporto Krusciov al XX Congresso del Pcus in cui furono denunciati al mondo comunista il culto della personalità e soprattutto i crimini del dittatore georgiano (di cui peraltro entrambi furono complici) a cui seguì il sostegno politico che il Pci offrì all’invasione del 1956 dell’Ungheria con la striscia di sangue e le feroci repressioni che ne derivarono.

Giova ricordare che, durante il ventennio fascista e fino alla caduta di Mussolini, mentre lo zelante stalinista Togliatti se ne stava a Mosca collaborando attivamente  con sinistri figuri come Vishinsky, Dimitrov, Ezov e Beria, Pietro Nenni, e con lui molti antifascisti non comunisti, campava di stenti, braccato dall’Ovra nel sud della Francia e i fratelli Rosselli furono accoppati, sempre in terra transalpina, da sicari fascisti.

E magari vale anche ricordare che la figlia del leader socialista Vittoria morì internata ad  Auschwitz nel 1943. La vita e le malefatte di Togliatti sono state ampiamente documentate da storici di chiara fama e fa davvero specie che, in questa estate in cui sembrano farla da padroni i ripetenti di terza liceo, vi sia ancora qualcuno che, associando il leader comunista a De Gasperi e a Nenni, ne tessa l’elogio post mortem.

In particolare che si eserciti in codesta maldestra rivisitazione storico-politica il quarantacinquenne Guardasigilli Andrea Orlando che, al pari di un suo non rimpianto predecessore (Oliviero Diliberto), risiedendo pro tempore nella stanza che Togliatti occupò nei primi governi repubblicani a Via Arenula, sede del ministero,  sembra essere stato colpito dalla sindrome del Migliore e abbia avvertito il bisogno di recarsi a rendere omaggio al defunto, definito, pure con le “contraddizioni” (sic!)della sua biografia “una figura decisiva nell’edificazione della nostra democrazia”.

Andrea Orlando sarà una delle personalità che parteciperanno alla festa nazionale del Psi in programma a Marina di Carrara dall’11 al 14 settembre. Sarà forse il caso che qualcuno, con il dovuto garbo pari alla fermezza che contraddistinguono i socialisti,  lo interroghi e approfondisca il senso di tali affermazioni che suonano, quantomeno, molto ma molto intempestive.

Emanuele Pecheux

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Commenti all'articolo
  1. Lasciate che ognuno commemori i propri morti, senza cogliere l’occasione per giudizi sulle persone, che appaiono fuori circostanza; Macaluso merita tutto il rispetto, e qualche socialista sembra essere diventato l’ascaro di Renzi.

  2. Se invece del pragmatico Palmiro Togliatti fosse arrivato un capo comunista di fede gramsciana, l’Italia sarebbe stata inglobata nell’area sovietica, oppure spaccata in due come la Germania. Invece il lavoro di mediazione di Togliatti garantì Stalin che non pretese il castigo. Inoltre concesse l’amnistia ai fascisti e disarmò i partigiani evitando la guerra civile. Vi pare poco?1

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