venerdì, 18 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il femminismo anti femminista
Pubblicato il 12-08-2014


Penso. Finalmente molte donne in politica. Ormai la metà. La metà nel governo, nelle giunte comunali, ormai anche in quella regionali. Vedo che anche in molti altri paesi é così. Leggo, per stare alle nomine recenti, di Amal Alamuddin, fidanzata dell’attore George Clooney, nominata all’Onu con un prestigioso incarico sui diritti umani, di Axelle Lemaire, segretario di stato per l’economia digitale del governo francese, di Audrey Azoulay, consigliera del presidente Hollande. Giovani, colte, molto belle. Come in Italia Maria Elena Boschi, Mariana Madia, Deborah Serracchiani. Mi sono chiesto quanto conti nella selezione dei quadri femminili il corpo. Per Berlusconi, è noto, moltissimo. La Carfagna, che indubbiamente è anche piuttosto brava, la Minetti, ora la Maria Rosaria Rossi, sarebbero arrivate con un aspetto diverso? E la sinistra, che ha ormai attinto molto da Berlusconi, sulle riforme istituzionali, quanto ha attinto su questo piano? Mi vengono spontanee due domande. Tina Anselmi oggi avrebbe potuto fare il ministro? E ancora, questo modo di selezionare il personale politico, ma solo quello femminile, anche o sopratutto in base all’aspetto, non è radicalmente antifemminista?

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Come hai affermato chiaramente tu Mauro. Purtroppo, più che l’essere, è l’apparie che conta. E non solo per chi li propone!
    Ma è quello che probabilmente vuole il popolino dei gossip, al quale questa classe politica risponde a piene mani.
    Inutile illuderci: non è solo l’Italia che ha assunto questa politica, ma praticamente tutto l’occidente. Nentre orde islamiche impazzite violentano, o sepolgono vive giovani vite.
    Ma di ciò una sinistra, alla quale secondo Gramsci, il fine giustifica i mezzi. di questi misfatti non sa che farsene. E’ il potere che interessa!

  2. Direttore, l’aspetto fisico conta anche per i “maschietti”, almeno da quando la TV ha preso il posto dei comizi e delle sezioni o dei NAS. Del resto, dopo 70 anni di “trattamento socio-politico” da parte degli USA, ormai anche noi europei siamo normalizzati secondo le regole USA (secondo te, a Blair ha fatto comodo il bell’aspetto, o no?).

  3. Caro Direttore siamo a ferragosto e un po’ di gossip ci vuole vero!!!
    Su questo profilo io credo che sia una cavolata…
    E’ piuttosto vero che oggi ci sono donne con le palle e sono tante ormai piu’ degli uomini…
    Percio’ ben venga l’impegno politico femminile a tutto campo.
    Le cose andrebbero meglio!
    Quindi care ragazze, donne, o pensionate fatevi AVANTI ce’ un grande spazio per voi oggi ed in futuro…

  4. Tina Anselmi si, avrebbe potuto fare il ministro anche con questi canoni, perché aveva il requisito del fascino: il penetrante fascino della saggezza, della serietà, della responsabilità femminile.
    La Bindi no, lei ha il purtroppo diffuso femminile requisito dell’astiosità, come la Finocchiaro o la Santaché o anche la Serracchiani che, peraltro, non classificherei fra le belle.

Lascia un commento