sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

ISRAELE TORNA A CASA, I MORTI NO
Pubblicato il 05-08-2014


ISRAELE-1Dopo la tregua cosiddetta umanitaria di 72 ore, che pure non è stata esente da attentati (i due di Gerusalemme) e di morti (una bimba palestinese di quattro anni), Israele ha iniziato il ritiro di tutte sue truppe da Gaza. Tornano a casa i militari israeliani (si parla di una cinquantina di vittime, contro quasi duemila palestinesi). Ma la soluzione del conflitto appare ancora lontana.

In particolare sono emerse le dure critiche rivolte ad Israele da parte dell’amministrazione americana con particolare riferimento alle bombe lanciate su abitazioni e scuole che hanno provocato vittime innocenti e feriti. Il segretario di Stato Kerry ha avuto modo di lanciare un pesante monito alla supposta dimensione “chirurgica” dei bombardamenti.

Anche la misteriosa vicenda di un rapimento, mai esistito, di un soldato israeliano, che poi si è appreso essere morto in battaglia, e sulla liberazione del quale aveva lanciato un appello anche il presidente del Consiglio italiano Renzi, non ha certo facilitato la ripresa di una buon rapporto tra Usa e governo Netanyahu. La parola ora spetta al supposto negoziato in mano al governo egiziano. Dall’ennesima tragedia si deve passare alla ripresa del dialogo e della trattativa. Difficile, dopo essersi sparato addosso missili e bombe.

Difficile soprattuto per la perdurante esistenza di una sorta di governo territoriale di Hamas su Gaza ove l’autorità palestinese non riesce ad esercitare alcuna influenza. Anzi è noto che lo stesso Abu Mazen non può recarsi a Gaza pena il fondato rischio di attentati alla sua persona. Dopo la elezioni vinte sulla struscia di Gaza, ma si sono tenute su tutto il territorio ove gli accordi di Oslo avevano stabilito l’esistenza di un esercizio di governo autonomo dei palestinesi e dunque anche in Cisgiordania, ove invece la maggioranza era andata all’Olp, Hamas ha prima rifiutato un governo di unità nazionale, poi ha scatenato una vera e propria guerriglia contro gli uomini di Abu Mazen, e adesso pare ancora poco propensa a mediazioni. Anche il governo di Netanyahu si è rifiutato di procedere ad una trattativa fino al completamento di quelle che ha chiamato “operazioni”.

Adesso che pare che le suddette operazioni sono state ultimate con la distruzione di tutti i tunnel che da Gaza conducevano in Israele e quella della rampe di lancio dei missili, tutto potrebbe cambiare. La differenza rispetto all’inizio delle ostilità è che I soldati israeliani sono tornati a casa, i troppi morti invece no.

Mauro Del Bue

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