domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Le ragioni e i torti in Palestina
Pubblicato il 02-08-2014


Israele ha ragione quando sostiene di essere stata attaccata coi missili, migliaia di missili dalla striscia di Gaza lanciati da Hamas. Ma i palestinesi hanno ragione quando sostengono che Israele ha risposto con bombardamenti che hanno coinvolto e ucciso migliaia di civili. Israele ha forse ragione quando sostiene che Hamas mette i civili vicino alla rampe da dove partono i missili e cerca lei stessa la strage. I palestinesi hanno ragione quando sostengono che la loro lotta per uno stato autonomo e indipendente è giusta. Israele ha ragione a ricordare gli accordi di Oslo che hanno lasciato Gaza e Cisgiordania ad un’amministrazione palestinese autonoma. I palestinesi hanno ragione quando sostengono che non solo non sono venuti meno gli insediamenti israeliani, ma che la vigilanza e il controllo sui territori è ancora sotto l’egida di Israele. Israele ha ragione quando afferma che Hamas è un’organizzazione che intende distruggere lo stato israeliano, usando tutti i mezzi. I palestinesi hanno ragione quando dichiarano che la Striscia è un piccolo territorio di dieci chilometri di ampiezza e poco più di quaranta di lunghezza dove vivono sotto uno spietato embargo più di un milione e mezzo di palestinesi ammassati. Se entrambi hanno ragione, perché gli uni non le riconoscono agli altri? E in particolare perché l’Olp non ha accettato le proposte di Israele a Camp David nel 2000, che avrebbero potuto mettere fine al conflitto, con una soluzione che non ha avuto mai eguali precedenti per quanto riguarda l’ampiezza dei territori accordati, 95-97 per cento di Cisgiordania e Gaza, con collegamento, la questione di Gerusalemme (con Gerusalemme Est come capitale del nuovo stato), il ritiro di tutte le colonie, fermo restando che Israele non avrebbe potuto mai accettare il ritorno di tutti i palestinesi in Israele? Questa è una risposta che mi manca…

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Commenti all'articolo
  1. Non e’ una questione fra Israele ed Hamas.
    Questi sono solo i primi episodi di un famoso Complotto.
    La cospira non e’ una teoria e grazie ai media tutto sembra andare liscio per alcuni.

    Gaza sara’ prima occupata per poi diventare parte del piu’ Grande Stato di Israele.

    11 Settembre (attacco “false flag” pianificato dai Bush)
    7/7 “false flag” a Londra (Blair sigilla il Patto con Bush)
    La Guerra in Iraq
    La prossima espansione del territorio di Israele.
    Il futuro collasso Mondiale del sistema finanziario
    Tutti questi non sono singoli avvenimenti ma invece parte del Piano Sionista

    Senza precedenti nella storia, questa crisi mondiale e’ stata provocata tramite un evento di terrore (l’11 Settembre) pianificato da un presidente Americano, George Bush, in combutta con i servizi segreti Israeliani. Questo evento fu’ pianificato per destabilizzare l’equilibrio in ogni Paese e dare l’inizio ad una catena di eventi quasi inevitabili, tutti questi parte dello stesso Piano.

    Con Jeb Bush, futuro presidente USA, vedremo che da simultanee rivolte sobillate in tanti Paesi Arabi l’unico a trarne beneficio sara’ infine lo Stato di Israele con l’espansione del proprio territorio
    mentre
    in Europa e negli USA, le risorse finanziarie “come magia” spariranno attraverso bailouts, tagli fiscali ed elaborate manovre di emergenza che saranno legiferate solo per apparire di beneficio a quei Paesi ma invece disegnate apposta per il loro collasso (eccetto l’Inghilterra che spingera’ l’Europa oltre il precipizio)

    La vecchia economia arrivera’ all’ultima fermata
    L’Internet avra’ invece la spina staccata.

    Dalla grande poverta’ arrivera’ il caos e l’anarchia mentre l’ingovernabilita’ preparera’ il palco per una Tirannia Mondiale

    Sara’ proprio durante il caos che si innalzera’ una voce con la pretesa di sistemare tutto e tutti.
    Nel momento in cui l’Umanita’ sara’ piu’ vulnerabile e confusa, agenti al soldo del Nuovo Ordine del Mondo prenderanno il comando in ogni Paese promettendo “mari e monti” o rubando quel commando con elezioni falsate.
    In ultimo saranno tutti dittatori, uno per ogni Paese, al tempo stesso servitori di un “popolo scelto”.

    La sola alternativa proviena dalla certezza di questa chiara Direzione.
    Una volta che le rivoluzioni saranno avvenute ovunque nel Mondo queste dovranno essere presto coordinate.

    Referendum mondiali in onda dal vivo trasmessi simultaneamente su grandi schermi nelle piazze di ogni Paese potranno rispondere a precise domande per decidere che tipo di Democrazia esistera’ in una nuova Umanita’.
    Quello potra’ esser l’inizio di una nuova forma di governo: il Comutalismo.

    Per poter opporsi al complotto Sionista ci sara’ bisogno di un singolo Fronte (e non tanti frammentati) coordinato fra i vari Paesi prima di essere messo in opera con strategico tempismo.

    Il Conflitto dovrebbe essere definito sin dall’inizio soltanto pro o contro l’Uguaglianza. Non un Paese contro un altro. Non blocco Occidentale contro Orientale. Niente del genere. Solo pro o contro l’Uguaglianza.

    La battaglia da vincere e’ alle radici.

  2. spietato embargo ??? vigilanza e controllo di gaza da parte degli israeliani??? ma se in due o tre anni hamas ha acquistato migliaia di missili da iran e sicuramente da altri (egitto di Morsi,libano di hezbollah ecc ecc), piu l’addestramento, piu’ le rampe di lancio,i radar, sistemi di puntamento, piu le armi convenzionali, piu le munizioni, e poi ha avuto modo di perforare e consolidare il terreno per far i tunnel e parliamo di spietato embargo e vigilanza sui territori ???. ma ora do la mia risposta: hamas, fratelli musulmani, califfato di baghdad,brigate libiche ecc ecc stanno facendo una guerra santa contro l’occidente, di cui lo stato di israele fa parte e sfortunatamente per lui si trova in prima linea. a questi integralisti dei palestinesi gli interessa poco. prima la bandiera dell’islam…. e stanno destabilizzando anche l’europa con l’invio di 80000 desperados africanos l’anno ( di cui non glie ne frega niente) ,finanziando e agevolando la loro partenza dalle coste libiche ((e noi ”buonisti” che li andiamo a prendere),desperados che stanno diventando sempre piu aggressivi sia a reggio che in tutto il paese (leggiamo sui giornali)……

  3. Speravo che il Direttore osasse di più. A cominciare dal necessario preambolo che Israele é uno stato retto dalle regole della democrazia e la regione di Gaza è un territorio per scorrerie di disperati che vogliono la fine dello stato ebraico e che per questo quotidianamente hanno lavorato in questi anni.Come dimostrano gli infiniti cunicoli creati per sterminare gli israeliani confinanti. In questa loro azione i ribelli di Gaza non hanno alcuna guida di riferimento, neppure Hamas che in più di un’occasione è parso prendere le distanze dai miliziani. E che solo Qatar e Turchia lo appoggiano militarmente e diplomaticamente (guardati con interesse e per interesse da Obama), ma non Egitto e Arabia Saudita che vorrebbero la fine della “guerriglia continua” e che per questo hanno criticato le diverse rotture della tregua da loro poste in atto

  4. Apprezzo molto questo articolo, cher contiene molte verità , ma vorrei ricordare che la striscia di Gaza (a differenza della Cisgiordania) é completamente libera da ogni isediamento israeliano da 2005, quando Sharon decise di andarsene e fece sloggiare con la forza gli insediamenti dei coloni : i Palestinesi avrebbero potuto e dovuto iniziare da lì la costruzione , in nuce, di uno Stato palestinese democratico e senza guerre : invece si scatenò una guerra civile tra Hamas e ANP : é il caso di ricordare che da allora Abu Mazen non può mettere piede a Gaza, altrimenti sarebbe ammazzato da Hamas come ammazzati sono stati centinaia di militanti di ANP : e in questo Israele non ha alcuna responsabilità.
    Certo: ne ha molte altre , ma se non si parte dall’accettazione da parte dei palestinesi del diritto di Israele all’esistenza nella sicurezza non si arriverà a nessuna pace.
    Quado si parla della questione Israelo-Palestinese/araba la prima – e più importante – cosa da fare cosa da fare é guardare la carina geografica.

  5. Quando Papa Francesco ricevette Peres e Abu Mazen per la preghiera per la pace, che fece Hamas? Rapì ed uccise i tre ragazzi israeliani. Non lo fece per “cattiveria”, no, lo fece per dichiarare guerra a al Fatah, che vuole la pace con Israele, mentre Hamas, integralista islamica, vuole la guerra e la distruzione di Israele. E’ una lotta fra palestinesi, per la supremazia. La morte dei civili fa parte del piano di Hamas. Paradossalmente, Israele non sarebbe dovuta intervenire.
    Ma ciò è impossibile nella situazione data. Ne ha approfittato per smantellare i “tunnel” di Hamas e per ristabilire i rapporti di forza. Certo Israele ha bombardato; credete che avrebbe potuto intervenire via terra combattendo casa per casa? siete folli, sarebbe stato un disastro. No, hanno bombardato, preavvisando le popolazioni di andarsene. Brutto, certo, ma se si legge che nei sottoscala di strutture ONU c’erano stipati i razzi che Hamas manda contro Israele, c’è da pensare che l’aiuto umanitario ha mutato fini.

  6. Lo dicevo già agli inizi della vicenda: i capi Palistinesi non vogliono creare uno stato palestinese, voglio continuare a tenere in scacco tutto l’occidente con il ricatto di un popolo flagellato,spinto via dalle sue terre. Giova forse ricordare che gran parte dei territori della “palestina” non erano della palestina ma della Giordiania e della Siria. perchè a suo tempo, prima che gli israeliani, in conseguenza del contrattacco dopo le aggressioni subite, occupassero questi territori, perché i palestinesi non si erano rivoltati contro Siria e Giordania?

    Ci sono cento motivi per dare ragione ai Palestinesi ma ve ne uno solo per dare loro torto: non vogliono la pace e non sanno mantenere fede ai patti concordati.

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