sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’imprevidente previdenza di Poletti
Pubblicato il 20-08-2014


Tutto può essere. Se Fioroni propone di dedicare a De Gasperi la festa dell’Unità, mentre il bravo Sposetti preferisce recarsi sulla tomba di Togliatti, ci sta pure che il ministro Poletti annunci un clamoroso “contribuito di solidarietà” (lo chiama così) sulle pensioni. Sulle pensioni d’oro? Manco per idea e poi sono già state toccate. Sulle pensioni alte? Bè intendiamoci, se per pensioni alte ci riferiamo a quelle superiori a 3 mila euro netti, dobbiamo sapere che esse rappresentano meno del 5 per cento del totale e un prelievo (sarebbe meglio definirlo così anziché contributo) sia pure a fini redistributivo di solidarietà, sarebbe minimo, insufficiente e inefficace.

Dunque quale pare (dico pare perché dopo l’annuncio di Poletti c’è stata la parziale smentita di Renzi) essere la proposta del ministro o del governo? Siccome in Italia i sistemi di calcolo delle pensioni sono due, quello retributivo, largamente più vantaggioso, e quello contributivo, inserito da pochi anni a partire dalla riforma Dini, si chiederebbe un contributo alle pensioni in base alla loro incidenza retributiva, che pesa però per il 98 per cento del totale. Questa percentuale, secondo Alberto Brambilla, docente dell’Università cattolica di Milano, peserebbe dunque su quasi tutte le pensioni in dimensione crescente e porterebbe diversi miliardi di euro, dipende certamente dalla percentuale prefissata, nelle casse dello Stato che potrebbe poi riversarli sulle pensioni minime e sugli esodati.

Ma è questa la posizione del governo? Credo sarebbe molto difficile sostenerla e applicarla. Una posizione del genere andrebbe a colpire anche le pensioni più basse che peraltro si intende tutelare e dopo l’annuncio disatteso dell’estensione anche ai pensionati degli ottanta euro, li penalizzerebbe due volte. Il ceto medio dovrebbe infatti pagare una penale assai superiore ai pochi benefici promessi e non mantenuti, con negative ripercussioni sui consumi. Non pare che sia questa la posizione del governo perché il vice ministro Baretta dichiara su Repubblica che coloro che percepiscono fino a 2mila euro al mese nulla hanno da temere.

Dunque le posizioni sarebbero tre nel governo. Quella favorevole a un contributo percentuale ipotizzata da Poletti, quella di un contributo solo delle pensioni più alte, formulata da Baretta e quella per ora che smentisce tutto di Renzi. Ora mi chiedo. Prima di fare annunci in una materia così delicata non sarebbe bene chiarirsi le idee? Pensiamo agli immediati effetti negativi che tali annunci finiscono per provocare nelle famiglie italiane, che si chiedono se la loro pensione verrà tagliata e di quanto, e se dunque potranno continuare a vivere con il livello attuale o fare sacrifici e magari intanto cominciano a spendere meno. Alla faccia della strategia degli ottanta euro…

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Commenti all'articolo
  1. Siamo alla solita politichetta, Alfano dice via art.18, Poletti spara ritocco sulle pensioni, risultato chiacchiere, perdita di credibilità perchè alla fine nessuno dei due provvedimenti verrà varato il gattopardo è entrato anche nel governo Renzi.

  2. Condivido l’articolo però mi chiedo che ci stanno a fare i socialisti in questo PD, che si scioglierà come neve al sole, visto che litigano anche su personaggi della nostra storia, è vero che siamo nati ieri secondo i nostri (pseudo)-parlamentari, ma i tradimenti nei confronti dei cittadini non si dimenticano!

  3. Dramma di una maggioranza che comincia a dare segni di disomogeneità e di mancanza di concertazione. Alla ingiustizia che già hai evidenziato c’è da aggiungere quella che colpirà i pensionati monoreddito. Infatti due pensioni da 2000 euro non saranno toccate, quella di un monoreddito di 3000 sarà “tosata”. Mah!

  4. Ho letto oggi il fondo di Giuseppe Turani sul suo blog
    ed era anche sul Resto del Carlino di oggi ha dato dei suggerimenti interessanti su dove reperire fondi nel giro di poco tempo lui la chiamata “Legge Marziale Antisprechi” Applicando questa cura il governo recupererebbe 40 Miliardi di Euro!!!!
    Ma ci vuole coraggio e credo che il nostro partito dovrebbe fare sua ed avere il coraggio di eliminare le Regioni a Statuto Speciale e gli sprechi nelle Regioni e nei Comuni !!!!!
    Sorbiciate a sedi e sperperi degli enti locali…
    Perche’ si continua a premiare Dirigenti di Enti Locali e altri Enti Pubblici perche’ hanno raggiunto gli obbiettivi!!!
    Ma perche’ non sono gia’ pagati profumatamente!!!
    Allora perche’ rompere le balle hai PENSONATI che fra’ l’altro finanziano i giovani pagano i mutui dei figli e le rette dell’asilo e delle Universita’!!!
    Perche’ Csri COMPAGNI che siete al governo ed in parlamento non battete un colpo e dite ci siamo anche noi!!!
    Cosa aspettiamo che ci portino i voti a casa con la email…
    Allora se avete voluto la bicicletta…..pedalate altrimenti andate a casa!!!

  5. Con l governo Monte, sbandierato come composto da esperti, ha fatto cavolate sul piano economico e disastri sulla riforma pensionistica.
    Questi vogliono riformare il Senato ma vanno a cercare i soldi a chi ne ha pochi.
    Perchè on provano a fare una legge che accredita allo Stato uno dei due benefici di cui godono alcune privilegiate categorie:

    Presidente della Repubblica e pensionato da senatore;
    Senatori e Deputati che godono della pensione di insegnanti universitari, avvocati liberi professionisti in pensione, dirigenti ello Stato e delle Regioni
    Idem per molti magistrati e componenti gli organi
    Lo stesso dicasi per i consiglieri regionali che godono di rendite pensionistiche, pagate dalle regioni, ma non previste da nessuna legge dello Stato, oltre che delle loro pensioni di lavoro o di attività.
    O l’una o l’altra.
    Non mi si parli di diritti acquisiti, che non si possono toccare.Si possono modificare solo i diritti dei poveracci. Il diritto all’età pensionabile, alle donne, è passato in pochi anni da 55 a 60 poi a 65 anni e la Corte Costituzionale non ha fiatato.
    Se la Corte Costituzionale bocciasse queste decisioni, noi socialisti dovremmo proporre un referendum per opporsi.

  6. Un intervento ancora sulle pensioni sarebbe intollerabile e creerebbe una rivolta sociale. Il solo parlarne mette paura. O si taglia realmente riducendo privilegi intollerabili e generalizzati o si va a casa.

  7. Caro Mauro, le mie proposte sono troppo destabilizzanti. Ritieni legittimo, sotto il profilo morale, che i siano persone che, profittando della loro posizione dominante, continuino a vivere di RENDITE PARASSITARIE?
    Ti pare logico che, cito un nome a caso, Monti, che percepisca il compenso di senatore a vita, di insegnante universitario, di funzionario o ora collaboratore della Comunità Europea.
    Cos’è Mandrake? O un Dio uno e trino.
    Idem, con differenze, per il Capo dello stato.
    Ed ora si vogliono andare a decurtare le pensioni da 2000 euro?
    Negli stati uniti, patria del capitalismo estremo, i parlamenta non hanno alcuna tutela di questo genere.
    Le battaglie dei socialisti DEVONO AVERE UN FONDAMENTO MORALE, se vogliono essere credibili.
    Ci fosse ancora La Pira, che socialista non era, avrebbe già gridato ai 4 venti questa vergogna.
    Diamoci una mossa, smettiamola con i calcoli col bilancino. Questa è così pesante, sul piano morale ed economico, che non basta una stadera per pesarla, è necessaria, e forse ancora insufficiente, la basculante dei TIR.

  8. Tre posizioni di un Governo sulla stessa materia, nella fattispecie la previdenza, sembrano effettivamente un po’ troppe, e se non si vuole accreditare l’ipotesi che vi sia incertezza e divisione tra le sue fila, o pensare che la situazione possa essere “sfuggita di mano”, si potrebbe anche supporre che si sia voluto far circolare di proposito una “voce”, su un tema così delicato, per vedere quale reazione avrebbe suscitato, e agire poi di conseguenza.

    Ovviamente tutto questo va espresso al condizionale, cioè col beneficio del dubbio, ma forse un effetto quella “voce” può averlo comunque già prodotto, come dice qualcuno, vale a dire l’esitazione e la cautela a spendere da parte dei pensionati che si sentono inclusi nell’orbita del ventilato prelievo, e che pertanto, nell’indeterminatezza, restano prudenzialmente “in attesa degli eventi”.

    Le pensioni, peraltro, dovrebbero rientrare tra i “patti”, di cui oggi si parla tanto, stipulati dallo Stato con i sui cittadini, accordi che andrebbero poi sistematicamente onorati pena il rischio di alimentare un indesiderabile ed inopportuno clima di sfiducia.

    Per quanto posso capirne, il diminuire le pensioni in corso sarebbe come abbassare unilateralmente il rendimento stabilito, ossia la cedola, dei titoli di Stato a lunga scadenza. lasciando nondimeno inalterato il loro vincolo temporale.

    Viene infine da fare una considerazione, sempre in argomento. Spesso l’aumento di tasse e imposte viene motivato dai governanti di turno con la necessità di abbassare il nostro poderoso debito pubblico, e la diffidenza che ciò genera tra i contribuenti dipende molto probabilmente anche dal fatto che non ci è dato sapere che fine faranno i soldi presi dalle nostre tasche tramite appunto un “prelievo forzoso”, soldi che per giunta noi non rivedremo mai più (almeno parlassero di un “prestito forzoso”, visto che in tal caso lo Stato dovrebbe farne in ogni caso buon uso dovendoceli poi restituire)

    Paolo B. 23 agosto 2014

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