lunedì, 20 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’Italia alla ricerca di un vero progetto
Pubblicato il 21-08-2014


Niente tagli aveva giurato solennemente il governo. Vero? No. A conti fatti, viviamo in un Paese ricco ma abulico, ancora alla ricerca di un vero progetto da intraprendere, che non sa ancora cosa farà da grande. Un Paese schiacciato dal presente, incapace di proiettarsi nel futuro, di prolungare lo sguardo oltre l’arrangiarsi alla meno peggio. Perché non si sono tagliati gli sprechi, anzichè, di intraprendere una strada tortuosa, che porta alla débâcle del sistema? Un Paese dove la classe media é schiacciata sempre di piu verso la povertà, con le retribuzioni da lavoro dipendente erose dalla forte perdita del potere di acquisto e quelle nuove per gli “atipici” inconsistenti da non permettere ai giovani di progettare il proprio futuro. Un Paese danneggiato dalla inflazione e dalla recessione. Siamo in una fase di reflazione, il cui termine si combina con inflazione e recessione da mostrare una Italia in grande difficoltà. La stangata c’é e si tocca con mano nelle famiglie a basso reddito. Che dire della Sanità?

Nel 2014 si spenderanno per la salute degli Italiani almeno 1500/2000 milioni di euro in meno che, in concreto significano anziani e disabili lasciati senza assistenza, medici e infermieri che vanno in pensione e non vengono sostituiti, posti letti tagliati senza provvedimenti sostitutivi. Piu ticket per tutti con le Regioni pronte a batter cassa ai cittadini. I tagli a pioggia senza programmazione producono, in concreto, un collasso del Servizio Sanitario Nazionale. Tagli alle pensioni “d’oro”, dalle quali si ricaverà molto poco, con il rischio di colpire quelle “medie” che fanno maggiormente gola. Il pacchetto entrerà nella prossima legge di Stabilità che il governo dovrà varare entro il 20 ottobre. Blocco degli stipendi del pubblico impiego per due anni.

L’alternatva: eliminare l’Irpef per i pensionati che incassano un assegno mensile lordo tra 650 e 700 euro. Dinanzi a svariate proposte e contro proposte cui assistiamo, nonostante il caldo agostano, il governo arranca e perde di credibilità. Quadrare il cerchio fra crescita economica, società civile e libertà politica é certamente un compito universale, ma sarebbe sconsiderato pensare che tutti perseguano questo obiettivo, o anche solo cerchino di perseguirlo in questi termini. Per coloro che si impegneranno in questa direzione, l’assunto é che ci si può avvicinare, ma non declinare questo obiettivo. Quali sono, dunque, le condizioni ineludibili per non essere condannati all’arretratezza e alla povertà ? “Flessibilità”.

Con tale termine si intende anche la disponibilità di tutti gli operatori ad accettare i cambiamenti tecnologici e a reagirvi prontamente. In termini di marketing “flessibilità” significa capacità di andare ovunque si offra una opportunità e di abbandonare ogni posizione in cui le opportunità passate si siano esaurite. Tutte cose risapute che scegliendo l’una o l’altra variante, possono portare aumenti di efficienza, competitività e incrementi di produttività.

Ernesto Calluori

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento