sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini:
Il significato dell’intesa Renzi-Landini
Pubblicato il 28-08-2014


L’incontro che c’è stato fra Renzi e Landini a Palazzo Chigi a mio parere avrà grosse ripercussioni nel cammino del governo in questi mesi. Alcuni mesi orsono dopo il primo incontro che si tenne a Firenze a pochi giorni dalla nomina a segretario del Pd di Renzi con Letta ancora premier, si capì subito che fra il rivoluzionario barricadero, come da vulgata, Landini, e il rottamatore allora segretario del Pd da poco e sindaco, si era creato un certo feeling.

Alla prima direzione nazionale posi all’attenzione del partito questo dato che i più scambiarono come semplice incontro di routine. Nei mesi successivi a partire anche dall’accordo Electrolux si è capito che è proprio in corso una vera e propria sintonia fra i due, apparentemente agli antipodi, che si basa su un vero e proprio dato politico, in quanto Renzi incontrando Landini, e non la Camusso, riconosce in lui e nella Fiom la rappresentanza vera del mondo del lavoro e sa bene che solo attraverso la partecipazione convinta dei lavoratori metalmeccanici uno sciopero generale può dirsi riuscito e un autunno caldo può essere considerato tale.

Non è questa però la vera motivazione del loro rapporto, essa risiede nella radicata convinzione dei due che in un mondo che cambia non può rimanere immutato solo il sindacato. Landini vuole un sindacato vero alla tedesca che porti i lavoratori e le loro relative organizzazioni ad essere rappresentate nelle governance aziendali cambiando la natura stessa del sindacato, la Camusso invece vuole un sindacato vecchio ancorato a relazioni industriali che appaiono sempre più rituali, e che sempre più risulterà marginale.

Tutto il contrario di un sindacato che si mette in gioco e sa che solo un governo forte e rappresentativo può affrontare le grandi crisi aziendali e fare scelte vere e strategiche di politica industriale. E se la mia analisi è giusta il governo e Renzi vanno incalzati e sfidati da sinistra su questo terreno, senza ipotizzare inutili scontri finali o guerre totali che non servono alla sinistra e al paese e soprattutto non hanno alcuno sbocco politico.

Marco Andreini
Resp Naz Welfare

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Commenti all'articolo
  1. Le considerazioni di Andreini vanno tenute in considerazione. Tuttavia penso che Renzi cerchi un rapporto diretto con Landini soltanto per evitare una spinta forte verso il possibile sciopero generale in autunno, quando la situazione economica-sociale si aggraverà. Non mi risulta affatto che Landini pensi in contrapposizione alla Camusso di entrare nei consigli di sorveglianza aziendali al pari di quanto avviene in Germania. Considero la Camusso più Riformista di Landini, il quale si è caratterizzato per non firmare alcun contratto scegliendo nettamente la posizione pura e dura dell’opposizione a prescindere.

  2. SIAMO ICURI CHE è QUELLO CHE VUOLE RENZI? NON SAREI COSI CONVINTO DOPO CHE A LETTA GLI DISSE DI STARE TRANQUILLO. SECONDO IL MIO MODESTO PARERE E’ CHE A OTTOBRE , RENZI NON VUOLE CASINI, E L’UNICO CHE NON PUO’ CREARLI E’ LANDINI

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