martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Morte ai traditori
Pubblicato il 23-08-2014


Israele avrà fatto tanti errori. Personalmente non ho mai pensato che fossero giustificate ed efficaci le iniziative belliche così devastanti su Gaza, che hanno prodotto troppe morti innocenti, anche se i duemila e più missili sganciati dalle basi di Hamas non ne hanno provocati di più solo perché il sofisticato sistema di sicurezza israeliano li ha quasi tutti intercettati. Quasi tutti perché è di ieri la notizia di un bambino israeliano di cinque anni che è stato ammazzato da uno di questi ordigni. Un bambino come i tanti, i troppi bambini palestinesi che hanno trovato la morte sotto bombardamenti cosiddetti chirurgici.

Detto questo, bisognerebbe anche ammettere almeno l’esistenza di due enormi differenze delle forze in campo. Israele non ha mai chiesto la distruzione di Gaza, ha accettato il percorso di una autonomia dei territori di Cisgiordania e Gaza. Che Hamas abbia preso il sopravvento a Gaza, la zona collocata proprio a due passi da Tel Aviv, non abbia accettato di comporre un governo di unità nazionale con Abu Mazen, ma abbia addirittura iniziato un conflitto armato con l’Olp, che continui a ritenere strategica la distruzione di Israele, che abbia iniziato il nuovo conflitto massacrando i ragazzi israeliani e poi iniziando la pioggia di missili, è innegabile.

Poi vi è una seconda differenza. Proprio ieri Hamas ha ammazzato orribilmente, senza processo in piazza, ad opera di incappucciati, diciotto palestinesi accusati di tradimento. Senza che si sappia in base a quali prove. Ritorna l’incubo del tagliatore di teste. Questo ammazzare in diretta, mostrandosi in pubblico, come attori di un truculento atto di morte, è il più spietato esempio di una civiltà che noi non possiamo accettare e nemmeno giustificare. Mentre questo avveniva in Israele si svolgeva una grande manifestazione di dissidenti che contestavano Netaniahu e la sua politica verso i palestinesi. A nessuno di loro è stata tagliata la gola. È questa la differenza tra una democrazia che sbaglia e un regime medievale che ammazza anche i suoi figli.

Tra Israele e gli intransigenti di Hamas c”è anche una diversa concezione della morte. E questa é la terza differenza, la più sostanziale. Per i palestinesi invasati il martirio è un prezzo da pagare per una vita migliore, e in tanti intendono sacrificarla in nome in Allah. Israele ha tradizione e cultura occidentali. È la vita, semmai, che è un premio, non la morte. Immaginare così vicine e mischiate tra loro queste opposte convinzioni non può che generare conflitto e tensione. La questione palestinese sarà forse più vicina a soluzione se anche quel popolo saprà progredire, magari non necessariamente occidentalizzandosi, ma abbandonando i crismi più oscurantisti di una particolare interpretazione del mondo.

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Commenti all'articolo
  1. Io sono convinto che la pace duratura fra Israeliani e Palestinesi entrambi non la vogliono e che il conflitto con questa situazione geopolitica mondiale avrà una durata secolare.

  2. Caro Direttore, tutte le religioni hanno la cultura della morte. Perfino quella buddista, la più terrena, prevede il sacrificio estremo dove, in alcune circostanze, i monaci si immolano ardendosi vivi in pubblico. Le religioni sono il passaggio evolutivo di un’umanità bambina che ricerca una immortalità irraggiungibile nella vita terrena. Per quella prospettiva è disponibile al martirio. La storia del cristianesimo ci insegna che anche i seguaci di Gesù Cristo hanno seguito lo stesso schema e addirittura il figlio di Dio fu mandato dal padre a morire in croce per salvare l’umanità dal peccato. Però i cristiani, ad un certo punto della loro storia, hanno imboccato la strada della leggerezza, forse anche ispirati da un Cristo che fu fatto risorgere da quello stesso Dio che fermò la mano di Abramo che stava immolando, su sua richiesta, il figlio Isacco. Il fatto è che la quasi totalità della popolazione mondiale professa una fede che è di fatto o virtualmente sanguinaria. Nel mondo occidentale cristiano la propensione alla carneficina esiste e si è manifestata in tutta la sua virulenza nel corso dei secoli. Oggi è latente grazie ai capi illuminati delle chiese che hanno saputo anteporre la fratellanza fra gli uomini alla fede cieca in un dio assassino, spegnendo con tenacia i bollori delle componenti fanatiche. Io sono sempre stato ateo, non ho mai capito quella stragrande maggioranza dei miei simili che professa una religione e debbo confessare di essere stato alquanto aristocratico e presuntuoso. Con la maturità mi sono però andato via via convincendo che la strada seguita dal Vaticano e dai capi delle chiese cristiane evangeliche è la migliore. Perché è la più efficace per combattere la violenza assassina che è sempre pronta ad accendersi e a trasformare il popolo in una folla urlante con la bava alla bocca. Quando guardo i cinegiornali dei discorsi di Mussolini o di Hiltler mi sforzo sempre di osservare con attenzione la folla. E’ la stessa folla di tutti i moti violenti, anche quelli recenti delle primavere arabe e dei facinorosi ucraini. E’ la stessa folla dei seguaci di Grillo, che non è mai diventata violenta perché il capo, furbo, si è sempre fermato un attimo prima. E’ la stessa folla dei teppisti da stadio che, in alcune occasioni, è stata anche capace di fare decine di morti perché i leader delle curve, imbecilli, si sono fatti prendere la mano. Allora capisco che per innescare la violenza non è necessario un motivo valido: basta un mito, un affabulatore abile e spregiudicato, un tifo sportivo manipolato dai signori delle scommesse.
    Ecco allora che emerge la soluzione: occorre qualcuno che dica di porgere l’altra guancia e lo faccia dell’interno della chiesa, della moschea, tra i tifosi della curva. Che sia leggero, che dica che è solo un gioco delle caste, dei partiti, del pallone. Che domani è un altro giorno e ci sarà una rivincita, un altro allenatore o un accomodamento. Che non c’è mai nulla di irreparabile o di definitivo ma che la storia corre. Come corre l’economia che offre sempre una seconda possibilità!

  3. Caro Mauro
    Hai scritto degli ottimi articoli sulla crisi del Medio Oriente, anche questo è degno di apprezzamento , se poi paragoniamo i tuoi interventi alla disinformazione degli organi di stampa e ai telegiornali nostrani , Avantionline merita il premio Pulitzer.
    E’ di questi giorni che finalmente, l’Europa e gli Usa si sono accorti del grave pericolo rappresentato dal fondamentalismo islamico ma ancora la nostra informazione se da un lato dice che gli Usa bombardano i terroristi, parlando dell’Iraq , per Gaza si continua a mettere sullo stesso piano Palestinesi e Israele anzi prima si dice Israele scatena bombardamenti a Gaza , colpiti ospedali , scuole ,quartiere tale etc. Poi si fa l’elenco degli uccisi ,bambini, donne , vecchi tutti civili , infine si dice che questo è stato in risposta per dei lanci di razzi da Gaza sul Sud Israele in tutto morti Israeliani sono solo 68 soldati e 4 civili senza dire che i razzi sono diretti su città e villaggi,che solo un sistema di difesa eccezionale sta proteggendo, non i soldati israeliani, ma i civili da assassini senza anima.
    Così senza volerlo , almeno mi sforzo di sperarlo,si mettono sullo stesso piano i due contendenti anzi il bombardiere è quello che esagera in fondo abbiamo una settantina di morti contro 2.000 che esagerazione!!!! Così facendo però si fà il gioco di Hamas.che usa i morti come arma politica e più ne hanno meglio è per loro..
    E’ il momento che si prenda coscienza senza tanti infingimenti, che la guerra che Israele combatte contro Hamas , (ripeto contro Hamas non contro i palestinesi,) altro non è che la una parte della stessa guerra che con i Curdi stiamo tentando di combattere contro l’Isis e che temo , prima o poi, saremo chiamati a combattere direttamente.
    Solo chi non vuole ,come si dice non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere, continua a considerare come resistenti i combattenti di Hamas , ci si meravglia di 18 giustiziati per spionaggio ? guardate che per loro non c’è problema , qualcuno di loro era innocente ?Che male c’è tanto per lui se era innocente c’è il paradiso , di sicuro però dopo questo spettacolo nella striscia pensiamo qualcuno avrà il coraggio di balbettare un qualche dissenso ?
    Hamas , Salafiti, Fratellanza Mussulmana , Hezboolah, Al Qeuda ,Isis, al Nusra etc. non sono dei resistenti alla stregua dei nostri partigiani , sono tutti la stessa cosa, ora tra di loro si possono anche combattere ma il progetto politico è lo stesso un impero islamico a costo di un ritorno alla barbarie più efferata.
    Compagno Maurizio Molinari
    consigliere nazionale off.molinari@libero.it

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