venerdì, 20 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Paolo Bolognesi:
Se gli ottanta euro non bastano…
Pubblicato il 29-08-2014


Stando alle odierne notizie di stampa, gli ottanta euro promossi dall’attuale Governo sarebbero serviti a poco, nel senso che i loro effetti sulla capacità di spesa degli italiani, su cui puntavano i vari sostenitori della iniziativa, si sono rivelati ben al di sotto delle aspettative, posto che nel corso di giugno 2014 il volume degli acquisti sarebbe sceso del 2,6%, rispetto allo stesso mese dell’anno passato.

Per ora avrebbe dunque ragione chi ebbe a definire quella misura economica come un “obolo” o come una “aspirina elettorale”, anche se bisognerebbe capire meglio quale può essere stato il reale impiego di detta somma, se ad esempio è stata depositata negli istituti di credito e similari, a mo’ di salvadanaio in previsione di tempi ancora più duri, o se invece è rimasta in casa, “sotto il cuscino” come si usa dire, per paura che ai nostri “risparmi” vengano applicate ulteriori imposte, visto come stanno andando i conti pubblici, e in particolare il debito dello Stato (questo sì in ascesa, all’opposto dei consumi).

Non ci è dato che fare ipotesi, ma i discorsi che si sentono in giro, ovviamente per chi li vuole ascoltare, danno sovente il segno di uno stato d’animo generale che inclina al pessimismo e al “timore” di qualcosa, vuoi a livello economico (aumentato costo dei servizi, pericolo di vederci rincarati o contingentati i rifornimenti energetici causa le vicende internazionali….) vuoi su piano sociale (perdita del lavoro o difficoltà a trovarlo, concorrenza della mano d’opera straniera, diffidenza verso un multiculturalismo di cui ci sfuggono gli esiti e la portata….).

E’ un insieme di percezioni, talvolta anche indefinite, che genera comunque incertezza sul futuro, di fronte alla quale non basta verosimilmente una “iniezione” di ottanta euro mensili, ma occorre piuttosto ridare al Paese fiducia e ottimismo, o tentare quantomeno di farlo, e stimolarne l’orgoglio e un nobile “patriottismo”, anche per evitare che molte delle nostre attività passino in altre mani.

L’Italia ha fama di essere un Paese solidale e generoso, ma farà fatica a restare tale se si indebolisce, e impoverisce, e perché ciò non accada e possa anzi risollevarsi quanto prima, riacquistando slancio ed entusiasmo, e prospettiva, occorre innanzitutto non “tartassare” i ceti produttivi, quelli che possono generare “ricchezza” per sé e per altri, e vanno pertanto incoraggiati. Le forze liberal-riformiste possono essere in questo senso una voce molto importante, ed efficace, ovviamente se ne sono convinte.

Paolo Bolognesi

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Commenti all'articolo
  1. Sono estremamente convinto che la scelta degli 80 euro sia stata giusta.
    Ma dopo un lungo periodo di vacche magre non si puo’ pretendere che chi li ha avuti possa subito scialaqquare…
    La mancanza di fiducia nel sistema Italia e’ alto nei cittadini e quindi se il cambiamento prosegue la fiducia ritorna e si torna a spendere…
    Ma i dati odierni sulla deflazione fanno capire come stanno le cose…
    La gente a paura!!!
    La situazione internazionale non promette niente di buono e quindi il timore aumenta…
    E’ tutto il sistema che e’ in fibrillazzione e quindi la fifucia dei cittaddini tutti cala e la delazione ne e’ il segnale piu’ reale.
    Allora e’ necessario che chi governa in Italia ed in Europa ricrei tutte le condizioni di fiducia nelle Istituzioni…

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