martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Perché Renzi deve piacere meno
Pubblicato il 08-08-2014


Se la sentirà di dire agli italiani che saranno anni di lacrime e sangue come fece Winston Churchill? Renzi ha del piacione e questo lo unisce a Berlusconi. I due si amano perché hanno caratteri affini. Entrambi vogliono esibirsi dinanzi agli italiani mostrando il meglio del loro repertorio, un misto di improvvisazione e di faciloneria. Eppure oggi sentirsi dire che tutto va bene e bastano quattro riforme per diventare una risorsa e non un problema per l’Europa fa un po’ sorridere davvero. Sembra l’uovo di Colombo. Basta un piccolo sforzo e voila le jeux sont faits.

A volte mi viene il dubbio che sia davvero così. Che Berlusconi, Prodi, Monti, Letta non siano stati capaci di fare quel che sta facendo Renzi. Tutti incapaci e lui una sorta di giovane uomo della Provvidenza? Io penso che adesso si vedrà di che tempra è fatto il nostro. Anche perché, se escludiamo l’Italicum che è un obbrobrio democratico, il resto dei suoi pronunciamenti mi pare convincente. Un Senato con poteri limitati (poi esistono anche riserve che noi abbiamo più volte sottolineato e che il nostro Enrico Buemi ha richiamato nella sua dichiarazione di voto), un mercato del lavoro di stampo europeo e non retto da assurdi e improduttivi ideologismi, finalmente una riforma della giustizia che ponga anche il problema della nefasta politicizzazione della magistratura e affermi con chiarezza il principio della responsabilità del magistrato che sbaglia, una riforma della pubblica amministrazione che velocizzi, informatizzandole, tutte le procedure, quel che viene definito lo “sblocca Italia” che dovrebbe recuperare tutte le risorse ferme, una riduzione della spesa pubblica improduttiva e una contestuale riduzione del carico fiscale per le persone e per le aziende.

Noi non possiamo che essere d’accordo. Ma il punto non sono i principi o le enunciazioni, ma i contenuti e i fatti. Cosa significa tagliare la spesa? Dove, di quanto, come? Bisognerebbe cominciare a precisarlo. Perché qualunque taglio della spesa non lo si può fare sorridendo. È sempre doloroso. La sanità, la previdenza sono le voci più pesanti. Si può tagliare la spesa prescindendo da queste voci? La dico tutta. Io preferisco ai piacioni i governi che perdono le elezioni. Non hanno sgovernato generalmente, ma hanno avuto il coraggio di non piacere. Capisco che questo non può essere l’obiettivo di chi governa. Ma se la popolarità dipende dalle promesse di isole felici che non esistono, meglio spiegare che le isole non ci sono. E che il cammino è in salita. Eco quel che non mi è piaciuto dell’intervista di Renzi a La sette. Mi è piaciuto troppo.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Compagno,
    condivido l’analisi, ma certamente in politica valgono due variabili: il consenso, democraticamente assunto, il progetto poltico di medio -lungo termine.
    Ma il collante e la visione culturale ed ideale che si hadi una società in trasformazione, dove altre culture disgregano l’habitus italiano colto a favore della riemersione di interessi corporativi e realtàtrasformiste in sede di confronto politico.
    In realtà l’avvento d Renzi ha dimostrato che la Sinistra italiana avrà pure singoli galantuomini, ma nel complesso non è altro che un’armat Brancaleone.
    Noi Socialisti tentiamo, non in maniera coesa ed omogenea , di cucire e tessere, ma ci difetta, a mio modestoparere, una visuale euro-mediterranea matura.
    Il mondo dei petrodollari ci sta riconquistando, il capitale muta colore, i lavoratori sono i grandi assenti dal PSI.
    Bisogan tornre ad un Patto di coesione col Sindacato, bisogna tornare ad educare i giovani all’agire collettivo e solidale.
    Altrimenti I Renzi diverranno i prototipi del Nulla, ma non certo quello nietschiano, tanto caro a Vattimo e CO.
    Torniamo a Bobbio e Salvemini, torniamo a studiare. Grazie delle riflessioni critiche ed argute.

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