sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Dopo un decennio,
la sonda Rosetta
incontra la sua cometa
Pubblicato il 06-08-2014


Sonda-Rosetta-vicina-alla-cometaEsattamente ora, mercoledì 6 Agosto 2014 metre sto scrivendo, la sonda robotica dell’agenzia spaziale europea Rosetta è arrivata a ridosso della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, dopo un viaggio nel sistema solare durato dieci anni. E’ arrivata in frenata perché la sua velocità relativa, rispetto a quella della cometa che percorre un’orbita eccentrica attorno al sole, si è ridotta a zero. Rosetta dovrà manovrare per diventare un satellite della cometa 67P che è un agglomerato di roccia e ghiaccio con forma irregolare delle dimensioni di circa quattro chilometri.

Le sue caratteristiche morfologiche precise sono note solamente oggi che è stata fotografata da vicino. Fino a pochi giorni fa era un puntolino con sagoma indefinita. Solamente a partire da oggi, 6 Agosto 2014, sarà possibile manovrare a vista e usare i retrorazzi di Rosetta per correzioni minute tali da ridurre la distanza di cento chilometri dalla superficie fino a trenta ed essere così catturata, in orbita, dalla debole gravità della cometa. E’ la prima volta che si tenta un’operazione di tale complessità.

Se avrà successo Rosetta accompagnerà 67P/Churyumov–Gerasimenko lungo il suo viaggio attorno al sole di sei anni e mezzo, fra l’orbita di Giove e quella della Terra. Ma parlare di navigazione a vista non è esatto solo per il fatto che il segnale radio da Rosetta alla Terra impiega venti minuti e altrettanto la risposta. Allora le informazioni devono essere analizzate e deve essere elaborata una sequenza di comandi che saranno spediti ed eseguiti dal computer di bordo.

Il segnale trasmesso da Rosetta, con la telemetria e le informazioni, varia fra i 40 e i 20 Kbps e ha una potenza di mezzo kw. Si indebolisce lungo i 400 milioni di chilometri e arriva sulla terra con una potenza cinquemila volte inferiore a quella di un telefono cellulare; però è sufficiente allo scopo. La connessione viene garantita, nell’arco delle 24 ore, dalle antenne paraboliche di 35 metri DSA (Deep Space Antenna) in Spagna, Argentina e Australia. Ne prossimi mesi Rosetta analizzerà nel dettaglio la superficie della cometa per individuare il posto più adatto alla discesa di un lander, Philae, che si separerà dalla sonda e si ancorerà al suolo nel mese di novembre.

I nomi Rosetta e Philae, con cui l’ESA ha battezzato i protagonisti di questa mirabile avventura, riecheggiano i reperti e i luoghi delle iscrizioni in geroglifico, demotico e greco del secondo secolo avanti Cristo che consentirono di decriptare la lingua dell’antico Egitto e avvicinarci alla cultura dell’alba dell’umanità. Così lo studio ravvicinato della cometa 67P, lungo il suo vagare ciclico fra Giove e la Terra, dovrebbe decriptare alcuni dei misteri ancora irrisolti dell’alba del sistema solare e forse anche della vita sulla Terra. Infatti va consolidandosi l’opinione che fu proprio il bombardamento delle comete, tre miliardi di anni orsono, che fornì l’acqua che dei nostri oceani e, forse, anche i primi mattoni della vita.

Poi ci sono altri misteri a cui la comunità scientifica, in questi anni, tenta di togliere qualche velo grazie alle tecnologie spaziali. Sean Coughlan, in un lungo articolo che si può leggere nel giornale online BBC News, racconta come il genere umano potrebbe correre verso l’estinzione non a causa dell’effetto serra o di una guerra nucleare, ma per la propria incapacità di governare l’enorme complessità che ha generato negli ultimi vent’anni. Contemporaneamente Andrew Snyder-Beattie ha scritto su Physorg un documentato articolo intitolato “Habitable exoplanets are bad news for humanity (I pianeti esterni abitabili sono una brutta notizia per noi)”, a commento della scoperta del pianeta Kepler-186f, distante da noi 492 anni luce, in orbita attorno ad una nana rossa nella Costellazione del Cigno. La ragione della brutta notizia è che, siccome Kepler-186f sembrerebbe abitabile come verosimilmente miliardi di pianeti nella nostra galassia, non aver ancora incontrato una civiltà extraterrestre si spiega col fatto che l’intelligenza e la civiltà sono destinate ad estinguersi prima di raggiungere la possibilità di attraversare gli spazi interstellari.

Io non sono così pessimista e sono convinto che la ricerca fatta di tecnologie, di sfide e di grande capacità progettuale, ci tenga lontani dai giochi di guerra. Sono molto grato alla nostra Agenzia Spaziale e alla ESA europea per lo spettacolo della missione Rosetta. Risvegliata dopo sette anni di rimbalzi fra la Terra e Marte per sfruttare l’effetto fionda, tre anni di ibernazione lontano nel sistema solare, piena di tecnologia italiana, si accinge ad una delle avventure più affascinanti dell’esplorazione spaziale.

Daniele Leoni

 

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Commenti all'articolo
  1. Nell’articolo c’è un errore che vi prego di correggere. Quando ho calcolato il tempo impiegato dal segnale radio a raggiungere Rosetta ho considerato anche il tempo di risposta come normalmente si fa per la telemetria.
    La frase “… il segale radio da Rosetta alla Terra impiega quaranta minuti e altrettanto la risposta.” Dovrebbe essere così corretta “… il segale radio da Rosetta alla Terra impiega venti minuti e altrettanto la risposta.”
    Grazie per la cortesia e scusate per l’errore.

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