venerdì, 20 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sandro D’Agostino:
Difendiamo i precari della scuola
Pubblicato il 27-08-2014


“L’estate che sta per concludersi sarà certamente ricordata, dai docenti italiani precari, come la peggiore in assoluto. Si rincorrono da un paio di mesi voci inquietanti sui progetti di riforma della scuola italiana. La scuola è, a mio avviso, il luogo più importante per una democrazia: a scuola si impara a vivere in società e si apprendono nozioni e comportamenti che rappresenteranno il filo conduttore dell’intera vita di una persona. Eppure, da qualche anno, la scuola viene vissuta, da qualche settore della nostra società ed anche da non pochi autorevoli politici di calibro nazionale, come un fardello, un peso che grava sulle spalle della collettività e che deve essere al più presto dismesso. Ai docenti precari viene mossa l’accusa di essere un problema per la società, ma chi ha creato questa situazione? Un giovane italiano si laurea con non pochi sacrifici, completa il suo percorso e, magari, decide di lavorare nella scuola. C’è chi lo fa per passione, chi per soddisfare un bisogno economico, vista la non facile situazione occupazionale del paese. A quel punto, inizia le prime supplenze ed attende, poi, pazientemente, l’immissione in ruolo spesso dopo un lungo calvario. Nel frattempo quel giovane diventa sempre meno giovane, magari si sposa, ha dei figli e contemporaneamente è precario. E’ forse una colpa?
E’ di questi giorni l’annuncio del ministro Giannini di un progetto di riforma che vorrebbe “abolire le supplenze” e trasformare radicalmente la scuola italiana. Annunci di questo tipo ignorano che si sta parlando di persone e non di oggetti. Ignorano e mancano di rispetto a persone che hanno lavorato e lavorano per lo Stato, spesso con stipendi da fame e con enormi sacrifici.
Mi auguro che il nostro partito difenda i precari della scuola. Il M5S ha già dichiarato che lo farà, anche con delle manifestazioni di piazza. Stare al governo, per noi, non significa condividere necessariamente tutto ciò che viene deciso. Anche Renzi, persino lui, può sbagliare… ”

Sandro D’Agostino

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